Agostino Messineo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Agostino Messineo

2017


Agostino Messineo





11 novembre 1921  -  Italia, 7 aprile 2017


Rocca Di Papa, 19 aprile 2017
Carissimi e carissime,

Agostino Messineo – focolarino sposato di Roma – è partito serenamente per il Cielo il 7 aprile. Era nato nel 1921 in Tunisia.

Ha lasciato ampi stralci della sua biografia che, a ripercorrerli, sembra di leggere un romanzo tanto sono ricchi di avventure. Per il lavoro del padre, agente marittimo, fin da piccolo si trova a spostarsi da un Paese all’altro, da una città all’altra: Tunisi, Palermo, Napoli, Roma, Tripoli… E questo lo fa sentire senza radici. E’ problematico e alla ricerca di Dio.

“Da ragazzo non avevo una visione del bene e del male: in me c’era il vuoto assoluto sotto l’aspetto della religione. Di Dio in famiglia non si parlava mai. Quando ci trasferimmo a Napoli, dove iniziai il ginnasio, per l’influsso positivo di un amico, presi a frequentare l’oratorio dei Salesiani, arrivando così a farmi un’idea della Chiesa e della religione”.

L’impegno cristiano di Agostino continua anche a Tripoli, dove nel ‘38 frequenta il liceo classico. In seguito a Roma si iscrive a giurisprudenza, ma gli studi universitari vengono interrotti nel 1941 quando – per la II guerra mondiale - viene chiamato sotto le armi in Tripolitania. “A poco a poco di Dio mi ero scordato, ma Lui si teneva dietro le quinte”.

Nel luglio ’43, allo sbarco delle forze anglo-americane in Sicilia, dove Agostino si trovava in quel momento, succede un fatto nuovo: quel “Dio dietro le quinte cominciò a riapparire sulla scena e mi riavvicinai alla Chiesa e ai sacramenti”. Catturato dagli americani, viene portato in Algeria dove trascorre due anni e mezzo di prigionia. “Notti passate a cielo aperto. Ma a me non pesavano i disagi; vivevo in un mondo mio con Dio al centro, ero diventato il consolatore dei miei compagni e davo un gran lavoro ai due preti del campo, ai quali mandavo tanti a confessarsi”. Quel periodo di prigionia Agostino lo ricorderà come uno tra i più belli della sua vita, in cui Dio gli si è manifestato. Finalmente la guerra finisce e nel dicembre del ‘45 viene rimpatriato.

“Da Tripoli avevo iniziato una corrispondenza con una ragazza, Margherita, conosciuta nel periodo in cui abitavo a Roma”. Così si fidanza con lei e si sposa il 26 giugno 1948.

Circa dieci anni dopo, Agostino attraversa un lungo periodo di buio spirituale e morale. “Esternamente continuavo ad apparire un cristiano impegnato, dentro invece non avevo pace”. Proprio allora viene invitato ad un incontro dei Focolari a Viterbo. Ascoltando Ginetta Calliari, una delle prime focolarine, prova qualcosa che risana tutte le tensioni accumulate, come se quei trascorsi di sofferenza l’avessero preparato a quel momento.

“Per tre mesi – prosegue Agostino – a contatto con i focolarini cercai di carpire il segreto della loro gioia, della loro fede semplice rispetto alla mia così problematica e, quando scoprii il di più d’amore di Gesù Abbandonato, fu come aver trovato la chiave per uscire dai problemi che attanagliavano me e Margherita”. Insieme collaborano con la comunione di beni nel sostenere il Movimento a Roma e quanti sono in difficoltà. I frutti sono abbondanti tra le Famiglie Nuove dove loro s’impegnano e così per decenni.

Scrive a Chiara da Castelgandolfo l’8.12. 2000: “Sono molto contento e soddisfatto per l’operazione Roma-Amor perché in essa vedo la fine della peregrinazione nel deserto del popolo romano…. mi sembra d’intravedere la terra promessa: una Roma cristiana…”.

Gli ultimi anni della vita Agostino li ha trascorsi, con la vicinanza delle figlie Chiara e Agnese, in una casa di riposo assieme a Margherita che è mancata nel dicembre 2014. Chi lo andava a visitare, lo trovava sempre nel soprannaturale.

E così è rimasto fino alla fine, nella fedeltà a Gesù Abbandonato. Pensandolo ora con Chiara e con tutti della Mariapoli Celeste, preghiamo uniti per lui.

Emmaus

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