Corrado Betti - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Corrado Betti

2014


Corrado Betti

28 maggio 1934 - Roma, 1 dicembre 2014

La mia carne è vero cibo (Gv 6,55)

Rocca di Papa, 5 dicembre 2014

Carissimi e carissime,

Corrado Betti
, focolarino sposato di Roma, è partito per il Cielo il 1º dicembre sera.

Era nato nel 1934. In un’intervista fattagli nel 2011 da Città Nuova, lui stesso racconta: “La mia era una famiglia molto sana, che non navigava nell’oro, ma da cui ho assorbito tanti valori. Mio padre è morto quando avevo due anni, una mancanza che ho avvertito fino a quando non ho conosciuto il Movimento dei Focolari. Riguardo a Dio, ero al limite tra l’agnosticismo e l’ateismo. Volevo formarmi una bella famiglia, aspiravo a qualcosa di superiore che ho intravisto quando ho incontrato Rosanna. Lei aveva conosciuto il Movimento già nel ’62”.

Avuto l’indirizzo del focolare di Roma, Corrado vi si reca e avverte l’attrazione a tornarvi, chiedendo presto di essere inserito in un gruppo. Prosegue il suo racconto: “Così, in un rapporto sempre più stretto, assorbivo la spiritualità dell’unità. Allora io lavoravo, quando però mi viene proposto di impiegarmi a Città Nuova ho detto subito di sì, senza nemmeno sapere cosa sarei andato a fare di preciso, tanto ero sicuro che Dio non si sarebbe fatto vincere in generosità”. E lì si distingue per i rapporti che costruisce, cercando di voler bene alle persone più che cercare a tutti i costi di fare affari e così la produzione aumenta considerevolmente.

Nel 1966 Corrado e Rosanna si sposano e prendono una decisione originale: “Il nostro viaggio di nozze è stato un po’ speciale. Mi attirava molto l’idea di offrirlo per il Movimento andando a trovare le nostre comunità nei Paesi oltrecortina. Chiara era d’accordo… Il nostro viaggio è durato 15 giorni in varie città e paesi dell’ex Jugoslavia”.

Nel 1977, a 10 anni dal suo sì come focolarino sposato, scrive a Chiara: “Sento come se il mondo si fosse rovesciato, tutti i valori umani pur belli scompaiono o forse prendono il loro posto…Ora con Gesù Eucarestia mi sento nell’unità piena con tutti”. Le chiede pure una parola del Vangelo che lo aiuti nella via di santità e Chiara gli indica: “La mia carne è vero cibo” (Gv 6,55).

Circa 40 anni fa, Corrado scopre di avere una malattia contratta per una disattenzione dei medici mentre era sottoposto a controlli clinici: è l’inizio di un “calvario” che vive con accettazione e sempre in donazione. Dopo due interventi dolorosi e delicati mi scrive nel 2011: “Avevo di fronte a me un Crocifisso; mi ricordava che i Suoi dolori non solo erano stati più intensi dei miei, ma avevano uno scopo d’Amore e quindi potevo anch’io, nel mio piccolo, essere con Lui un compagno di viaggio, magari silenzioso, per quanti soffrivano come me e magari di più…Attendo con serenità quello che Dio vorrà mandarmi con la malattia per la mia santità. Questa esperienza mi riporta ai primi tempi dell’Ideale, quando la gioia di aver ritrovato la Fede era una costante della mia vita”.

Particolarmente intenso è il suo rapporto con Foco, che era stato testimone di nozze, e nel 2009 fonda a Roma l’associazione “Igino Giordani”, promuovendo varie presentazioni di suoi volumi. Tutti i suoi progetti per trasformare le strutture del mondo in cui vive e della sua amata Roma, hanno avuto una vasta eco: dalla formazione civile dei giovani agli incontri con personalità dell’Islam, dall’ecumenismo alla riflessione sistematica sui valori della Costituzione Italiana.

Corrado, da autentico “bambino evangelico”, viveva nell’incanto di questa esperienza di vera fraternità tra fratelli e di profonda unione con Dio, che spesso comunicava anche scrivendo di getto delle bellissime poesie. Nel 2007, ripercorrendo la sua vita, scrive una poesia dal titolo: “Mi hai rapito”. Ne riportiamo l’ultima strofa:

Poi un giorno
Quello da te deciso
Mi hai rapito e tutto ho compreso
La tua perseveranza
ha fatto breccia
Il tuo Amore ha scaldato il mio cuore
E mi hai recitato il Salmo
Anima mia, bella
mia …
Come non dirti di sì?


Restando uniti nella preghiera a Rosanna e ai figli Emanuela e Daniele, che sono stati tanto vicini a Corrado fino alla fine, ringraziamo per la sua vita tutta donata a Dio.

Emmaus

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