Adan Calderara - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Adan Calderara

2015

Adàn Calderara


25 gennaio 1937 -  Uruguay, 18 novembre 2015


Un solo corpo, un solo spirito,

come una sola è la speranza

alla quale siete stati chiamati (Ef 4,4)

Rocca di Papa, 20 novembre 2015
Carissimi e carissime,

Adán Calderara, primo focolarino sposato dell’Uruguay, è arrivato alla casa del Padre il 17 novembre scorso.

Nasce nel 1937 in un piccolo paese e ancora molto giovane fa parte attiva della gioventù cattolica, cosa molto significativa in un Paese di cultura laica. Il suo era un impegno religioso e al tempo stesso sociale simpatizzando per la Teologia della Liberazione.

Impara a Montevideo il mestiere di meccanico di automobili, frequentando anche il liceo in corsi serali. Nel ‘64, da poco fidanzato con Silvina, conosce le prime persone che parlavano dell’Ideale in Uruguay. Ciò che colpisce Adán è che: “loro raccontavano esperienze di vita del Vangelo e io ho sperimentato, senza accorgermene, l’ardore della presenza di Gesù fra noi”.

Come focolarino sposato sarà un punto di riferimento per tanti perché nella sua profonda umiltà riusciva a fare da ponte tra i focolarini che venivano dall’estero e il popolo uruguaiano. Aveva la capacità d’inculturare l’Ideale nel locale e dava un grande contributo nel dialogo con persone di altre convinzioni, facendo innamorare tanti di Gesù Uomo.

Scriveva a Chiara nel ‘67: “Ho ricevuto un’innumerevole quantità di grazie e tanto amore da Dio (...) che solo mi viene da corrispondere dicendoGli il mio “sì” e dandomi completamente a Lui, che ho scelto in Gesù Abbandonato, giacché Lui è il cammino dell’unità e l’amore”.

Per decenni sarà colonna del Movimento Famiglie Nuove insieme a Silvina, volontaria generosa e zelante. Hanno avuto due figli, Mónica e Alejandro (ora focolarino sposato) e per rispondere al desiderio di Chiara che le Famiglie Nuove svuotino gli orfanatrofi, decidono di adottare una bambina, Patricia, la loro terza figlia.

Chiara dà ad Adán e Silvina la Parola di Vita: “Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati” (Ef 4,4).

Nel maggio 2001, dopo una malattia grave e veloce, muore Silvina. Racconta Adán: “Siamo sempre stati molto innamorati e puntavamo a non perdere la felicità del nostro matrimonio e della nostra esperienza spirituale”. E ancora: “L’amore vince la morte. Per me la presenza di Silvina continua ad accompagnarmi perché l’amore è eterno”.

In seguito, sistemati i figli, già in pensione e pieno di vita, diventa un focolarino convivente a tutti gli effetti; sempre al servizio, custodisce con un amore preferenziale i focolarini vergini.

Il mese scorso si manifesta ad Adán un tumore che anni prima aveva superato. Durante la degenza in ospedale, una psicologa che si occupa dei casi di cancro terminale, gli chiede come si sente. Adán la sorprende con la risposta immediata: “Molto bene, e sa perché? Perché se mi rimane ancora un po’ di vita ho a casa tante persone che mi vogliono bene, e se vado da un’altra parte ci sono anche lì molte persone che mi aspettano e mi vogliono bene”.

Dopo qualche giorno di ricovero torna a casa e lo si vede felice. Ancora per una settimana si alza al mattino e si mette a lavorare al computer, con la premura di voler finire tutto quello che aveva iniziato. Ma in seguito perde la lucidità e non è più quello di prima. “Ma – dice un focolarino – è come se Adán generasse la presenza di Gesù in mezzo con la sua essenzialità, con il suo sguardo, con un sorriso. Entrare nella sua stanza ti mette in Dio e se non sei lì, sei tu a sentirti fuori posto”.

Circondato dai focolarini, dai suoi figli e da una nipote, parte per il Cielo serenamente.

Il suo funerale ha riunito tanti della comunità ed anche altre persone che da tempo non frequentavano l’Opera. Dopo le preghiere e i canti, un forte applauso che non finiva più. Adán ora riposa in un cimitero-giardino dove pure è sepolta la focolarina Mabel Vera.

Grati a Dio della sua vita, offriamo suffragi per Adán e preghiamo per i suoi familiari.

Unitissima nell'Unico Bene,
Emmaus

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