Benedetto Vena - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Benedetto Vena

2013


Benedetto Vena

7 ottobre 1934 - Catania,  7 novembre 2013

Rocca di Papa, 13 novembre 2013

Carissimi e carissime,

lo scorso 7 novembre, Benedetto Vena, focolarino sposato di Cosenza, è partito per il Cielo in seguito ad un incidente stradale avvenuto alcuni giorni prima. Aveva 79 anni.

Tutta la sua vita è stata una preparazione all’incontro con Gesù, nella piena fedeltà alla scelta di Dio e sempre in donazione verso la famiglia e verso l’Opera.

Sposato con Lia, pure focolarina, Benedetto ha conosciuto l'Ideale nel 1966 a Napoli, dove si trovava per lavoro. Nel 1973 la famiglia si è trasferita a Cosenza, sua città natale, e negli anni si è arricchita di 5 figli.

Ancora da giovani sposi, hanno accolto e fatto propria la spiritualità del Movimento e sono stati sempre in prima linea nel dare un contributo attivo al suo sviluppo. Quanti i loro viaggi in tutta la Calabria per diffondere il messaggio di amore e di unità del nostro carisma! E fino agli ultimi giorni Benedetto ha pregato, sofferto e offerto per tutti.

Di lui viene subito in luce la carità fine e delicata che attirava la reciprocità, l’amore personale che ha lasciato il segno in quanti lo hanno conosciuto, il profondo rapporto con Gesù Eucaristia fatto di silenzi o di semplici sguardi, la confidenza con Maria come con una madre alla quale dirigeva costanti preghiere mentre percorreva le strade affidando tutti a lei. Era sempre attento a persone e a vicende della famiglia, della Chiesa e della società con i suoi problemi.

Nella sua vita non sono mancati momenti difficili e dolorosi, prove fisiche e spirituali, ma Benedetto aveva imparato da Chiara l’amore preferenziale per Gesù Abbandonato, scelto come Sposo dell’anima. I tre garofani rossi da lui voluti sulla sua bara stanno a testimoniare questo sposalizio.

Il funerale è stato un momento straordinario: la chiesa era gremita di gente venuta da tutta la Calabria per ricambiare l'amore ricevuto e nell’omelia della Messa Benedetto è stato definito "uomo di unità e di comunione".

Molte le testimonianze su di lui date durante la celebrazione. Eccone qualche stralcio: “Con Benedetto era naturale e immediato passare dal parlare consueto ad un colloquio profondo”. “Ha donato la Vita, quella vera, a me e a tanti altri con il suo stile, con l’amore con cui trattava chiunque avvicinava”. Un giovane: “L’ho conosciuto solo negli ultimi anni e ricordo il suo saluto sempre caloroso, accompagnato dal suo bel sorriso che proveniva dalla gioia di aver incontrato e amato un fratello”. Uno dei figli: “Papà mi ha dato tutto, più di quello che mi ha dato non poteva darmi. Anch’io ora cerco nella mia vita di dare tutto, come lui mi ha testimoniato!”.

Benedetto nel 1978 scriveva a Chiara: “Gesù mi vuole bene, mi accetta come sono ed io voglio essere 24 ore disponibile per Lui, attento a quando Lui bussa e vuole entrare e cenare con me”.

Nel 1997: “Ho compreso una volta di più come devo sfruttare tutte le occasioni per amare, non perché ho qualcosa da dare di mio ma perché sia Gesù in mezzo a far uscire dal mio cuore tutto l’Amore. Sul mio nulla sento di costruire il Regno di Dio”.

Ora pensiamo Benedetto arrivato nella Mariapoli Celeste ad arricchire la schiera dei cristiani pienamente realizzati.

Insieme a Lia e a tutta la sua famiglia, riconoscenti, preghiamo per lui.

Nel Risorto,

Emmaus

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