Alfonso Hidalgo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Alfonso Hidalgo

2016


Alfonso Hidalgo


"Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino" (Sal 119,105)



20 gennaio 1938  -  Spagna, 8 giugno 2016
Rocca di Papa, 18 giugno 2016
Carissimi e carissime,

Alfonso Hidalgo Martin, focolarino sposato del focolare di Madrid, residente a Las Palmas de Gran Canaria, è partito serenamente per il Cielo l'8 giugno scorso, all'età di 78 anni. Era circondato dalla moglie Maria Ester e dai loro sette figli e figlie, tra cui Juan Alfonso anche lui focolarino sposato.

Pur avendo ricevuto una solida formazione sia in famiglia che in parrocchia tra i giovani dell'Azione Cattolica, Alfonso aveva in cuore una domanda che non trovava risposta: "Cos'è veramente la Carità? Non certo fare solo un po' di elemosina o aiutare in qualche modo i poveri".

Un giorno un sacerdote gli dice: "Dovresti conoscere il Movimento dei Focolari: loro sono gli 'specialisti della Carità'". E l'occasione si presenta durante un viaggio nelle Isole Canarie di Gino Bonadimani, allora co-responsabile del Movimento in Spagna. La luce di quell'incontro di un'intera gionata illuminerà il resto della sua vita.

Anche se distante oltre duemila chilometri, Alfonso sente forte l'attrattiva al focolare. E nel 1971 scrive a Chiara: "Sono riuscito a stare in contatto frequente con il focolare di Madrid. Ho visto la mia vocazione, vorrei ripetere l'esperienza di Foco e seguire te, che mi insegni a formare la casettadi Nazareth. Mi sono offerto a Dio per sempre e vorrei contribuire a a realizzare il suo testamento". La Parola di vita che riceve con gioia è: "Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino" (Sal 119,105).

Nel 1985 comunica ancora a Chiara: "Quando ci hai detto che la vita dei focolarini sposati è una scuola di santità, ho sentito di voler fare fino in fondo questa scuola per portare la fiamma dappertutto senza aspettarmi niente, stando sempre solo in Dio".

Successivamente, già dal 1987, comincia ad avere gravi problemi di salute e prima di un intervento al cuore scrive: "Cerco di vivere con solennità e mi sento attirato verso quella totale obbedienza di Gesù al Padre e a quei due amori:  Gesù Abbandonato e Maria Desolata".

Nel '93 prosegue: "Il mio desiderio è essere Maria e come lei vorrei compiere il disegno d'amore che Dio ha su di me". Chiara gli risponde dandogli un nome nuovo, "Alfonso Maria", con questa spiegazione: "Perché tu abbia in lei il modello di come tradurre subito in vita ciò che lo Spirito Santo ti suggerisce".

Ripete nel '97: "Ho detto a Gesù che voglio vivere l'Ideale e mi chiedevo: come farlo? Tu, Chiara, mi hai dato la risposta: 'migliorare!'". E Alfonso resta fedele a questo proposito nella sua lunga malattia fino alla fine, assumendo nella pace le sue fragilità e riconoscendo in esse il volto di Gesù abbandonato al quale si era consacrato.

Bella la testimonianza di alcuni focolarini, che erano gen anni fa: "Grazie a Dio per la vita di Alfonso! Per l'amore che lui ci ha donato, alimentandoci, curandoci, e aiutando a far crescere tanti di noi e Gesù in mezzo a noi. La sua vita e le sue esperienze concrete ci hanno nutrito e insegnato a vivere. Se siamo figli di Chiara è perché siamo stati formati da lui".

Negli ultimi istanti Alfonso ancora pronunciava queste parole: "Ciò che importa è Dio". E ora lo pensiamo accolto in Dio a godere la pienezza del Suo Amore.

Pregando uniti per lui e per tutta la sua bella famiglia,
Emmaus
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