Anibal Isola - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Anibal Isola

2010

Anibal Isola

Buenos Aires

7 gennaio 1940 - 27 aprile 2010

Guardate a Lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti  (Sal 33,6)



Rocca di Papa, 28 aprile 2010



Carissimi e carissime,

ieri, il nostro Anibal Isola, focolarino sposato di Buenos Aires, ha raggiunto la casa del Padre all'età di 70 anni, dopo tre giorni di ricovero in ospedale, dove era entrato già grave, per problemi cardiaci ed un'infezione generalizzata.

Anibal aveva conosciuto l'Ideale nel 1977, assieme alla moglie Adita, nella Mariapoli permanente di O'Higgins. Era rimasto subito toccato dal clima che vi regnava e così lo comunicava a Chiara: "È irresistibile questo modo di vivere l'amore reciproco (...) Sento nel profondo, in modo inconfondibile, la vocazione a focolarino sposato che sempre ho desiderato e che personalmente mi sembrava una pazzia; come consacrarsi a Dio? Ma da febbraio, quando ti abbiamo conosciuto, ringraziamo il Signore perché esiste questa possibilità". E nel 1978: "Dio non solo mi "ha chiamato", ma sento che mi "chiama" ad ogni passo, ogni giorno. È una vocazione fresca e sento, ancor più nelle cadute, che Lui mi chiama alla santità. (...) Che stupendo sarà quando arriveremo davanti a Lui, faccia a faccia, purificati di tutto!". Nel 1980 è entrato in focolare.

Con Adita, anche lei focolarina, e i loro sette figli, hanno formato una bella famiglia focolare, svolgendo diverse mansioni nell'Opera. Anibal è stato fino al 2008 incaricato del Movimento Parrocchiale della zona. Il suo amore per Chiara era incondizionato e le sue caratteristiche più spiccate: la fedeltà al focolare e all'Opera. Molto mariano, si prendeva cura specialmente dei focolarini più giovani.

Nel suo Santo Viaggio la presenza di Gesù Abbandonato non è mancata. Come conseguenza di una febbre reumatica, contratta a 10 anni, ha avuto problemi cardiaci che lo hanno accompagnato tutta la vita, per i quali ha subito alcuni interventi. Così si esprimeva nell'81 quando ha dovuto sottoporsi ad una nuova operazione: "La notizia oggi non ci fa piangere; piuttosto nel mio caso mi fa ringraziare Dio costantemente di essere un Suo strumento. Mi dono a Lui perché Gli appartengo, affinché il Suo progetto su di me e attraverso di me, sull'umanità che mi circonda, si realizzi pienamente". E la vigilia dell'intervento: "So che non sono degno di dire così, ma sento che Gesù mi chiede di provare la crocifissione, morte e risurrezione in misura minima, che per la mia anima è qualcosa di enorme. Ma sono tanto felice".

Sono seguiti anni d'impegno per l'Opera e anche di condivisione delle sue gioie e dei suoi dolori. Anche in famiglia si sono presentate situazioni di salute delicate che hanno potuto superare insieme, grazie all'adesione di tutti al progetto di Dio e sostenuti dall'unità della comunità. Chiara ha seguito da vicino ogni loro passo. Anibal e Adita, con gratitudine scrivevano: "Quando tutto è cominciato, tu ci hai detto di remare con i due remi e così abbiamo sentito che "il giogo è soave e il carico leggero" È stato il tuo popolo a farcelo sentire così".

Anibal ci lascia come eredità la sua Parola di Vita: "Guardate a Lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti" (Sal 33, 6), che ha vissuto fino alla fine.

Pensiamo Anibal arrivato alla meta nella pienezza della realizzazione della sua vocazione e ora, accolto in Paradiso da Chiara, Foco, Lia, Vittorio e da tutti della Mariapoli Celeste, continuerà ad aiutarci a portare avanti l'Opera.

Preghiamo per lui e affidiamo a Maria la sua famiglia.

Uniti nel Risorto,

Emmaus



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