Armando Droghetti Festa - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Armando Droghetti Festa

2019
Armando Droghetti Festa




"Io darò all'assetato dalla sorgente dell'acqua della vita gratuitamente" (Ap 21,6)



27 gennaio 1938 -  Italia, 4 agosto 2019
agosto  2019
Carissimi e carissime,

Festa Armando Droghetti, focolarino della Mariapoli Romana, la sera del 4 agosto è arrivato serenamente da Gesù. In giugno gli era stato diagnosticato un tumore in stadio avanzato, che lo ha portato a percorrere in poco tempo l’ultima tappa del suo Santo Viaggio.

“Festa” è il nome che Chiara gli aveva dato e che esprime quanto fosse illuminato dal carisma, avendo saputo accogliere durante tutta la vita Gesù Crocifisso e Abbandonato. Troviamo in alcune lettere a lei: “Chi è Gesù Abbandonato? Non finisce mai di innamorarti.  (…) Gesù bussa forte dentro di me per coinvolgermi totalmente al Suo seguito. Eccomi! In Lui Abbandonato oggi celebro la mia Festa! Piena di lacrime e di gioia!” (1977). “Si è stampato nell’anima a caratteri di fuoco che dolori, contraddizioni, guerre, peccati, … tutte le lacerazioni del corpo sociale ed ecclesiale, toccano per Gesù Abbandonato, il cuore di Dio, ed al calore dell’amore sovrabbondante della Trinità tutto si tramuta dal di dentro e, pur non essendo eliminata la sofferenza, essa è trasformata in Speranza” (1991). “Gesù Abbandonato si dona all’anima in un tu a tu e la convince intimamente. Tutto ciò che ci hai sempre detto di Lui emerge forte, fortissimo: l’essere famiglia Sua e basta …” (1993). “Ritorno, in modo nuovissimo all’unico ed esclusivo Amore, è una festa! É Lui che mi ha scelto. È Lui che ho scelto” (2000).

Armando nasce nel 1938 a Loreto, città mariana inscindibile dalla storia della nascita del focolare. A ventun’anni conosce l’Ideale a Foligno; lui stesso racconta a Chiara: “Ero lì a prestar servizio militare come allievo. Fu questa la strada della Provvidenza. Ora sono pronto ad essere tutto per Gesù e Maria. Voglio diventare focolarino. (…). Mi preme che tu sappia anche di me, granello che pur tanto piccolo, ha desiderio vivissimo di dar gloria a Dio” (1961).

Dopo la Scuola di formazione a Grottaferrata nel ‘62, troviamo Festa nei focolari di Roma, di Trieste (“ponte” per portare l’Ideale nei Paesi della ex Jugoslavia); è anche a Loreto. In quegli anni matura in lui un’unità speciale con la Madonna. Si legge in una lettera a Chiara: “Mentre pregavo o amavo Maria, sentivo nell’anima la meravigliosa bellezza, l’incanto di una vita nuova … nell’amore di Dio. Tutto era leggero, alato, clarificato: la preparazione della tavola, la pulizia di quell’angolo (…) Ogni atto semplicissimo era carico, strapieno di amore fino all’infinito. (…) Ella mi ha condotto sulla strada del focolare, unico posto dove quella vita si ripeteva, ora in scala piccolina ma con prospettive di grandissima intensità. E la misura capivo che dipendeva da me”.

Si alterna poi tra Lubiana e Trieste fino al ’71, quando viene chiamato a portare il suo contributo alla Cittadella di Loppiano. In seguito va a Firenze, dove resta per diciotto anni di cui dieci come co-responsabile di zona. E’ un periodo intenso e di sviluppo per il Movimento, di gioie, ma anche di dolori inevitabili per edificare un’Opera di Dio.  

Nel ’94 in Sicilia, continua questa esperienza contrassegnata dalle visite di Chiara: nel ‘98 a Palermo e nel ‘99 a Malta. Tanti lo ricordano come uomo di Dio che ha saputo amare con il cuore quei popoli, le loro culture e tradizioni, con il suo “farsi uno”.

Nel 2001 viene a far parte della Mariapoli Romana. Comincia per lui una nuova tappa, non più di impegni e grosse responsabilità, ma - confida a qualcuno – un “periodo di stacco” che definisce come “‘viaggio di nozze’ che sto vivendo con lo Sposo della mia vita. (….) Spero che sia sempre più Lui a vivere dentro di me. La Sua grazia, in cui confido con sempre maggior adesione, (…) fa questo miracolo e prende più fortemente in mano la mia vita”. Di grande luce è un incontro con Chiara che Festa sintetizza così: “Nell’intimità di madre e figlio (…), in breve tempo, senza complicazioni, ogni cosa è entrata nell’unità”. Più avanti le comunica: “Chiedo a Dio che si compia l’aspirazione profonda del mio cuore di diventare una goccia d’acqua limpida, perché purificata, in cui siano visibili i tratti di quel Dio che ti ha e ci ha affascinato”.

In questi anni scrive la biografia di Elena Hoehn, protagonista della storia italiana del dopo guerra, conosciuta nell’ambito del Movimento come “Frate Jacopa” per il forte legame spirituale con Chiara.

Grati ricordiamo Festa per la sua presenza nel focolare di don Foresi e i primi focolarini. Li ha accompagnati con amore e dedizione nelle ultime tappe della loro avventura terrena. Ha aiutato Chiaretto anche nella pubblicazione dei suoi ultimi libri che hanno permesso a tanti di apprezzarlo ancor più come co-fondatore del Movimento.

Due mesi fa all’annuncio della malattia, Festa resta sereno accogliendo tutto dalle mani di Dio e agli inizi di luglio, per l’aggravarsi del suo stato di salute, viene accolto a Villa Achille. Nonostante il declinare delle forze vive normalmente la vita di focolare. Colpisce il suo “stare” nella volontà di Dio e l’amore concreto per ogni prossimo, caratteristica che non è mai venuta meno. Il suo sorriso è rimasto costante, di certo frutto dell’intenso rapporto con Maria.

Sono tanti i focolarini e le persone di ogni convinzione ed estrazione sociale che gli hanno fatto visita o hanno manifestato in vari modi la loro gratitudine.

Ieri, solennità della Trasfigurazione, si è celebrato il suo funerale e ora riposa nel cimitero di Rocca di Papa.

Chiara aveva scelto per lui la frase della Scrittura tratta dal Libro dell’Apocalisse (21,6): “Io darò all'assetato della sorgente dell'acqua della vita gratuitamente". Gioiamo nel vedere che Festa l’ha realizzata pienamente dissetandosi alla fonte del carisma, trasmettendolo a tanti e pensiamo continuerà ora a farlo da lassù.

Pregando per lui, restiamo uniti nel Patto,


Emmaus
P.S.  
Fra le tante espressioni di affettuosa partecipazione, allego il telegramma dell’Arcivescovo di Loreto, Monsignor Fabio Dal Cin:

Maria Voce - Centro Movimento dei Focolari
Via di Frascati 306
00040 Rocca Di Papa

Sincere condoglianze per la dipartita del carissimo Armando Droghetti. La nostra Chiesa di Loreto è in preghiera unita ai fratelli e sorelle del movimento dei focolari, affinché Dio Padre, grande e ricco nell'amore, lo accolga tra le sue braccia misericordiose. Per intercessione della Beata Vergine di Loreto, scenda su ciascuno la benedizione del Signore.
  Fabio Dal Cin    -    Arcivescovo di Loreto
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