Amerigo Petruccelli - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Amerigo Petruccelli

2014


Amerigo Petruccelli

7 gennaio 1930 - Mar. Romana, 11 giugno 2014

E  noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore
che Dio ha per noi (1 Gv 4,16)


Rocca di Papa, 13 giugno 2014

Carissimi e carissime,


l’11 giugno è arrivato in Paradiso Amerigo Petruccelli,
della Mariapoli Romana, accompagnato dall’amore di tutti i focolarini di Villa Emilio, assieme ai quali aveva ricevuto nei giorni precedenti il sacramento dell’unzione degli infermi, anche se nulla faceva sospettare una immediata partenza.

Era nato a Milano il 7 gennaio 1930. Sua sorella, alla quale era molto legato, raccontava che lui da piccolo era un “terremoto” e che la sua vivacità era ben nota non solo in famiglia ma anche in tutto il vicinato.

Amerigo conobbe il Movimento nel 1950 attraverso Ginetta Calliari e di quel momento così racconta in una lettera ad un amico: “… è cambiata totalmente la mia gerarchia di valori. Compresi che la carità andava capita in tutt’altro senso, che la parola doveva venire dopo aver amato il prossimo e che il senso del dovere era espressione della Volontà di Dio… Man mano che cercavo di vivere questo Ideale di vita, vedevo che mi completava sotto ogni aspetto sia spirituale che umano”.

Nel maggio ‘60 scrive a Chiara dicendole che, dopo averla ascoltata, aveva sentito la vocazione al focolare. E qualche anno dopo le dice ancora: “… sento la necessità che anche la mia vita, come la tua, diventi un grazie continuo per poter rispondere almeno un po’ all’Amore di Dio”. Nella stessa lettera le chiede una Parola di Vita che gli sia sempre di guida e Chiara gli propone questa frase del Vangelo: “E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi” (1 Gv 4,16). E tanti ricordano il suo amore, così come la sua semplicità, la sua accoglienza che stabiliva subito un rapporto profondo.

Scrive a Chiara nel ’74: “L’amore che devo avere verso tutti, ma specie per i popi, deve diventare sempre più puro e non devo mai aspettarmi niente da nessuno, ma essere da parte mia il primo che inizia ad amare; questo non è che non mi fa vedere anche i limiti di chi mi sta accanto, ma quello che una volta mi avrebbe fermato un po’, ora sta diventando un motivo maggiore per amare ancora di più”.

Un signore che lo aveva conosciuto mentre parlava in un raduno, qualche tempo dopo andò da un sacerdote e gli chiese: “Ho bisogno che lei mi aiuti a trovare una persona”. Alla domanda del sacerdote se avesse qualche indirizzo, l’altro diceva di ricordare solo un sorriso e un nome: focolarino. Al che il sacerdote capì e gli diede l’indirizzo di Amerigo: era proprio lui che cercava.

La gran parte della sua vita in focolare l’ha vissuta nella zona di Catania, dove ha fatto nascere e sostenuto tante comunità. Qualcuno l’ha definito come “uno dei padri fondatori dell’Opera in Calabria, un maestro dell’arte di amare”.
Un focolarino testimonia: “Spiritualmente è la colonna del focolare, perché vi porta una vita di unione con Dio profonda, una lunga esperienza e una virtù provata dalle sofferenze fisiche di questi ultimi anni”.

Chiara gli aveva dato come nome nuovo “ Vangelo vissuto”
, per esprimere la realtà della sua vita.

Oggi si svolgerà il suo funerale al Centro dell’Opera. Offriamo insieme suffragi per Amerigo e chiediamogli di aiutarci dal Cielo a testimoniare l’amore di Dio e la gioia che dà il vivere il Vangelo.

Emmaus

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