Cesare Zorra - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Cesare Zorra

2014


Cesare Zorra

22 novembre 1937 - Brescia, 28 settembre 2014

Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia
e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta (Mt 6,33)


Rocca di Papa, 2 ottobre 2014


Carissimi e carissime,


il 28 settembre scorso Gesù ha chiamato a Sé Cesare Zorra, focolarino sposato della zona di Milano.


Dal Centro Mariapoli “Luce” di Frontignano è arrivato alla Mariapoli Celeste, dove pensiamo avrà ricevuto la ricompensa per la sua vita donata con generosità a Dio, fedele al carisma dell’unità.


Preghiamo per lui e affidiamo alla Madonna la moglie Rosi e i figli Paolo, Piero, Andrea e Maria, focolarina attualmente in Sud Africa.


Vi allego il profilo di Cesare letto al suo funerale, che si è svolto alla presenza di tanti che lo hanno conosciuto estimato e del sindaco che ha proclamato il lutto cittadino.


Unita nel Risorto,

Emmaus


Profilo di Cesare Zorra


La storia di Cesare potrebbe essere raccontata come la storia di una conversione ‘fulminante’, agli inizi degli anni sessanta ad Asti, quando lui aveva poco più di vent’anni, attraverso Rosi con la quale era fidanzato.

Figlio unico, orfano all’età di otto anni, cresce in un ambiente familiare indifferente ai valori religiosi. Comincia a lavorare come operaio e frequentando corsi serali consegue a pieni voti il diploma di perito industriale. Nell’arco di pochi anni, entrato in fabbrica come semplice apprendista, diventa caporeparto e disegnatore tecnico con la responsabilità di centinaia di lavoratori. Nel 1962 il matrimonio. Nascono tre figli: Paolo, Piero e Andrea. Cesare guadagna bene e con Rosi decide di costruire la loro nuova casa e la pensano grande, accogliente, aperta.

L’incontro con l’Ideale di Chiara è stato per lui la scoperta del Vangelo, “non un libro storico – come diceva spesso - ma libro di oggi”.

La sua vita è infatti una continua risposta alla rivoluzione esigente che il Vangelo chiede. Ed è nel solco di esso che Cesare e Rosi, pure focolarina, fanno della loro esperienza familiare un focolare, un luogo nel quale attraverso l’amore reciproco vogliono sperimentare la presenza di Gesù.

La loro casa di Asti diventa punto di riferimento per la comunità dell’Opera, spazio accogliente dei bisogni di tante persone, famiglia per numerosi bambini in affido.

Nel 1977 il Movimento dei Focolari riceve in dono una grande cascina a Frontignano, in provincia di Brescia, con il desiderio che nel tempo possa diventare un centro di formazione e di spiritualità. La donazione comprende anche dei terreni agricoli e il Movimento, trovandosi nella necessità di gestirli, chiede alla famiglia Zorra e ad altre famiglie la disponibilità a trasferirsi nella Bassa bresciana.

Per Cesare e Rosi si tratta di una scelta non semplice: c’è da abbandonare un posto di lavoro di rilievo, un reddito che consente loro una vita agiata, un profondo radicamento nella realtà locale.

Il loro ‘sì’ è immediato e convinto. In Cesare vive la fede del bambino evangelico che tutto s’aspetta dal Padre. Scrive a Chiara nel 1978: “Con questa chiamata di Dio a lasciare tutto quello che è del mondo abbiamo Dio solo e questo ci ha reso liberi, contenti prima di vivere l’Ideale ad Asti e più contenti ancora di essere oggi a Frontignano a completa disposizione dell’Opera per il Suo regno”.

Cesare ha 40 anni e si ritrova con un lavoro, quello di contadino, di cui non sa nulla, con tanti consigli da chiedere – a volte con un po’ d’imbarazzo – agli esperti agricoltori del luogo.

Scrive in una lettera di quegli anni: “Ero completamente nuovo all’agricoltura, facevo una fatica tremenda ad imparare qualcosa. Più di una volta ho pianto per davvero in quei campi senza fine e senza sapere cosa fare. Era una sofferenza grande e senza immediate soluzioni se non l’amore a Gesù Abbandonato, continuo e costante per mesi”.

Gli è stata sempre di grande sostegno la frase del Vangelo, che nel 2001 Chiara gli confermerà come Parola di Vita: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi verrà dato in aggiunta” (Mt 6,33).

Con questa convinzione la famiglia Zorra vive una straordinaria esperienza di abbandono alla Provvidenza, di comunione semplice e schietta con la gente di Frontignano dove Cesare è apprezzato per il suo equilibrio, la saggezza umana, la capacità di sdrammatizzare anche le situazioni apparentemente più complicate.

La loro testimonianza evangelica suscita in tante persone che li incontrano il desiderio di scoprire il loro segreto. La piccola comunità bresciana del Movimento prende nuova vita e cresce intorno a loro. In occasione del battesimo di Maria, la loro quarta figlia, nel cortile della cascina si ritrovano a fare festa nella più assoluta semplicità alcune centinaia di persone.

Chi incontra Cesare si sente accolto, benvoluto, perché ha una ineguagliabile finezza relazionale, fa sentire tutti a proprio agio, sempre con grande umiltà: sa amare e lasciarsi amare.

Cesare promuove forme di collaborazione tra gli agricoltori, propone soluzioni cooperativistiche per l’acquisto delle attrezzature, inventa soluzioni tecniche che condivide con i colleghi, si mette a servizio del volontariato.

Gli chiedono di impegnarsi in politica, una frontiera nuova tanto per lui che per il Movimento. Accetta. Viene eletto in Consiglio comunale e diventa un punto di riferimento per tutti gli schieramenti, consigliere disinteressato e punto di mediazione nei passaggi amministrativi più complessi.

Un altro momento importante della vita di Cesare è rappresentato da due viaggi in Pakistan e da un anno trascorso in Algeria, come famiglia focolare, a sostegno delle comunità locali del Movimento.

Il suo rapporto con Dio è andato sempre più affinandosi. La sua preghiera era la “preghiera della vita”; sapeva stare con i piedi per terra ma il cuore e lo sguardo erano rivolti al Cielo. Amava il Rosario e mai mancava all’Eucaristia quotidiana.

In questo ultimo periodo Cesare ha avvertito forte l’esigenza di prepararsi all’incontro con l’Eterno Padre. Al termine di un ritiro in focolare scrive: “La mia anima ha sentito forte e come nuove le parole di Gesù: Vieni e seguimi”.

Domenica, un malore improvviso lo ha colto a pochi passi da una cappella dedicata a Maria Addolorata.



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