Bruno Campagnano - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Bruno Campagnano

2015


Bruno Campagnano

8 settembre 1920 - Milano, 28 aprile 2015

In verità vi dico: chi crede in me avrà la vita eterna (Gv 6,47)

Rocca di Papa, 16 maggio 2015  
Carissimi e carissime,

Bruno Campagnano, focolarino sposato di quasi novantacinque anni, originario di Roma e da tempo residente a Milano, è tornato alla casa del Padre il 28 aprile scorso, circondato dall’amore della sua famiglia e del suo focolare.
La Parola di Vita, ricevuta da Chiara negli anni settanta, è: “In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna” (Gv 6,47).

Bruno nasce nel 1920 da padre ebreo e madre cattolica, ma non riceve un’educazione religiosa. Lui stesso, raccontando la sua esperienza, scrive: “Sono un cristiano del ’38 (così io chiamo gli ebrei che si battezzarono per sfuggire alle Leggi Razziali del Fascismo) e fin dall’adolescenza ho cercato un rapporto con Dio. Confesso che ho avuto da Lui una grande solerzia a farsi trovare; ha messo sulla mia strada le persone giuste al momento giusto”.

Si iscrive all’università e diventa ingegnere chimico. La sua professione lo porterà a vivere lunghi periodi in varie città italiane ed anche in Francia, in Belgio e in Olanda.

Nel ‘42 conosce Melina, che proviene da una famiglia anticlericale, e nel ‘48 si sposano. Dal loro matrimonio nascono 3 figli. Ad un certo punto si domandano: “Possiamo lasciare i nostri figli senza una religione anche se lo riteniamo un fatto solo culturale?”. Qualche anno dopo, alla fine degli anni ’50, avviene l'incontro con il Movimento dei Focolari.

Dalla corrispondenza con Chiara emerge come Bruno matura nella fede: “Il colloquio con Gesù Eucarestia è la cosa più bella possibile. D’altra parte la mia fede è il risultato della mia sfida lanciata a Lui…. E la fede è arrivata, per culminare con la conoscenza del focolare. E’ stato un cammino faticoso, pieno di cadute, ma sono arrivato anche perché nel cammino ho trovato l’appoggio di mia moglie quando nel ’56 abbiamo fatto insieme la scelta di Dio”.

Nel 1961 la loro vita è sconvolta da un grande dolore: il terzo figlio, Paolo, di 3 anni e mezzo, muore per leucemia. La presenza di tutta la comunità dei Focolari di Roma li aiuta a vivere questa perdita senza lasciarsi andare alla disperazione.

L'unità fra Bruno e Melina, pure focolarina, colpisce quanti li frequentano. La vita dell’Ideale fa di loro una famiglia caratterizzata da una grande apertura con accoglienza e ospitalità verso tanti, vedendo in ciascuno un Gesù da amare. In questa loro esperienza vengono coinvolti anche i due figli: Giovanni, ora focolarino sposato, e Marco appartenente a Comunione e Liberazione.

Nel ’99 scrive: “Anche se non mancano le preoccupazioni e le malattie, cerco di affrontare il presente con serenità pensando che la mia vita non è stata spesa invano e che il Signore ne terrà conto quando mi presenterò a Lui”.

Melina muore nel 2003 e Bruno, rimasto solo, inizia a collaborare anche con la parrocchia portando il contributo della sua conoscenza dell’ebraismo e della sua testimonianza di vita. Continua a partecipare agli incontri di focolare fino al giugno 2014 quando per la salute non può più uscire di casa; con serenità accetta da Dio anche questa limitazione.

Bruno, che ora ha raggiunto Melina e il loro figlioletto, ci aiuterà a realizzare la fraternità universale insieme a Chiara e a tutti i nostri Lassù. Offriamo suffragi per lui e preghiamo per i suoi familiari.

In unità,
Emmaus


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