Carlos Penaloza - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Carlos Penaloza

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Carlos (Tim) Penaloza

Colui che fa la volontà di Dio resta in eterno.

11 marzo 1993


A sedici anni, il 31 marzo 1973, conosce l’Ideale:
“Oggi ho conosciuto qualcosa che dice e predice che in un futuro non molto lontano io sarò una persona nuova”.

Per la sua nuova vita riceve da Chiara un nome nuovo: Tim, abbreviazione di “attimo presente”.

Decide di passare un anno nella Cittadella di O’Higgins, dove scopre la sua vocazione al focolare dove entrerà due anni dopo.


(21.9.1982 a Chiara)  Tutti i giorni che arrivo a casa, la prima cosa che cerco di fare è un atto d’amore, sia pulire una stanza, preparare il pranzo e vedere con chi mi esprime la volontà di Dio quello che devo fare in quel momento. Giorni (…)  fa sentivo di tagliare tutto quello che poteva impedire il rapporto con l’altro. Prima ascoltare, cacciare via i giudizi, dire di no ai miei piaceri, per amore . Vedevo così che tutto era cambiato e Gesù era presente, in mezzo.

(7.11.1983 a Chiara)   Tante volte in questi giorni non ho avuto le forze fisiche per poter fare tante cose che mi piacerebbero fare. Questo fatto mi lasciava un po’ male e cercavo di capire perché mi succedeva questo. Non trovavo la risposta: Poi è successo qualcosa di importante: ho sentito nel collegamento che dicevi “Abbracciare nell’attimo presente Gesù Abbandonato”. Lì era la risposta, lì la possibilità di capire quanto mi succedeva. Allora L’ho amato. Ma la stanchezza continuava.
Ieri ho sentito che Lui ci chiede un salto, che ci manda delle situazioni che sono superiori alle nostre forze. Lì, allora, era tutto. Non c’era altro da pensare che amare sempre, subito con gioia Lui in questo dolore.

(4.4.1987 a Fede)   In questo tempo, come mi ero proposto, cerco di non giudicare niente. Ho un solo diritto: quello di amare, quello di aiutare perché Gesù sia in mezzo a noi. Il pensiero del collegamento mi ha aiutato ad essere più libero nell’amare gli altri, senza pensare a me stesso. E’ come una molla, subito, quando mi accorgo di guardare molto un problema o qualcosa che mi sembra impossibile da risolvere: “Gettare tutto nel cuore del Padre” e scompare il problema, sono libero per amare e con gioia vedo dopo la situazione risolta.

(23.4.1987 a Fede)   Alle volte, quando non so come agire, mi ricordo quella frase del Vangelo “A chi mi ama io lo amerò e mi manifesterò a lui” e subito dopo viene la luce e tanto più se metto in comune tutto.

(26.5.1987 a Apolonio)  Abbiamo riascoltato le domande e risposte di Chiara a Loppiano quando siamo stati noi nell’85. Sono state per me una grande sorpresa ascoltarle dopo due anni per vedere a che punto eravamo con quello che Chiara ci aveva detto : “Cari popi, siete giovani, qui è questione di allenamento, nell’amare Gesù Abbandonato”. Mi guardo adesso, dopo due anni di scuola e quasi mezzo anno in zona, con la gioia di poter dire :”Continuo ancora questo allenamento”. E per allenarmi non bisogna fare tanta strada, basta uscire e dappertutto si trova il dolore, negli ospedali, nei bar, nelle scuole ed è lì che dico: “Ti scelgo una volta ancora…”.

(30.5.1987 a Angelino)   Quando ogni mattina mi alzo e dico “Ho un solo sposo sulla terra” cerco che lo sia davvero. Approfitto di ogni piccolo dolore per amarLo e andando per strada da solo al lavoro o a fare le spese ecc., viene più in luce Chi ho scelto e cosa Gli ho donato: l’anima.

(1.8.1987 a Fede)  Anche qui nel lavoro ci sono tante cose da fare, soprattutto nel rapporto con le persone. Ci sono tante tensioni. Io cerco di andare oltre e amare ciascuno in particolare e vedo con gioia, dopo due mesi, che tante cose aspre diventano leggere, e per me sono i frutti dell’amare in silenzio, essere al servizio di tutti. Una cosa bella è quella che quando arrivo in focolare cerco di lasciare il pacchetto fuori della porta. Vedo che gli altri popi fanno lo stesso e dopo ci raccontiamo le esperienze di questi “pacchetti” : risolti.

(3.5.1988)  In questi giorni ho avuto tante prove contro la purezza e mi hanno fatto sentire molto male. Ho scoperto che sono state un mezzo per scegliere ed amare ancora una volta Gesù Abbandonato. Ho potuto dirGli di nuovo “Sì” e scoprire quanto è bello quel “Ricominciare”.

(6.5.1988)  Sei stato Tu a scegliere me, Tu hai voluto me, che segua la tua strada. Ed io ti dico:”Eccomi”. Sì, con le mie miserie, i miei peccati, le mie mancanze, insomma tutto il disastro umano che sono; e Tu mi vuoi bene…e Tu hai scelto me. Certo che il tempo vola, i giorni e gli anni passano veramente in fretta, lasciami ancora poter ripetere, dopo ogni volta che devo ricominciare : “Eccomi”.

Tim, ormai medico, si specializza in radiologia. Ben presto un’analisi di routine esprime un verdetto inquietante: leucemia mieloide cronoca.

(9.5.1988)   Ho avuto una esperienza molto importante ieri e oggi. Sono stato ricoverato d’urgenza. In un primo momento ho pensato di morire, tanto che l’ho detto a Norberto. Anche se nella sala non  ci poteva essere nessuno, ho sentito molto forte l’unità di tutti. In ogni modo ancora una volta ho sentito che bisogna essere pronti perché non si sa quando si parte. Nel momento più difficile, ero da solo, ho detto a Maria che ero pronto se Lei mi voleva portare.

(10.5.1988) Oggi sto meglio, mi sono alzato e ho fatto alcune cose. (…) Durante la giornata ho cercato di avere presente il pensiero del collegamento con “la gara degli atti d’amore”. Vedo come l’unica cosa importante è vivere l’attimo presente e in esso l’Essenziale.

(2.6.1988)  Sempre, in questi 15 anni di vita ideale, mi hanno fatto impressione le “piccole cose” nell’attimo presente. Sono atti d’amore piccoli: un bicchiere d’acqua, un saluto, un regalo (una caramella),una parola diretta bene all’altro; mi hanno sempre dato gioia, gioia, gioia e gioia. E con molta più gioia ancora ho visto cambiare le situazioni attorno a me e penso che questo sforzo è ciò che a Gesù da più gioia.

(6.6.1988)  Quanti dei nostri ci aspettano lassù in Paradiso! Stamattina presto, andando per le strade buie, col freddo, poche persone, ho pensato alla solitudine, al giorno della morte, all’incontro finale con Gesù.
Ho camminato parecchio, ho avuto abbastanza tempo per pensare e che gioia il godere del Paradiso degli altri, di quei fratelli che qua in terra hanno sperimentato la presenza di Gesù in mezzo e ora la sperimentano eternamente.

(15.6.1988)  Spesse volte ho scritto che più passa il tempo più mi accorgo di essere inutile, non servire a nulla, che quello che faccio non contribuisce a niente. E il fatto di pensare al “banchetto finale” mi aiuta a vivere meglio l’attimo presente. Allora ogni cosa acquista nuovo valore, si ha più attenzione in quello che si fa e s’attende con gioia ciò che viene dopo.

(5.7.1988)   Potrei chiedere di affrettare i tempi, ma Dio sa come fa le cose. Intanto ce la metto tutta per arrivare ogni giorno a dire: “Oggi ho amato”, ed essere gradito a Dio. Per l’amore a Gesù Abbandonato continuo a correre, contento dei fallimenti, perdite, mancanze, sofferenze e dolori vari; strafelice di poter amare i fratelli di focolare che tanto mi amano e “sopportano”.

(15.9.1988 a Fede)  Un momento molto importante per la mia anima è stato il poter partecipare da vicino agli ultimi 10 giorni di vita di Roberto Escudero. (…)  E mi sono detto: se lui ce l’ha fatta ad essere fedele fino alla fine, perché non io? E così ogni giorno mi metto davanti a Dio e gli dico il mio “Sì” non tanto a parole ma anche a fatti nei diversi attimi presenti della giornata.

(26.8.1988)  Ho vissuto di corsa ma con la pace nell’anima amando Gesù Abbandonato. Più passa il tempo più mi rendo conto che lì è il nocciolo di tutto: l’amore a Gesù Abbandonato. Cosa chiedere di più se Lui è tutto! Corriamo allora senza soste!

(20.9.1988)   Tante sono le mancanze di questi giorni soprattutto nel rapporto con gli altri: Vedo con gioia che se in queste “mancanze” trovo G.A. posso ricominciare e tornare ad amare gli altri.

(6.11.1988) Nell’anima solitudine, aridità, vuoto, sentimento di non aver fatto niente bene nella vita, oscurità, voglia di piangere… Così come è questo abisso l’offro a Te, unico Sposo mio. Anche se il buio mi circonda non posso non riconoscere che Tu sei l’unico mio Dio. L’unico al mondo che sa, che conosce il più profondo della mia anima. Credo al di là delle mie forze e mi fido di Te in questo momento. Non credo a nessuna delle voci che il mio io mi suggerisce. Sono tutti pensieri del diavolo. Solo Tu puoi riempire il cuore vuoto.

(7.11.1988)  La prova c’è ancora: E’ più illuminata dal “non sentire le voci” che mi dicono: non ascoltare quello, giudica a quell’altro, ecc.  Cerco di andare al di là di me stesso scegliendo ancor più profondamente Gesù Abbandonato, amando gli altri, soprattutto i popi che sono quelli più vicini.

(8.11.1988) “Essere al di là della piaga”. Vivere Maria in modo tale da passare oltre. E’ bello poter guardare l’anima con quest’ottica. Meno male che non ho voluto ascoltare quelle voci!

(10.11.1988) L’anima si trova bene, direi “su”. Il corpo però è un po’ stanco. Cerco di non far pesare sugli altri questa realtà ma se ne rendono conto subito e questo mi fa sentire un po’ a disagio.  Approfitto di questo disagio per riscegliere ancora più fortemente Gesù Abbandonato. Penso che in tutto quest’anno Lui è stato presentissimo. Riconosco che non l’ho amato come Lui avrebbe voluto. Siccome sceglie sempre i “suoi” per confondere i saggi e i prudenti, sono contentissimo, strafelice che abbia scelto anche me che considero veramente detestabile. Chissà come Dio guarderà noi. Ma Lui non ci guarda, ci ama!

(17.11.1988) Sento che a volte sono arrivato al limite delle mie forze e che l’amore verso gli altri è andato diminuendo. (…) Cerco però di non far pesare questo agli altri popi. Corro, allora, offrendo tutti questi momenti per quelli che più soffrono.

(31.12.1988) Con questa fine d’anno anche l’annuncio di una malattia cronica al sangue che obbligherà senz’altro ad una lunga terapia, a frequenti prelievi sanguigni e tanti altri studi. Sono questi doni dell’Eterno Padre affinché io possa continuare questa Via Mariae. Non nascondo che è stato un momento di dolore, momento prezioso di comunione con lo Sposo (…) . Come Maria custodisco queste cose e le medito nel cuore. Avanti allora fino alla fine!

(11.1.1989) Studi che escono male, una malattia che avanza lentamente, ma che avanza, ed una incertezza… solo Lui, niente più che Lui. Poi le gioie: Oreste che parla a nome di Chiara per assicurarmi le sue preghiere. Più mamma che mai per me!

(12.1.1989)  Ho davanti a me un solo Sposo sulla terra, solo Lui. Colui col quale ho cercato di stabilire il rapporto più profondo e a Chi tante volte non sono stato fedele, ma anche questo dolore è Lui.  Sì Gesù, prendimi così come sono, debole, pauroso, disastroso, affinché nelle tue mani possa essere quello che tu vuoi che sia. Non ti chiedo niente, ormai mi hai dato tutto e quando si è tutto ricevuto non c’è niente da chiedere.  Ora sono sospeso, ma con la gioia nell’anima di sapere che ho qualcuno che è sempre accanto a me: Te.

(20.3.1989) Come non mai ho sentito in questi ultimi giorni che la mia vita sarà breve e so che non devo sprecare neanche un attimo. (…) Gesù incomincia a togliermi tante cose che io credevo sicure: il lavoro, il focolare, le persone, ecc. In questo momento non ho NIENTE. Sono “sospeso ancora una volta, come succede dalla fine dell’anno scorso. Devo però non pensare a quello che non ho o che ho perso, ma a quello che ho e cioè Dio.

(3.5.1989)   In mezzo a tante persone tante volte ho il desiderio di “isolarmi” e andare in fondo al cuore per ringraziare Dio. Sarebbe anche bello, invece a queste persone bisogna amarle fino in fondo: E’ una nuova esperienza che sto facendo, a volte sono 5 o dieci minuti ma se io in quel tempo amo fino in fondo, Gesù è contento e posso andare dentro al mio cuore molto più semplicemente per dirgli Grazie.

(17.5.1989)  Questo mese è pieno di preoccupazioni, situazioni… e a volte sono così tante che mi perdo in esse senza ricordarmi che esistono i fratelli accanto.(…)  Che il Padre si occupi delle mie cose ed io mi occupo delle Sue che è – come al solito – amare, amare, amare.

(22.5.1989)  Nel mio cuore un senso di amarezza per non essere stato fedele all’amore verso gli altri, ma ecco una opportunità di fare un atto d’amore purissimo a Gesù Abbandonato nell’amarezza!
Mi sono trovato davanti tantissime persone e ho voluto amare ciascuna, tante volte non sono stato attento e credo  che sono passate invano. Comunque non è il caso di guardare me stesso ma vedere, guardare, amare al di là e credo che Gesù sia contento di questo più di quello.

(13.9.1989 a Fede)
Il fatto di avere questa malattia mi fa essere più attento in tante cose, soprattutto nell’amore verso gli altri e nel costruire Gesù in mezzo in focolare: Tante volte ho la tentazione di pensare al futuro, ma mi ricordo che devo vivere l’attimo presente e quindi il pensiero del futuro svanisce come un fantasma.

(29.9.1989)   Un mal di testa in continuazione non mi ha dato pace. Mi sembrava che una mano mi avesse preso e mi buttava con forza su di una parete e poi contro un’altra. L’unica cosa da fare era amare Gesù Abbandonato in questo dolore e poi continuare, con le poche forze che rimanevano, ad amare gli altri, a qualcuno che veniva o qualcuno che telefonava per sapere della mia salute. Poi ho cercato di fare bene i lavori sia del focolare che quelli dell’ospedale…

(7.10.1989)   In questi ultimi mesi sto sperimentando una certa aridità: Mi era capitato altre volte ma mai come adesso. Come se Dio si fosse dimenticato di me. Ma non è questo l’importante. E’ soprattutto il fatto che ho avuto la fede per andare sempre al di là della piaga, ho avuto la luce per amare UNICAMENTE a Gesù Abbandonato, gli sono stato FEDELE.  Allora tutto è nuovo, ogni cosa è diversa e nel mio cuore la gioia – come ho scritto a Chiara -  di avermi saputo “allenare” per anni e anni su questa strada.

A novembre Tim è a Parigi per delle cure specializzate.

(8.1.1990 a Chiara) In questo momento sperimento questo vuoto, sento che Dio mi ha tolto tutto: la salute, il focolare dove per tre anni ho vissuto con Gesù in mezzo, il lavoro, una bella comunità e persino la mia lingua. In sintesi, cosa resta? Solo Lui, Lui e niente più che Lui che vuole riempire questo vuoto che Lui stesso ha voluto e che con tanta pace ho accettato fosse fatto.

(11.1.1990)
Sono come fango nelle Sue mani. E’ dolce il suo lavoro e allo stesso tempo doloroso. Non abbandonare la tua opera Signore, insegnami ad essere ancora più docile. Che il mio purgatorio sia solo il fratello che devo amare come dono di amore per Te.

(15.1.1990)  Ogni volta che ho litigato, ogni volta che ho giudicato, che sono stato indifferente alle persone, lo sono stato contro di Te. E’ qualcosa che dentro mi brucia e allo stesso tempo mi dà pace. Sì, certo, non posso tornare indietro ma la strada in avanti c’è e bisogna essere nell’amore adesso e dunque non cessare di amare. Dammi, per il tempo che mi rimane – poco o molto – di amare senza sosta, di arrivare alla sera stanco perché tutta la giornata abbiamo amato: che non sia io ad amare ma Tu in me.

(23.2.1990)  Mi lascio portare da Lui come un bambino nelle mani di suo Padre. I timori al futuro sono sempre alla porta ma più potente risuona quello che da 15 anni Chiara mi ha insegnato: a vivere l’attimo presente.    Sono contento di poter approfittare di ogni momento che sono con i popi, la cosa più importante è Gesù in mezzo.

(18.9.1990 a Chiara)   Sì, avevo chiesto a Maria di fare il purgatorio in terra, ebbene adesso capisco che Lei mi ha preso in parola. Insieme alla stanchezza c’era un momento dell’anima un po’ difficile. A volte ho l’impressione di essere completamente solo, anche se attorno è evidente che non è così. Sento l’anima di fronte a Dio e allo stesso tempo lontana da Lui. Vedo – con gioia – che è una grandissima occasione per RISCEGLIERE Gesù Abbandonato come unico tutto.

(17.2.1991 a Chiara)  Proprio quella mattina ero completamente schiacciato. Dicevo a Gesù nel mio cuore: “Fino a quando mi avrai in questa costante sospensione? Come mai non hai pietà e strappi costantemente la mia anima? Perché…?”. Era un forte dolore nell’anima, una solitudine mai sperimentata prima.  Ho capito subito che era un nuovo, nuovissimo volto di Gesù Abbandonato e mi sono detto: “Se questa solitudine, se questa sospensione e stanchezza fisica servono, contribuiscono per Chiara, la sua salute, l’Opera, ecc., io la offro. Almeno sarà utile, costruirà qualcosa. La pace è tornata al mio cuore. E’ vero che la solitudine continuava ma era stata sublimata.

(14.3.1991 a Chiara)
La mia anima passa dei duri momenti ma credo che sia Gesù a farmi vivere così. Ho sperimentato come non mai la presenza di Gesù Abbandonato, e come una volta tanti anni fa avevo chiesto a Lui la grazia di farsi conoscere, ecco che Lui mi prende con se e si manifesta.

(21.5.1991 a Nuccio)  Dio lavora la mia anima come non l’ha fatto mai. Meno male che per anni e anni mi sono preparato a questo momento “allenandomi” nell’amore a Gesù Abbandonato. Chiedo a Lui solo la FEDELTA’.

(30.5.1991 a Roberto R.) A volte penso che la l’unica cosa importante è dire “Sì” malgrado il mio uomo vecchio domanda: “A che serve? E’ inutile. Basta guardare in faccia la realtà, a che serve continuare?”. Aggiungi a tutto questo i dolori di testa quasi tutti i giorni, i dolori muscolari che a volte non mi lasciano salire le scale, i dolori di stomaco e le indigestioni e non ti dico i momenti di stanchezza che mi buttano sul letto senza pietà.      I popi mi vedono sempre bene, però tutto il lavoro che faccio per stare sempre allegro (perché me lo ha chiesto Chiara e voglio farla contenta) mi lascia esausto.
Questa volta credo che ci siamo! Lui (G.A.) non aspetta: pota, taglia, modella e strappa senza pietà. (…) Come ci sono i dolori fisici ci sono anche quelli spirituali che a volte sono più profondi. Ti ricordi quando eravamo gen e dicevamo: “Dio ci vuole per cose grandi”? Credo che è il momento di queste cose grandi.

(1.9.1991 a Chiara)
Che gioia!!! Mi hai dato un nuovo programma: non avere paura perché tutte le paure sono sparite. (…) Un’esperienza bella di questo tempo è la riscoperta di Maria Desolata = il perdere assoluto. Sono arrivato ad un punto dove mi trovo a non essere legato a niente. Ho nelle mani solo l’attimo presente ed in esso solo la volontà di Dio = costruire l’unità, Gesù in mezzo con i popi.
E’ forse una nuova tappa della mia vita. E’ un nuovo dono della Madonna. Ora il dolore (fisico o dell’anima) non mi fa paura. L’essere niente non mi fa paura perché sono nel grembo di Maria.

(15.10.1991) Vorrei – e resto nel condizionale – poter amare tutti senza far soffrire, senza distruggere l’unità, senza essere cattivo verso gli altri, ma sono pieno di umanità, di negativo. Forse è a questo punto che Dio vuole scolpire e io voglio lasciare che le “scheggie” partano.

(11.11.1991)   La mia anima è veramente piccola. Dopo tanti anni di vita ideale non riesco ancora ad avere un cuore puro per amare gli altri. Sempre c’è qualcosa che impedisce un profondo rapporto con ciascuno. Credo anche che arriverò alla fine dei miei giorni con questa impressione. E questa impressione è Gesù Abbandonato e come tale devo amarlo sempre, subito e con gioia. E’ la virtù eroica, una prova che supera le mie forze. Solo per quello voglio vivere. Solo per amarTi abbandonato.

(Incontro dicembre 1991) Quel “martirio bianco” del quale parla Chiara mi ha spalancato l’anima su ogni popo. Infatti ho fatto l’esperienza di rispondere per ben 250 volte la stessa domanda: “Come va la tua salute?”. Ad ogni popo ho risposto come se fosse il primo al quale rispondevo. Ho visto così che donavo “anche la vita” perché anche se la sera ero un po’ stanco, avevo l’anima piena di Dio e potevo concludere: “Oggi ho amato”.

(16.1.1992) Ho chiesto a Lui una cosa, piuttosto un desiderio dell’anima: Se un giorno Lui mi chiamasse a sé da questa terra vorrei aiutare tutti i popi rimasti qui a vivere bene i tre “voli”, vivere per loro perché sia l’amore a guidarli.

(29.1.1992) Quando la sera faccio un esame di coscienza mi chiedo: “Ho amato tutti quelli che ho incontrato?”. Poi penso a tutti quei popi e pope per i quali ho offerto le mie piccole e grandi sofferenze. Quanta gioia provo nel cuore perché anche questo mi pare che è amore.

(6.4.1992 a Chiara)  Rinnovo qui quel desiderio di offrire anche la mia vita perché in ogni focolare ci sia solo Gesù in mezzo.

(22.5.1992 a Nuccio) Proprio in questi giorni parlavamo con i popi di Gesù in mezzo. Raccontando un po’ l’esperienza personale di questi tre anni in Francia dicevo che se non fosse stato l’amore dei popi, quel Gesù in mezzo assicurato giorno dopo giorno non avrei avuto la forza di sorpassare tutte le sofferenze psichiche, fisiche e spirituali che Dio ha permesso.

(18.6.1992) Sono nella calma assoluta. Ci sono certe cose che potrebbero agitarmi, ma siccome sono ancorato a Lui non ho paura. Ho molto presente quanto Chiara ci dice: “Nulla manca a chi ama Gesù Abbandonato e tiene Gesù in mezzo”. Ogni giorno che passa cerco che in focolare questa presenza sia stabile.

(25.6.1992) La mia anima è entrata in un nuovo periodo di buio. Una cosa che mi aiuta tantissimo è donare tutto, raccontare tutto a chi mi rappresenta la volontà di Dio. Poi avere il timore di Dio, agire davanti a Lui essendo pronto a tutto.  Con tanta sorpresa trovo che il cammino si apre… Davanti a me una sola idea: “Ho un solo sposo sulla terra…”.

A luglio gli annunciano il passaggio della leucemia dallo stato cronico allo stato acuto.

(4.8.1992 a Michel) Nelle lunghe notti senza dormire a volte non ho neanche la forza di dire il rosario. Allora ho fatto un patto con Maria. Nell’attesa di addormentarmi incomincio a pensare ai popi. Parto dal Giappone, poi vado giù fino all’Australia, poi vengo alla Thailandia, India, Africa, e poi passo a tutta l’America e finisco in Europa. Ci sono state delle notti di quattro ore così. Le poche ore che ho dormito dopo sono state riposanti e non ti dico la gioia del mio cuore per aver potuto offrire solo per i popi e per Gesù in mezzo nei focolari.

(12.8.1992) Il dialogo con te Gesù è costante. Sento nell’anima il Tuo amore, così come spazzi via anche riempi d’amore. Non posso dire che l’anima è stanca, sei Tu che attimo dopo attimo la fai riposare. E’ un eterno gioco: ti nascondi, ti cerco, ti nascondi ancora, ti trovo, è festa! Ti nascondi e ancora io ti cerco. Sono strafelice di una esperienza così perché ci sei nel mio cuore e nello stesso tempo sei in mezzo a noi e dunque la festa è doppia.

(16.8.1992) La notte è stata difficile. Impossibile chiudere un occhio: luci che si accendevano costantemente, persone che parlavano ad alta voce, piccoli rumori e … per niente sonno.   Ho provato a pregare, impossibile. C’era nell’anima un senso di fallimento, di dirmi “questa volta non ce l’ho fatta, ho perso inutilmente una notte”. Invece nel profondo del cuore una piccola voce: “Ma no, non hai perso la notte, ci sono Io, puoi amarmi, sono io il fallito, sono io lo stanco, sono io pieno di luce sul viso, sono io quello che è nel letto davanti a te e che grida le sofferenze, sono io nel rumore della porta, sono io nel dolore di non poter pregare e non poter pensare a quelli per i quali vorresti offrire ciò che soffri. Sono io, il Tuo Sposo, Gesù Abbandonato, se mi ami la notte non è persa.  Subito dopo ero già nella pace. Avevo trovato e il mio cuore era pieno di gioia.

(18.8.1992) Cammino con Te. Ti scopro ad ogni istante. Come hai fatto per penetrare così profondamente nella mia anima? Continua questo tuo lavoro, so che lo finirai il giorno dell’incontro finale. Per il momento ce la metto tutta perché tu possa continuare.

(2.9.1992) Ricominciare sempre ad amare. Non avere soste, anche quando mi sembra che l’anima fosse piena di una “stanchezza” che non la lascia camminare. Sei Tu ancora che mi spingi a sceglierti. Quella tristezza e amarezza del cuore sono Te. Non ho il diritto di guardare altrove. Devo guardare Te, Sposo diletto, per RICOMINCIARE.
Ti riscelgo ancora, dammi di amarTi con quelle possibilità che mi hai sempre dato. Se alle volte mi sono sentito lontano da Te è perché non ti ho scelto e perché ho guardato altrove. Nonostante me CREDO che ci sei. Solo per quello ti seguo, solo perché SOLTANTO TU hai saputo riempire il vuoto nel vuoto.  

(17.9.1992) Le incertezze continuano: Venendo il medico martedì scorso mi ha comunicato che manca ancora un risultato per decidere la futura terapia. Non nascondo che nel profondo dell’anima ho avuto la stessa domanda di sempre: “Perché?”(…)
Guardo indietro e mi accorgo che sono passati ben quattro anni da quando questa “avventura” è incominciata. La vedo piuttosto come qualcosa che Gesù mi ha dato per purificare l’anima e riempirla solo di Lui.

(19.9.1992)  Tu conosci il sentimento di fallimento che mi invade, le cose mal fatte in tutti questi 36 anni della mia vita. Ma cosa sono davanti alla Tua grandezza? Cos’è questo fallimento davanti alla Tua misericordia? (…) Con tutto il mio essere grido “TI VOGLIO BENE, SEI TU L’UNICO CHE VOGLIO”, e anche se sei brutto e tanti non vogliono amarti perché sei un fallito io ti scelgo, ti riscelgo e ti faccio posto nel mio cuore”.

(5.10.1992 a Stefan) Lo Sposo viene amato. Lo aspetto, lo chiamo, perché Lui mi manca e quando arriva è sempre festa! Non per il dolore in se stesso! No! Soltanto perché è Lui e Lui è amore. Perciò niente mi fa paura, né le sofferenze fisiche, né la morte in se stessa. (…) E questo fuoco nel cuore, con quello di Gesù in mezzo nel focolare mi portano avanti. Come vedi nelle mie mani c’è solo l’attimo presente e in esso posso amare Gesù Abbandonato e costruire Gesù in mezzo.

(2.1.1993 a Josè Juan) Presto si compierà un mese dai nostri voti perpetui, per me quel giorno resterà impresso nel mio cuore come uno dei più belli – se non il più bello – della mia vita. Il momento più importante per me è stato il bacio a quella croce. Mi ricordo quando vent’anni  fa mi dicevo: “Spero anch’io un giorno poter farlo” ascoltando quello che Chiara raccontava. E quel giorno è arrivato, vent’anni dopo. Questi ultimi quattro anni mi hanno preparato a questo evento: SOLO CON LUI, POTER DIRGLI: “FINALMENTE TUTTO TUO”.
Quando nel dicembre dell’85 avevo fatto i primi voti, ho avuto la netta sensazione che il ponte era caduto dietro di me. Stavolta mi aspettavo lo stesso e invece no, qualcosa di più: Lasciavo questo mondo per entrare definitivamente nell’Anima con Chiara.

(19.1.1993)   Coltivo nella mia anima il rapporto con Gesù e soprattutto cerco di amare le persone che trovo ogni giorno, questo mi sta tanto a cuore perché mi rendo conto che devo tanto a tutti quelli che in questi ultimi mesi mi hanno aiutato, soprattutto sono in prima linea i popi.
Non posso vivere che per Gesù in mezzo, è per questo che adesso cerco di tacere, di non dire parole inutili, di stare attento a fare tanti atti d’amore anche se ho poche forze fisiche. Tutto, tutto, tutto però nel silenzio, pensando tanto a Maria che credo avrebbe fatto così.

(1.2.1993 a Hans)  In  questo periodo tutto potrebbe succedere… Non mi spaventa, anzi, tutto ciò mi mette ancora di più davanti a Dio e mi fa vivere l’attimo presente in modo intenso. Nello stesso tempo scopro ogni giorno di più QUI E’ IL VERO SPOSO dell’anima. Mi rendo conto però che tante tantissime volte vedo la mia anima piena di me stesso e di tante altre cose che non sono Lui e questo mi fa male ma “tutto ciò che mi fa male è mio” e dunque là posso amare ancora Lui. E questo mi rende libero perché posso trovarLo sempre…

(2.2.1993)
Ricordo ancora quando nel '75, durante la messa della Presentazione del Signore, sentii nel cuore una voce che mi diceva: “Sei pronto ad essere uno straccio tutta la tua vita?” Ricordo che non pensai molto e subito risposi: “Sì”.
18 anni sono passati da allora (…). Uno “straccio”, mi sembra di ascoltare anche oggi questa voce. Essere uno straccio per morire a me stesso. Sì Gesù, sono pronto! Come allora, quando avevo 18 anni, sono pronto! Il tempo è passato, hai purificato la mia anima e continui a purificarla ancora, ma non è sofferenza perché sei Tu stesso che prende posto in quest’anima che Tu stesso hai scelto.

(13.2.1993 a Chiara)   Mamma carissima, grazie della tua letterina dopo i voti perpetui: “Gesù Abbandonato, vera fontana di gioia”.
Una nuova tappa di incertezza si apre: un ricovero inaspettato. E’ Lui che si manifesta ancora una volta.
Non sto a raccontarti i dolori fisici ma ciò che l’anima vive in stretta unità con Lui.
La pagina “Ho un solo Sposo sulla terra” passa per il mio cuore costantemente. Ogni frase risponde ad ogni domanda, riempie ogni vuoto.
L’amore maternale di Maria non manca mai. I dolori fisici non sono un peso ma il modo di offrire tutto per te.
Nel tuo cuore sempre!
    Tim del “fino alla fine”.

La risposta di Chiara il giorno dopo:
“Grazie Tim di questa tua fedeltà a Gesù abbandonato. Sappi che sono con te a dirGli di sì in ogni momento. Maria ti benedica e ti stia sempre accanto, unitissima…"


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