Alexandre Magno de Araujo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Alexandre Magno de Araujo

2016


Alexandre Magno de Araujo


23 settembre 1963 - Brasile 2 febbraio 2016


"Se uno mi ama osserverà la mia parola" (Gv 14,23)




Dall’India, 5 febbraio 2016
Carissimi e carissime,

Alexandre  Magno  de  Araújo, focolarino  di  Rio de Janeiro, ha raggiunto improvvisamente la Mariapoli Celeste per un infarto cardiaco il 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al tempio.

Nato nel settembre 1963, è il più piccolo di quattro fratelli e riceve dai genitori il dono della fede e la passione per la Chiesa. Presto decide di donarsi a Dio e frequenta gruppi di discernimento vocazionale, finché nel 1986 partecipa ad una Mariapoli.

Alexandre sente di aver incontrato ciò che cercava.Scrive a Chiara: “Non riuscivo a trovare niente e nessuno che mi desse la certezza di essere amato da un Dio che è Padre e Amore. Guardavo il mondo e vedevo solo ingiustizia e violenza; guardavo la Chiesa […] che mi sembrava lontana dal rispecchiare la potenza del Vangelo vissuto […]. Però Dio ha invaso il mio cuore, facendolo suo e ridonandogli la gioia di vivere. Una vita nuovissima, la Vita di Lui in mezzo a noi... una vera e propria invasione di Luce”. Si lancia così con i gen in innumerevoli iniziative per annunciare l’Ideale del Mondo Unito ai giovani di Rio de Janeiro e delle città attorno.

Chiara gli dà la Parola di Vita: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola” (Gv  14,23), confermandogli anche come nome nuovo il suo cognome: “Magno” = “grande nell’amore”.

In seguito comprende che la via per donarsi a Dio è il focolare e nel 1991 parte per la Scuola di formazione di Loppiano. Rientrato in Brasile vive sette anni nel focolare di Florianópolis. Scrive a Chiara: “E’ stupendo vedere come tutto si sistema pian piano nella volontà di Dio: la vita di focolare, il lavoro, l’università… Sento una pienezza che viene dalla costatazione che posso amare Dio con tutte le mie forze, la mente e il cuore se ho ‘un solo Sposo sulla terra’ e ‘una sola Madre’. E’ una grazia!”.

Poi inizia a lavorare per la redazione di Cidade Nova nella Mariapoli Ginetta, svolgendo il suo compito con professionalità e competenza. Nel 2010 si trasferisce a Rio de Janeiro per stare più vicino ai genitori che attraversavano un periodo delicato di salute. In quell’occasione scrive: “…L’amore scaccia il timore […] Dico il mio sì a questa proposta nata da Gesù in mezzo… Sento che l’esperienza alla Mariapoli Ginetta si è conclusa: quanti momenti di Dio vissuti lì… Grazie Gesù! Che il tuo amore copra i miei sbagli”.

Alexandre, anche lui molto provato nella salute, è sempre rimasto perseverante nell’amore con grande misericordia verso tutti. Fraterno, gioioso e comunicativo era capace di contribuire con sapienza in ogni situazione, conquistando l’amicizia di tanti nell’ambiente di lavoro, di studio ed anche nell’ambito dell’Opera. Era un vero formatore, non solo per il suo talento pedagogico, ma soprattutto per la sua capacità di trasmettere i valori e l’amore alla verità e alla fede. Se ne ricordano con gioia i focolarini passati alla pre-scuola della Mariapoli Ginetta, di cui lui è stato responsabile per ben dieci anni. Uno dei più recenti contributi lo ha dato alla preparazione di un corso per i gen sulla “Teologia del Corpo”, basato sull’insegnamento di Giovanni Paolo II; le sue lezioni erano molto frequentate e apprezzate.

Impegnato pure nell’ecumenismo, nel suo ultimo fine settimana ha partecipato ad un Simposio promosso dalla Conferenza Episcopale Brasiliana a San Paulo. Ritornato a Rio, visita i genitori, gioca con i nipoti e alla sera in focolare aggiorna con entusiasmo i focolarini. Era felice! E in quella notte spicca il volo verso il Cielo.

Continuiamo a credere all'amore di Dio, misterioso ma presente. E in preghiera per la famiglia di Alexandre offriamo suffragi per lui, pensandolo ora in festa Lassù con Chiara e con tutti i nostri.

Unitissima,
Emmaus

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