Carlo Fumagalli - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Carlo Fumagalli

2012

Carlo Fumagalli

Casa Vita

30 luglio 1933 - 12 maggio 2012


Vienna, 15 maggio 2012


Carissimi e carissime,


sabato pomeriggio il nostro Carlo Fumagalli, focolarino sposato della Mariapoli Romana, ha concluso il suo “santo viaggio” all'età di 79 anni.

Nato a Milano, aveva conosciuto l’Ideale nel 1960 da don Silvano Cola, attraverso Gianna con la quale poi si è sposato ed hanno avuto due figli: Giovanni e Silvia.

Assieme a loro, nel 1978, si era trasferito nei Castelli Romani. Infatti l’anno precedente con Gianna avevano scritto a Chiara: “Desideriamo da parte nostra rimettere nelle tue mani di mamma la nostra disponibilità ad un eventuale trasferimento… Non ignoriamo le difficoltà concrete…”.

Ripercorriamo qualche tappa del suo cammino spirituale con stralci di sue lettere a Chiara.

Dopo un incontro di focolarini: “Avrei voluto scriverti subito il mio sì, ma… volevo dirtelo dopo essere rientrato nella vita di tutti i giorni e sperimentato come ogni cosa, lavoro, famiglia, il prossimo che mi passa accanto, appare ora in una luce nuova (…) perché la fede sembra diventare certezza; e allora tutto ciò che è del mondo, perde colore, significato, valore, e in tutto viene in evidenza solo l’Amore di Dio”.

In occasione delle sue promesse definitive (1981) le confidava:“Essere qui oggi è quasi una cosa miracolosa, straordinaria per me. Nei giorni scorsi, pensando a questi momenti, ho rivisto la mia vita fin da piccolo (…). Poi la conoscenza del Movimento e quindi in focolare, laico tra i laici, immerso in quell’umanità che tu oggi ci affidi. Regista di tutto: Dio, tutto amore di Dio”.

Più avanti (1990), dopo aver superato una forte prova: “Sono uscito da poco da un lungo periodo di buio, trascorso in una continua sofferenza interiore (…); qualcosa dentro di me mi ha sempre rimandato continuamente a te, come unica via per andare al Padre (…). E’ stato forse lo Sposo che mi ha voluto per qualche attimo simile a Lui, farmi provare qualche goccia del Suo abbandono, (…) so però che, via via che la luce cresceva, l’Ideale in me si faceva esperienza dell’anima”.

Carlo si è donato molto, come architetto, nell’Opera. Una volta aveva scritto a Chiara: “Quel giorno lontano in cui chiesi di essere preso in focolare, sapevo che mi si chiedeva di lasciare tutto e in questo tutto c’era anche l’architettura che amavo tanto. Dopo solo una settimana mi veniva chiesto il progetto della chiesa di Fontem (costruita poi tra il 1969 e ’73). Un centuplo, ma forse anche una voce dentro di me diceva: non l’hai persa l’architettura, l’hai soltanto data a me”.

Da allora numerosissimi sono stati i lavori da lui portati avanti. Subito dopo aver costruito il Centro dei focolarini a Rocca di Papa, nel 1983 Chiara gli aveva affidato la ristrutturazione di quella che era l’Aula delle Udienze di Castel Gandolfo, che ci era stata messa a disposizione dalla Santa Sede, e che è diventata il Centro Mariapoli. Intenso è stato anche il suo impegno per lo sviluppo delle nostre Cittadelle, come Loppiano, la Mariapoli Ginetta in Brasile e la Cittadella Speranza di Dalwal in Pakistan. Ha completamente progettato e seguito le diverse fasi di costruzioni del Centro Mariapoli di Cadine (Trento) e del Centro Mariapoli Arnold nella zona di Porto Alegre (Brasile).

Ha collaborato anche alla realizzazione delle grandi manifestazioni dell’Opera, prodigandosi con professionalità, generosità e passione nel progettare e allestire le scenografie di vari eventi. Per nominarne alcuni: Family Fest ‘81 e ‘93, il Giubileo sacerdotale del ’96, l’incontro “Insieme per l’Europa” a Stoccarda nel 2004; poi nel 2006 il Volontari Fest a Budapest.

Ha dato pure un notevole contributo, sempre come architetto, a diverse manifestazioni della Chiesa celebrate con il Papa. Si deve a lui, ad esempio, l’allestimento di Piazza S. Pietro in occasione del primo Incontro Mondiale delle Famiglie, dell’incontro dei Movimenti a Pentecoste ’98 e del Giubileo del 2000. Al nascere delle “Inondazioni”, nel 2006, Chiara gli ha affidato quella dell’Architettura che ha portato avanti con una Commissione centrale organizzando convegni, seminari, e scuole per giovani architetti, per trasmettere il carisma dell’unità e testimoniare a tanti Dio bellezza.

A poco a poco, Dio lo ha spogliato di tutto: la salute, le responsabilità, la mobilità. Ha vissuto ogni perdita sempre in Dio, sostenuto dall’amore della sua famiglia e da Gesù in mezzo con Gianna e il suo focolare. Ieri, al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, presenti i partecipanti delle Scuole delle focolarine e dei focolarini sposati, è stato celebrato il suo funerale presieduto dal cardinale di Embu (Kenya), dove Carlo aveva costruito la cattedrale.

Esprimendo la nostra gratitudine per il dono che è stato Carlo per la sua famiglia e per l’Opera di Maria, preghiamo per lui, uniti a Gianna e ai figli.

In unità,

Emmaus

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