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Mariapoli Celeste - i focolarini
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Achille Belladelli

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Achille Belladelli

Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.

25 gennaio 1988


Conosce l’Ideale nel 1957 ad una Mariapoli a Fiera di Primiero: “Dare la mia vita per Gesù. L’unica cosa che vale: vivere per Dio”.

Nel 1965 è tra i pionieri di Loppiano: “La partenza da casa. Andare dove? Dietro a Dio”.

Dal 1965 al 1972 è autista e segretario del cardinal Florit.

(5.6.1971)
 Stamattina in arcivescovado – dove lavoro – è venuto un ex carcerato e aveva bisogno di aiuto. Ho cercato dapprima di sbrigarmela presto, anche perché avevo da fare, ma poi ho pensato all’impegno preso con Gesù di vivere ogni momento la carità e di rinnovarmi in essa, gli sono andato incontro per amarlo davvero con tutto il cuore, con tutta l’anima come fosse Gesù in persona. Veramente, non solo ho visto quel fratello tutto nuovo, ma mi sono ritrovato diverso anch’io. Mi è sembrato di sentirmi totalmente disponibile, tutto per lui in quel momento come non mai nella mia vita. Quel giovane è partito tanto contento, ho cercato di aiutarlo come potevo, ma in realtà è stato lui che più ha donato a me. Ho avuto da lui il centuplo e una grande gioia mi ha riempito tutto.
Sentivo che quel “volto” l’avrei incontrato un giorno e mi avrebbe detto: “Vieni, perché un giorno ero abbattuto e stanco e tu mi hai consolato”. E’ stato il mio secondo incontro con Gesù di oggi, dopo Gesù Eucaristia.

(22.10.1971)   Oggi cercherò di conoscere ciò che ogni fratello ha nell’anima per vivere nella sua anima.
“Amare tutti”. Perdere la propria personalità per attuare “l’io in te e tu in me”.

All’inizio del 1972 va a Grottaferrata al focolare Cristoforo per l’accoglienza ai focolarini di passaggio al Centro. Così riassume l’esperienza:

Allora voi mi chiederete che cosa io faccio?
I) Cercare di amare i popi col cuore vedendo tutto il positivo;
II) Fare unità con ciascuno;
III) Servire tutti.
Ho visto che facendo così si creava il vero focolare, ci si comunicava tutto, ci si consigliava a vicenda, si vedeva come si prendeva tutto da Dio, non c’era nessuno che voleva insegnare nulla, c’era solo il desiderio di aiutarci ad amare ed andare avanti fino in fondo ed essere corresponsabili dell’Opera tutta.

Nello stesso periodo incominciò ad occuparsi dell’Ufficio Assicurazioni.

Occasionalmente in un viaggio in treno fece conoscere l’Ideale ad un giovane che faceva il servizio militare vicino a Roma. Fu l’inizio di un apostolato assiduo e proficuo: circa una trentina di giovani militari si riunivano regolarmente al Centro Mariapoli e organizzò nell’ambiente spettacoli del Gen Rosso e del Gen Verde.

Conobbe alla periferia di Roma una famiglia che viveva in una baracca, con genitori anziani e figli ammalati. Achille ha suscitato una serie di iniziative per raccogliere i fondi (70 milioni) occorrenti per costruire per loro una casa.

Un pittore vecchio e malato, riceveva il frutto dell’incasso dei quadri che Achille vendeva.

(24.5.1972)
  Stamattina alla meditazione ho chiesto a Gesù di darmi un amore sempre più grande a Lui abbandonato. …ed è venuto! Mi ha preso in parola. Ho provato un pochino il perdere “tutto”; sì tutto, anche il focolare, mi son sentito un nulla, ma dall’altra parte ho sperimentato ancor più forte l’amore di Dio.

(29.7.1972)   Caro Gesù Abbandonato, accetta il dolore dell’anima mia, non ho altro. E’ il dolore della mia debolezza, non riesco a far nulla per te. Lo so che tutto o quasi dipende da Te, ma intanto, per quel po’ che sta in me, lo voglio fare subito.  Si tratta della mia volontà di seguire i Tuoi voleri, le tue ispirazioni.
Gesù Abbandonato, mio tutto! Fa che anch’io possa darmi tutto, come fai Tu. Questo “patto” che rinnovo con te stamattina lo voglio scrivere, perché non posso fidarmi di me, non ho memoria; affinché quando Tu mi prenderai in parola – e ne sono certo – io mi possa ricordare che tutto Ti ho dato e non abbia a lamentarmi e a trovarmi distratto. Ma anche in questo G.A. ho bisogno del tuo aiuto.
Vieni Gesù, vieni presto. Ho già perso troppo tempo! Te lo chiedo per mezzo della Tua e mia mamma; Lei che mi ha avviato per questa via.

(5.9.1974)  Restare in Te, mio Dio, questo è quello che ti chiedo oggi. Troppe volte durante la giornata “sono fuori” di te, con troppa facilità e poi mi trovo a dover combattere – inutilmente – con “cento nemici” tutt’intorno per non soccombere! Voglio restare in te, amandoti in ogni istante, in ogni volto, in ogni fratello.

Nel  1975 avverte i primi sintomi di un male difficile da curare. Per la prima volta si ritrova in ospedale.

(22.11.1975)
In questi ultimi tempi mi pare che Gesù mi spinga sempre più  a vivere nell’essenziale, a spogliarmi di me stesso e a vivere per Lui solo e nascosto in Lui, dimenticare ogni preoccupazione “esteriore”, non voler apparire davanti agli uomini, salvare la faccia, tanto vale solo che io sia “carità”, che tenga Gesù in mezzo coi popi: Gesù quanto lavoro! Io ci metto la buona volontà e tu lo sai, il resto lo fai tu.

(8.5.1976)    Devo fare un certo numero di analisi. E’ la prima volta che entro in ospedale per cura. Mi rimetto completamente nelle mani di Dio. Lui sa tutto! E poi è affare più suo che mio. La nostra consacrazione ci fa appartenere ormai solo a Lui. Sia benedetta la sua volontà. Sono felice e con tanta pace. Mi sento libero. Offro tutto momento per momento, ripeto ad ogni richiamo di medici, degli infermieri: solo per te, Gesù, solo per te. Poi offro tutto in strettissima  unità con la mamma. Tutto ciò che è suo è mio, e viceversa.

(13.5.1976) Oggi avrei dovuto lasciare l’ospedale ma le ultime analisi dicono che c’è qualche segno di anormalità…   Ho dovuto riscegliere lo “Sposo”, rimettermi a vivere bene l’attimo presente e donare tutto, anche un po’ di paura. Ma ormai sono “libero”. Ho donato tutto, sono completamente nelle sue mani. Conta solo la sua volontà.

(6.8.1976) Gesù, quanti dolori nella tua Chiesa! Da sinistra e da destra, chi per un motivo o per l’altro i tuoi figli vengono fatti preda del nemico che li porta alla disunità. Se potesse bastare la mia povera vita, oh Signore te la darei subito, anche stanotte per comporre in unità la tua Chiesa, ma intanto ti offro anche questo grande dolore, perché sei Tu che ancora gridi l’abbandono. Ti amo così, in questi fratelli, anche se erano fra i tuoi pastori, quelli che avrebbero dovuto guidare tanti tuoi figli.

(8.12.1980)  “Il bene che Dio non vuole è male”.
Mio Dio quante volte ho cercato di fare qualcosa, ma senza chiederti se ciò era quello che tu volevi da me? Per tutto questo ti chiedo perdono e ti offro il dolore di questo peccato.
Ma ora, mio Dio, mi hai aperto l’anima, la mente! Ora dammi di fondere il cuore mio con il tuo perché nell’amore alla tua volontà io trovi me stesso ed io sia quello che tu vuoi. Sono certo che il programma è già fatto nella tua volontà. (…)
Sento che ho bisogno di lasciarmi condurre per mano da Maria, per formarmi e per non perdere più tempo prezioso, quanto Dio me ne darà ancora? (…)
La mia Volontà di Dio! “Fedeltà a Gesù Abbandonato, qui ho tutto”. Quindi non un lamento, non un sospiro, ma solo l’invocazione della Grazia per stare lì nella volontà di Dio nell’attimo presente, come Gesù, imparare da lui, con Maria, pieni di gioia!

(19.12.1981)   L’unità, LA MIA VOCAZIONE!
E’ qui che, con la grazia di Dio, mi santificherò giorno dopo giorno. E’ qui che il mio cuore troverà il suo “riposo”; sì, perché ho dentro come un “fuoco” che mi consuma e non mi dà pace finchè tutti non potranno partecipare di questo grande dono. Intanto mi faccio un programma per i giorni che ancora mi mancano ad arrivare dal PADRE MIO ed è questo: guardare ogni fratello che mi passa accanto con l’occhio di Gesù, volergli bene con il suo stesso cuore; non sottrarmi mai ad un atto d’amore…

(18.12.1987) Oggi è una giornata “speciale”. Ho ritirato gli esami clinici e sono molto alterati. Un altro passo in avanti verso la meta. So che è un dono di Dio e regalo chiama regalo. Devo perdere, perdere tutto me stesso, che è il più, le piccole cose le ho lasciate da tanto tempo, ora devo far bene questo e sento che lo devo fare con gioia e gratitudine.
Quanto tempo mi darà ancora? E’ una domanda che mi viene spontanea, ma che devo cacciare come fosse una distrazione. Ho l’attimo presente in cui posso essere tutto rinnovato dall’amore di Dio, se lo lascio vivere in me.

(24.12.1987) Mi coglie una forte colica epatica. E’ G.A., anche se non ho nemmeno le forze di offrire, ma so che è Lui, gli dico di sì – per Te – tutto secondo l’intenzione di Chiara.

(5.1.1988)
Ancora un giorno pieno di gioia e stracolmo di grazie. La visita di Chiara mi ha lasciato il paradiso nell’anima: “L’Opera mi ama ed è Maria che mi ama”. Non posso più pensare diversamente, me l’ha detto Chiara a nome della Mamma. Mi sembra di aver capito dell’amore di Dio, un amore senza misura, ma è quasi impossibile dire quello che provo dentro… Grazie Gesù, grazie Mamma e grazie Chiara.

(12.1.1988) Sento che devo essere “vigilante” e mettermi sempre di più nell’attimo presente, dove trovo le grazie per andare avanti nella pace piena. Nel tuo Amore senza limiti e per le mani di Maria ti offro, mio Dio, tutta la vita, tutto me stesso, per le intenzioni di Chiara, per l’Opera di Maria e per tutta l’umanità che ti cerca, mio Dio.
“Nelle tue mani affido l’anima mia”.


Ad un focolarino che l’assisteva il 21 notte:
Teniamo Gesù in mezzo, è l’unico che possiamo fare.
Che stanco! Ma sono pronto dove, quando e come Dio vuole. Quello non è il problema… Certo, sta arrivando la fine del viaggio. Povero corpo, povero corpo!

E ancora la notte del 22:
Stanotte teniamo un grande Gesù in mezzo. Sono assopito, non capisco nulla, ho una grande confusione, ma teniamo un grande Gesù in mezzo.

Il giorno 23  commentando la visita di Chiara:
Sento la grazia che mi ha dato Chiara di vivere il momento presente, di non pensare né ad un’ora prima, né ad un’ora dopo.

A Fede:
La Madonna mi ha preso da piccolo e sempre mi ha accompagnato e portato avanti, vuoi proprio che mi abbandoni adesso?
E facendo riferimento a delle immagini che erano nella sua stanza:
E poi io ho lì la Madonna e Gesù e guardo loro. Dico “per Te”, offro tutto me stesso. A volte dico solo sì, sì. Questo “sì” non è che si dice una volta e basta… viene poi il momento di metterlo in pratica. E’ come la spiga di grano… prima si semina in autunno… e poi in giugno si raccoglie…

Il 25 gennaio, sempre deciso a fare la Volontà di Dio, all’estremo delle forze le sue ultime parole dette a Chiara sono: “SOLO QUELLA”.

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