Celso Frioli - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Celso Frioli

2017


Celso Frioli


"La Parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente" (Col 3,16)


8 gennaio 1940  - Brasile, 15 luglio 2017
Rocca Di Papa, 26 luglio 2017
Carissimi e carissime,

Celso Frioli, focolarino della zonetta di San Paolo - Brasile, è arrivato alla Casa del Padre lo scorso 18 luglio. Un mese prima, era stato ricoverato in terapia intensiva per una grave infezione. Quando nell’ultima settimana il suo stato è peggiorato, ha ricevuto da un sacerdote focolarino il Sacramento degli Infermi. Al momento della sua partenza un focolarino stava recitando il rosario accanto a lui.

Celso era profondamente radicato in Dio e perciò semplice come un bambino, fiducioso nell’amore del Padre.

Nasce nel 1940 a Sorocaba, una città dello Stato di San Paolo. Giovane giusto e lavoratore, sente forte il desiderio di fare qualcosa per ridurre le disuguaglianze sociali in Brasile. Entra nella Gioventù cattolica partecipando attivamente alla vita della parrocchia. Mentre studia Legge all'università incontra il Movimento dei Focolari che segna la sua vita. Su quest’incontro scriverà a Chiara nel ‘91: “Prima avevo delle convinzioni che mi portavano ad accettare persino la rivoluzione armata come risposta ai nostri problemi. Con il tuo Ideale, oggi, sono più che mai sicuro che l’unica risposta al mondo è viverlo”.

Avverte che Dio lo chiama a consacrarsi a Lui come focolarino e lascia tutto per seguire questa strada. Durante la Scuola di formazione a Loppiano, nel ’64, comunica a Chiara la sua esperienza: “Il mio desiderio è servire solo Dio mettendomi al servizio di quest’Opera. (…) La croce sarà il mio faro, l’unità la mia forza, la gioia la mia luce”. Dopo Loppiano va in diversi focolari nel Sud-Est del Brasile, soprattutto nella Città di San Paolo. Lavora per quasi vent’anni a “Cidade Nova” occupandosi in particolare della gestione del gruppo editoriale.

Racconta a Chiara nel ’69 come vive: “Ogni momento della nostra vita deve essere solenne. Questo cambia la vita e fa sì che gli altri riconoscano in noi la disponibilità di amare e generare la presenza di Gesù nel focolare e anche con le persone che non Lo hanno ancora trovato”. Nel ’72, dopo un incontro a Roma le confida: “Una cosa mi ha toccato profondamente: Maria tutta rivestita della Parola di Dio. Mi rendo conto che posso provare a essere una ‘piccola Maria’ e partecipare attivamente alla trasformazione del mondo vivendo il Vangelo”. Le chiede anche una Parola di Vita che lo aiuti ad attuare questo desiderio. Chiara gli suggerisce questa frase: “La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente” (Col 3,16).

Quando nel 1984 muore sua madre dopo una lunga malattia, Celso comunica la sua esperienza. Tempo prima aveva chiesto a Gesù che la mamma, contraria alla sua vocazione, ritornasse ai Sacramenti. Ciò era avvenuto negli ultimi anni; la mamma aveva pure accettato la scelta di vita del figlio, considerando le persone del Movimento come se fossero della sua famiglia.
Nell’ultimo periodo in focolare, ormai con vari limiti di salute, Celso continua a contribuire sempre a generare Gesù in mezzo. Partecipa alla vita dell’Opera e accoglie tutti con il suo buon umore. Pur nella sofferenza, genera una gara di amore scambievole vivendo la parola del Vangelo da lui tanto amata: “Per loro santifico me stesso”. Durante la degenza in ospedale è riconoscente ai popi, alle pope e a tutti della Comunità per le loro preghiere e si sente sostenuto dal loro amore.
Il suo funerale si celebra alla Mariapoli Ginetta nella Chiesa di Gesù Eucaristia in un clima sereno e sacro. Tanti definiscono questo momento come un vero ritiro spirituale.

Preghiamo per lui, grati a Dio per la testimonianza di fedeltà all’Ideale che Celso ci lascia con la sua vita.

Unitissima nel Patto,
Emmaus
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