Carlos Martinez - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Carlos Martinez

2016


Carlos Martinez




"Non la mia, ma la tua volontà sia fatta" (Lc 22,42)


22 marzo 1947   -  Argentina, 5 novembre 2016

Roma, 10 novembre 2016
Carissimi e carissime,

il 5 novembre Carlos Martinez, focolarino argentino della Cittadella di O’Higgins, è arrivato nella Mariapoli Celeste.

Pochi giorni prima, il 25 ottobre, ci aveva raggiunto la notizia improvvisa che Carlos con Thomas, un altro focolarino, e il loro fisioterapista erano stati colpiti
dallo scoppio di un impianto di gas, riportando gravi ustioni. Per Carlos non è valso a superare il trauma l’immediato soccorso e il successivo trasporto in elicottero a Buenos Aires in un istitutospecializzato.

Certi dell’amore di Dio – insieme a tutti in Argentina e nel mondo - offriamo questo nostro fratello, instancabile costruttore dell’Opera, che ha percorso il Santo Viaggio sempre guidato da un’autentica donazione a Dio e dalla fedeltà al carisma di Chiara.

Oggi alla Cittadella, nell’anniversario di Vittorio Sabbione, si celebrano i suoi funerali.

Raccomandando alla Madonna la pronta ripresa degli altri due, spiritualmente presenti e particolarmente uniti ai familiari di Carlos, preghiamo con gratitudine per lui.
Emmaus
Allego una sintesi del suo profilo.

Carlos nasce a Cordoba il 22 marzo 1946. È il primo di tre fratelli. Nella sua infanzia e adolescenza alterna lo studio - in cui si distingue con ottimi voti - con lo sport, divenendo un n.1 nel tennis. Potremmo definirlo timido, ma serio, responsabile e molto concreto.

Nel giugno ‘69 conosce il Movimento dal fratello Daniel e ne rimane entusiasta. E’ conquistato dalla luce e dalla radicalità dell’Ideale ed inizia con lui un’intensissima avventura insieme ai Gen. Nel ‘70 dopo aver dato alcuni esami all’Università di Ingegneria, decide di andare a costruire la nascente Cittadella di
O’Higgins e viene considerato “il più esperto” per fare il muratore, lavoro che svolge durante tutto l’anno. Di lui allora scrive Vittorio: “E’ molto capace e si distingue per una constante pienezza nella carità”.

Dopo pochi mesi comunica a Chiara la forte chiamata di Dio al focolare e nel marzo ‘71 si trova già a Loppiano. Le scrive: “Avrei voluto fare un’altra cosa, ma anche qui mi è toccato lo stesso lavoro. E ricordandomi di Andrea Ferrari ho detto: non cambierei il mio posto per nessun altro al mondo”, e riceve da
Chiara la Parola di Vita: “Non si faccia la mia volontà, ma la tua” (Lc 22,42).

I due anni di scuola per Carlos sono fortissimi per la luce e la realtà di Dio di cui partecipa. Visitando l’abbazia di Einsiedeln in Svizzera fa poi una profonda esperienza con Maria. Scrive a Chiara: “Per la prima volta ho sentito che per darle maggior gloria devo essere un’altra Lei”. E Chiara gli dà la litania “Turris
eburnea” e come nome nuovo “Turris”.

Per poter terminare gli studi, la sua destinazione dopo la formazione è il focolare di Cordoba. Nel viaggio in nave verso l’Argentina, scrive: “Mio caro amico Gesù, nessuna parola umana può esprimere quello che sente il mio cuore, che si è dilatato all’infinito. Nessuna persona può darmi quell’Amore di cui oggi mi hai messo un seme nuovo, fresco, puro, vergine, fecondo… Caro Gesù, ho un nodo alla gola, piangerei di felicità. Poco fa ho fatto una passeggiata sulla nave. Mi è sembrato tutto vuoto. C’eri solo tu,
niente mi attirava, soltanto tu… Salutami la tua mamma, Maria. Grazie!”.

Alle volte condivide con Lui qualche fallimento: “Mio caro Gesù, oggi è stata la tua giornata. Mi sono alzato col desiderio di trovarti dappertutto, per dirti SI. E NON sono riuscito a fare niente! Volevo fare unità con tanti popi e non ci sono riuscito, volevo… volevo… volevo… ed invece tu mi vuoi così. Che bello sei Gesù Abbandonato, tutto è in te e sento che non mi manca niente”.

Nei primi anni di focolare confida a Chiara quanto si approfondisce giorno dopo giorno il suo amore per Gesù Abbandonato: “Sono arrivato da Loppiano col Paradiso dentro. Mi sono buttato ad amare ogni persona che mi passa accanto e non ho potuto non vedere quanto soffre Gesù, quale piaga immensa ha nel Suo corpo, l’umanità. Il Paradiso che sentivo dentro si è trasformato in un amore totale solo per GA, non cercare altro… per la prima volta incomincio ad amarlo con amore puro… In questo rapporto tutto nuovo con Gesù rimane in me l’Amore, il vero Amore e in esso trovo i popi, l’umanità”.

Improvvisamente, a soli 26 anni, muore suo fratello Alejandro. E Carlos scrive la sorprendente grazia che in questo grande dolore ha raggiunto tutti i suoi che condividono l’Ideale e poi anche tutti gli amici: “E’ stata un'esperienza concreta dell'amore di Dio(…). Non so come dirti cosa ha costruito Gesù Abbandonato nei nostri cuori in ogni minuto, mai avevo provato così da vicino il dolore, ma il suo Amore era così pieno che era una continua contemplazione. C’è stata una tale pienezza di Gesù in mezzo che si toccava ed è stato Lui a testimoniare se stesso a tanti”.

La sua vita di donazione a Dio nel focolare continua a Cordoba fino al 1985; prosegue a Buenos Aires fino al ‘94. E poi per circa dieci anni, Carlos sarà nuovamente un costruttore della Cittadella, vivendo nel ‘98 un evento speciale: la visita di Chiara. Ed insieme a un gruppo di focolarini e focolarine, è collabora accanto a Lia Brunet e a Vittorio Sabbione nel consolidamento dell’Opera di Maria in Argentina.

Non mancano momenti nei quali sperimenta i propri limiti. A Fede scrive: “Grazie per quello che mi hai detto ieri sera. Cerco di prendere tutto per me, senza pensare (come sarei portato a fare) che quelle cose potrebbero servire ad altri… Cerco di crescere nell’essere più spirituale e meno manager… per fare in modo che i popi trovino in me uno col quale fare unità e possano confidarsi …”.

Mentre è responsabile della Mariapoli, superando un periodo di forte prova spiega a Chiara quanto ha cercato di “vivere il presente” e di “aprirsi ogni giorno verso la strada maestra, il fratello”. E conclude nella stessa lettera che dopo sei mesi inaspettatamente si è accorto che tutto era passato: “Questo periodo mi ha fatto trovare un rapporto nuovo con i popi, con le pope, con ogni persona. Ho visto che prima ero io ad amare, a ‘fare’ tutto… adesso questa prova mi ha fatto cogliere quanto gli altri amano anche me: la reciprocità! Ho capito quella frase che dice “di notte si vedono meglio le stelle”.

Quando a Vittorio cominciano a mancare le forze fisiche, Chiara gli chiede di sostenerlo. E con delicatezza Carlos diventa suo segretario, sua memoria, suo bastone e suo confidente.

Segue una nuova avventura: Carlos è eletto consigliere al Centro dei focolarini. Scrive: “E' una gioia come mai vivere la volontà di Dio nel presente: non penso proprio al futuro, non sento che sia importante se faccio questo o quello(…), ma solo ciò che Dio mi chiede attraverso le persone o le circostanze. Mi è spontaneo dire a Gesù quanto sento che sono suo e basta”.

Inizia ad essere lavorato dall’amore di Dio anche riguardo alla sua salute. Si scopre una strana malattia nel sangue che gli procura difficoltà nei movimenti. E mentre è in viaggio per l’Argentina, viene colpito da un ictus. Si susseguono ricoveri e terapie e gli rimangono come conseguenze: difficoltà alle gambe e un dolore al piede spesso insopportabile. Alla fine del 2014 torna per la terza volta alla Mariapoli Lia; con poche forze e inattivo, ma la sua vita spirituale è in crescendo.

Si nota ora in lui una vita feconda e una fraterna testimonianza di umiltà e mansuetudine. Lavora per le traduzioni e fa regolarmente gli esercizi fisici prescritti. Due volte in settimana va in una località vicina per fare fisioterapia da Alejandro che, oltre ad essere il professionista che lo cura, diventa suo amico e gli confida esperienze e dubbi come ad un fratello maggiore.

E proprio durante una di queste sessioni, una grossa esplosione investe il consultorio e ferisce gravemente Carlos, Alejandro e Thomas. Le ustioni e i danni ai reni e ai polmoni riportati da Carlos sono così seri, che lo porteranno in pochi giorni alla Casa del Padre.

Innumerevoli e toccanti i messaggi subito arrivati da tutto il mondo, che dicono gratitudine, amicizia, esempio di vita per l’unità e di amore a Gesù Abbandonato, che lo ha conformato sempre più a Sé.

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