Aldo Bullo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Aldo Bullo

2019
Aldo Bullo




"Chi ama suo fratello rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo" (!Gv 2,10)



12 settembre 2019
agosto  2019
Carissimi e carissime,

Aldo Bullo, focolarino della Mariapoli Romana, è partito serenamente per il Cielo il 12 settembre, circondato dal suo focolare e lasciando in tutti la gioia di pensare che la Madonna l’ha chiamato a Sé nella sua festa.

Nasce a Pirano d’Istria nel 1937 e incontra l’Ideale nel ‘59. Scrive a Chiara che il carisma gli ha “aperto gli occhi: su Dio Amore, sulla Chiesa Madre, sui fratelli, sulla mia vita” eprosegue: “Dio ha voluto servirsi di te e di tutti i focolarini per farmi comprendere tutte queste cose ed io per ringraziarlo ho sentito di consacrarmi a Lui totalmente”. Pochi mesi dopo le comunica il desiderio di entrare presto in focolare “per consumarmi nell'unità più completa". Così nel ‘62 partecipa alla scuola dei focolarini a Grottaferrata ed entra poi in focolare a Roma.

In quegli anni riceve da Chiara la Parola di Vita: “Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione d’inciampo” (1Gv 2,10). Ringraziando, le scrive: "La porterò come la perla preziosa nel cuore, perché attraverso l'amore al fratello e soprattutto al fratello più abbandonato, che sento di dover sempre cercare nel mondo, io possa trovare la Luce: l'unione con Dio".

“Come sono felice di essere un popo tuo, Chiara, perché tu mi hai generato a questa nuova vita in Dio e mi dai il continuo aiuto di camminare con celerità nella via della carità; è vita soprannaturale, con tutte le sfumature divine ma anche umane, che ci forma veramente dei piccoli Gesù" (1971).

Dal ‘72 Aldo è a Napoli e con delicatezza e amore squisito dona l’Ideale a molti, dalle persone colte a quelle più semplici. E’ assistente Gen e tanti giovani di allora lo ricordano come guida sicura che ha saputo farli innamorare della sapienza. Nel ‘91 si trasferisce nella Mariapoli Romana dove rimane stabilmente, escluso un periodo che trascorre nel focolare di Londra e poi in quello di Lecce.

Il suo “Sì” a Dio si approfondisce sempre più. Confida: “Ho lasciato a suo tempo la famiglia, il lavoro, la fidanzata, la casa, gli interessi…, ma sento che anche oggi se voglio essere tutto Suo devo lasciare molte cose che ogni giorno tentano di prendere il posto che spetta solo a Lui. Lasciare il mio programma per la Volontà Sua nel presente. Lasciare quello che faccio per servire il popo che mi
chiama. Lasciare le mie idee per farmi uno del tutto. Lasciare il mio io per farmi l’altro. Lasciare il giudizio per far posto alla misericordia”.

La vita di Aldo è caratterizzata da seri problemi di salute, vissuti con amore a Gesù Abbandonato e in unità con Chiara e con il Centro. Nel ’73 scrive: "Questa notte è arrivato lo Sposo. Un attacco fortissimo di dolori, così forti che non sai se arrivi a superarli, ti sembra come di morire. Solo a momenti riesci a dirGli: questo volevo (...). Questa ultima comunione con Lui ha cominciato a farmi fiorire una
gioia nuova, quella vera”.

Chiara con telefonate, incontri e lettere lo accompagna passo passo. “È veramente come mi scrive Chiara: l’amore dei popi e l’unità è la mia miglior cura”; e quando si aggrava: “Ho perduto la speranza di ristabilirmi, ma mi è nata una nuova speranza, quella di trovare ogni giorno di più una unione più profonda, più intima, più autentica e reale con lo Sposo. Se possiedo Lui ho la vera Speranza”.

Nel 2003 è colpito da trombosi all’occhio sinistro e riceve la notizia che non avrebbe recuperato la vista. Con la confidenza di figlio si affida all’amore di Gesù e Maria. “Andai a messa – racconta – in una basilica dove venerano la Madonna delle Grazie. Fatto il ringraziamento mi accorgo che vedo anche con l’occhio sinistro… I medici hanno poi confermato che la trombosi era scomparsa”.

Aldo ha vissuto fino all’ultimo da vero bambino evangelico, aiutando gli altri a fare altrettanto e mantenendo sempre una profonda pace interiore nonostante i problemi di salute.

Grati per il suo amore a Gesù Abbandonato, per il clima di ‘famiglia’ che creava in focolare con la certezza che Gesù in mezzo tutto può, uniti preghiamo per lui e perché ci aiuti nel cammino verso l’Ut omnes.


Emmaus
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