Albani Coelho de Abreu - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Albani Coelho de Abreu

2018


Albani Coelho de Abreu



"In verità vi dico: chi crede ha la vita eterna" (Gv 6,47)


2 luglio 1927 -  Brasile, 19 aprile 2018

Rocca di Papa, 24 aprile 2018
Carissimi e carissime,

Raimundo Albani de Abreu, del focolare della Mariapoli Gloria in Brasile, è partito per il Paradiso il 19 aprile. Aveva 90 anni ed era uno dei primi focolarini sposati della zonetta di Belém. Su di lui hanno scritto: “Oggi è arrivato in Paradiso un grande uomo: Albani, nostro pioniere nella costruzione dell’Opera di Maria in Amazzonia. Non potremo mai dimenticare questo nostro fratello, amico ed esempio di vita evangelica e sarà sempre viva fra noi la sua testimonianza di caritàe di umiltà”.
Albani, come lo chiamavano tutti, era una persona concreta e semplice. Papà di dodici figli, per anni ha lavorato come autista in una azienda statale a Belém.

Conosciuto l’Ideale nel 1968, partecipa nel ‘72 alla sua prima Scuola per focolarini sposati al Centro. Era instancabile nel servizio ai fratelli – tanto che qualcuno lo definiva ‘il buon samaritano’ – e trasmetteva grande fiducia. Ha collaborato in varie importanti iniziative dell’Opera in zona: quali l’innovativo progetto sociale “Magnificat” in favore dei contadini, la Scuola Materna Fiore alla Mariapoli Gloria e la piccola ditta di dolci “Feito por nòs”, nata come espressione concreta dell’Economia di Comunione, ecc. Lo si ricorda anche per il valido contributo dato allo sviluppo della Fazenda da Esperança.
Raggiunta la pensione, si era trasferito alla Mariapoli Gloria aiutando alla sua costruzione fino alla fine della sua vita. I gen lo ricordano con affetto: “Ci faceva vedere la grande novità dell’Ideale e la radicalità di vita del focolarino sposato”. Infatti, anche se era il più anziano, si trovava bene tra i giovani e riusciva a comunicare le sue profonde esperienze, accompagnando spiritualmente tanti di loro e numerose coppie.

Di poche parole e di molti fatti, Albani sapeva esprimere bene il suo rapporto con Dio. Nel 1995 scriveva a Chiara: “Conta sempre sulla mia unità. Voglio essere fedele al Patto, pronto a dare la vita per te, per i focolarini che mi sono accanto e per tutta l’Opera”.

Nel 1974, alla fine della Scuola dei focolarini sposati: “Grazie, Chiara! Tu mi hai comunicato la vera vita, la vita della grazia, l’Ideale. Dio solo mi interessa e prometto di essere fedele fino alla morte affinché, anche per il mio contributo, l’Ut omnes possa realizzarsi”.

Confidava una volta a Danilo Zanzucchi: “So che soltanto l’Ideale mi rende felice, anche se Gesù Abbandonato è sempre presente. Senza di lui non si può andare avanti”. Albani infatti ha passato anche momenti di oscurità spirituale, ma cercando di viverli nell’umiltà e mantenendo sempre vivo il suo impegno di vita evangelica.

Col suo carattere forte, non dimostrava fatica a piegarsi per costruire l’unità. Scrive: “In questo momento della mia vita, solo una cosa importa, percorrere il mio Santo Viaggio come Dio vuole, con l’impegno sempre più grande di vivere nell’unità”.

In verità vi dico: chi crede ha la vita eterna” (Gv 6,47). E’ la Parola che stiamo vivendo in questo mese ed era anche la sua Parola di Vita. Vogliamo pensare che l’abbia compiuta.

Immaginandolo ora immerso nel Seno del Padre, lo ricordiamo nelle nostre preghiere insieme ai suoi familiari.
Emmaus
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