Claudio Giannotti - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Claudio Giannotti

2019

Claudio Giannotti











26 gennaio 1939 -  Italia, 8 marzo 2019
Rocca di Papa, 18 marzo 2019
Carissimi e carissime,

Claudio Giannotti, focolarino sposato italiano, ha concluso il suo Santo Viaggio l’8 marzo 2019, all’età di 80 anni. Persona in vista per il suo impegno nelle istituzioni, arrivò a Firenze alla fine del 1964 quando gli venne conferito l’incarico di Vice Prefetto-Vicario della città.

Claudio ha conosciuto l’Ideale, insieme alla moglie Luciana, all’inizio degli anni ’70 in un viaggio a Loppiano. Erano una coppia molto affiatata e, con i due figli, Andrea e Chiara, divennero punto di riferimento
per la comunità di Firenze. Scrive a Chiara l’8 dicembre 1975: “Da quando a Loppiano mi sono avvicinato all’Ideale, pian piano è iniziato con te un dialogo ininterrotto. Tu sei stata per me la fonte d’acqua viva, attraverso la quale il Signore ha soddisfatto la mia sete di Lui”.

Sul posto di lavoro tutti lo ricordano sensibile, scrupoloso, esigente. Il suo operare era concreto e attento ai bisogni della città e non solo. Nel ’76, dopo il grave terremoto in Friuli, racconta a Chiara: “In un biglietto mi dicevi che la mia vita doveva essere una risposta all’Amore di Dio per me… La sera dello stesso giorno sono stato inviato d’ufficio da Firenze a Pordenone nel Friuli. Ho pensato: vorrei portare l’amore di Chiara a quella gente”. Lì collabora con il Commissario Zamberletti, maturando con lui l’idea di quello che poi sarebbe divenuto in Italia il Corpo della Protezione Civile.

Claudio svolge un volontariato qualificato anche al Centro Studenti Giorgio La Pira di Firenze; anzi ne è uno dei fondatori, mettendo sempre a disposizione la sua professionalità. Importante è anche la sua consulenza per le pratiche necessarie allo sviluppo della Cittadella di Loppiano.

Per anni si dedica con una passione particolare al dialogo con persone senza un riferimento religioso, costruendo rapporti profondi che ancora oggi permangono. In una lettera a Chiara del gennaio ’81 scrive: “Voglio essere la Volontà di Dio su di me. Voglio vivere fino in fondo, dietro di te, Gesù Abbandonato per le strade del mondo dove il Suo Amore mi porterà”.

Ad un ritiro nel 1985 confidava: “Sono stato veramente benedetto da Dio per aver potuto conoscere Foco, Spartaco e tutti i primi popi sposati. Ho promesso al Signore di essere come loro fedele a Chiara nella casetta Lauretana per custodire i focolarini che, con la loro presenza, dicono al mondo che Dio ci ama”. Condivide con la moglie Luciana la scoperta dell’Ideale e la vita con Famiglie Nuove e, quando in quell’anno Dio la chiama a Sé, così Claudio parla di lei a Chiara: “Insieme avevamo fatto un patto di non nasconderci nulla e sono stato io a dirle della gravità della malattia e a prepararla alla morte. Lei non si è mai ribellata, è rimasta serena e presente fino alla fine, si è abbandonata nelle braccia del Padre donando la sua vita per la Chiesa e per l’Opera”.

Dodici anni dopo, si risposa con Gigliola e ha altri due figli, Maria e Luca. La sua scelta di Gesù Abbandonato si rende ancor più profonda al sopravvenire di una grave malattia della figlia.

Si susseguono trasferimenti per il suo lavoro. Nel ‘95 è nominato Prefetto della città di Ferrara e nel ‘99 inizia il Commissario del Governo di Trento. Lo caratterizza il servizio, senza la ricerca del potere e del tornaconto personale. Claudio si impegna a mettere in pratica le parole di Chiara: “Tu dicevi che bisogna toccare nell’anima di ciascuno lo Spirito Santo che c’è in lui, perché soltanto così si possono risolvere le problematiche dell’oggi”, confermando: “Non c’è altra strada per sollevare a Dio questo mondo che sembra impazzito”.

Nel febbraio del 2000 viene colpito da un’ischemia cerebrale che lo costringe in sedia a rotelle e senza possibilità di esprimersi verbalmente. Sono 19 lunghi anni, senza però che Claudio perda la capacità d’amare, di ringraziare, né quella di scherzare. In lui la gioia, l’umorismo, erano un frutto dell’amore a Gesù, che induceva tutto il focolare a porsi al medesimo livello.

Pregando di cuore per lui e per tutta la sua famiglia, in unità,
Emmaus
Torna ai contenuti