Claudio Battistutti - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Claudio Battistutti



"Dio è abbastanza potente per darvi in sovrabbondanza ogni cosa" (2Cor 9,8)




7 ottobre 2020
Rocca di Papa, 9 ottobre 2020
Carissime e carissimi,

abbiamo appena celebrato il funerale del nostro carissimo Claudio Battistutti la cui partenza il 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario, così inattesa a soli 63 anni, viene illuminata dalla sua Parola di Vita: “Dio è abbastanza potente per darvi in sovrabbondanza ogni cosa" (2Cor 9,8). Nei numerosissimi messaggi arrivati si ripetono espressioni che dicono dolore, lacrime, shock… ma anche pienezza, sovrabbondanza, paradiso… Commentando a Chiara nel 2006 questa Parola di Vita, Claudio scriveva: “Sento che questa parola in me è diventata realtà, è carne della mia carne, che anch’io potrei gridarla al mondo davanti alle meraviglie che l’Ideale ha compiuto in tutti questi anni”.

Nasce in Sicilia, a Palermo, il 17 marzo 1957 e fin dal suo incontro, ancor ragazzo, con l’Ideale dell’unità si intuisce la sua esigenza di radicalità. Scriveva a Chiara: “Ho avvertito chiaramente Dio che mi chiamava a sé, ad essere tutto di Lui, a rompere con ogni legame umano, con ogni compromesso”.

Nel 1980 entra a far parte del focolare della sua città. Sono anni intensi, di studio, di accompagnamento del papà nella grave situazione di salute fino alla sua partenza per il paradiso.

Nel 1988 e 1989 è a Montet e Loppiano per la scuola dei focolarini, continuando il suo cammino di continua maturazione che Don Foresi, rispondendo ad una sua lettera, esprime dicendo: “veramente sei una gioia per me (…) per la particolare unità con Dio, per gli slanci e gli squisiti desideri di amore vero a Gesù Abbandonato, per le aspirazioni altissime a cui tendi”.

Grande è poi il suo contributo alla vita e all’unità dell’Opera, sia negli anni passati al Centro Gen che poi come responsabile delle zone della Sicilia e di Roma e infine alla Segreteria dei Vescovi qui al Centro.

Ricchissima la sua corrispondenza con Chiara, che una volta rispondendogli scriveva: “(la tua lettera) mi ha dato gioia e mi ha detto tutto l’amore che nutri per Dio e per l’Opera. Te ne sono grata e ti auguro di realizzare il meraviglioso disegno che Dio ha su di te e di dare tanta gioia a Maria”. Significativi il nome nuovo (“Dono”) e la Litania della Madonna (“Maria scala del Paradiso”) ricevuti da lei e che sintetizzano il suo essere in continua donazione e il suo camminare con Maria.

Un amore, quello di Claudio, che guarda al mondo ma anche alla sua terra, come si intuisce dal suo stato d’animo di fronte all’uccisione da parte della mafia del giudice Borsellino e della sua scorta: “Ho avuto l’impressione di trovarmi veramente davanti a Gesù Abbandonato: negli occhi delle persone che incontravo (…) non si scorgeva più niente: né rabbia, né odio, né speranza (…) Ho ripetuto la mia consacrazione a GA (…) Ho ringraziato Dio che anche in quella città ci siano i focolari, perché… Io ho vinto il mondo!”

Nel 2016 viene ordinato sacerdote, coronando un’intuizione scritta da lui a Chiara prima ancora di entrare in focolare, nel 1979: “L’estate scorsa, soprattutto in coincidenza con la morte di Paolo VI, mi si è fermata nell’anima, forse per la prima volta, la figura del sacerdote (…) Avvertivo questa cosa con la stessa insistenza e la stessa semplicità di quando avevo sentito la chiamata al focolare”. Un sacerdozio, testimoniano tanti, vissuto a servizio, “mariano”.  

Il 5 settembre era andato a trovare un religioso amico e con lui si è confessato e poi gli ha chiesto l’unzione dei malati, come a dire… sono pronto! Due giorni prima, essendo andato a fare il tampone non aveva potuto celebrare la Messa, a cui Emmaus avrebbe partecipato, e così lei stessa gli scrive: “Carissimo Claudio, la proposta di una Messa insieme era soprattutto per assicurarti di persona tutta l'unità. Lo faccio con questo messaggio chiedendo a Maria di accompagnarti lei e di esserti particolarmente vicina. In attesa di buone notizie”.  

Sostenuto e unito passo passo con il suo focolare, prima dell’ultimo intervento di urgenza, ha potuto dire ai popi con serenità: “mi consegno nelle mani di Dio”.  

Preghiamo per lui e con lui, continuando a chiedere il dono della piena unità per l’Opera e affidandogli le prossime Assemblee,
Flavio
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