Augustin Kemdjo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Augustin Kemdjo

2013


Augustin Kemdjo

1 gennaio 1953 - Douala - Villa Emilio, 27 maggio 2013

Io posso tutto in colui che mi rende forte (Fil 4,13)

Eppelheim, 28 maggio 2013


Carissimi e carissime,

ieri mattina alle ore 10 il nostro Augustin Kemdjo, focolarino sposato di Douala, è partito per il Paradiso, sostenuto dall’amore dei suoi familiari e da Gesù in mezzo con i focolarini della casa verde “Villa Emilio” e con tanti della Mariapoli Romana che gli sono stati accanto in quest’ultimo periodo. Si trovava, infatti, da alcuni mesi a Villa Emilio, venuto dal Camerun per sottoporsi a delle cure mediche particolari.

Nato nel 1953 in Camerun (Mbalmayo), si è sposato nel 1976 con Jeanne (Amata), pure lei focolarina, e hanno due figlie e tre figli, fra cui Domenico, attualmente alla Scuola di formazione di Loppiano. Sono una delle prime famiglie-focolare dell’Africa.

Durante la giovinezza Augustin aveva pensato di consacrarsi a Dio come monaco di vita contemplativa, ma non aveva potuto realizzare questo suo sogno. Dopo sposato ha conosciuto l’Ideale e per lui è stata la “grande opportunità” di poter donare tutta la sua vita a Dio. Conoscendo più a fondo il Movimento, ha chiesto di essere un focolarino sposato.
Nel 1990 Renata Borlone era appena partita per il Cielo e lui aveva promesso a Chiara di voler essere fedele all’Ideale “fino alla fine, come Renata”. Chiara, rispondendo, gli aveva dato il nome nuovo: “Renato”. La sua parola di vita è: “Io posso tutto in colui che mi rende forte” (Fil 4,13).

Nel 1992, quando Chiara è andata a Nairobi, le scrive: “Ti voglio confermare, senza esitazioni, che l’ideale è “la via” per il nostro continente. La tua venuta in Africa ci ha portato in Paradiso”. Dopo alcuni giorni, durante l’inaugurazione della “Mariapoli Piero”, Chiara ha voluto che lui e Amata deponessero una medaglietta sotto le fondamenta di
quella che sarebbe diventata la “Scuola delle Famiglie”.

Nel 2011 gli è stato diagnosticato un tumore e per questo in due periodi successivi ha potuto vivere a Villa Emilio. Per lui è stato un periodo di luce che l’ha preparato al suo incontro con Gesù. A questo proposito scriveva: “Ho compreso che Dio mi ha permesso di fare questa esperienza, vivendo in un focolare, qui al Centro. Questo ha fatto in modo che io sia staccato veramente da tutto: dalla mia famiglia, dal mio lavoro… per immergermi nella vita di focolare. Per me è stata una scuola, perché mi ha fatto scoprire nuove realtà del nostro grande Ideale”.

Preghiamo per Augustin e affidiamo a lui le “famiglie-focolare”, chiedendo tante grazie per il loro Congresso mondiale che inizia il 30 maggio e per il quale lui stesso aveva assicurato ripetutamente di offrire tutto.

Uniti nel Risorto,


Emmaus

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