Dante Orlandi - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Dante Orlandi

2009

Dante Orlandi

Mariapoli Lia

19 gennaio 1921 - 26 maggio 2009

Chiunque mi avrà riconosciuto davanti agli uomini,
anch'io lo riconoscerò davanti agli angeli di Dio  (Lc 12,8)



Rocca di Papa, 27 maggio 2009


Carissimi e carissime,

ieri sera è partito improvvisamente per il Cielo il nostro Dante Orlandi che ha vissuto questi ultimi anni nella Cittadella Lia accanto a Vittorio, che aveva raggiunto nel '65, nel primo focolare, in Argentina. E' sempre rimasto lì.

Secon (Segno di Contraddizione) era il nome nuovo e la Parola di Vita: "Chiunque mi avrà confessato davanti agli uomini, lo confesserò davanti al Padre mio" (Lc 12,8).

Dante era nato a Subiaco (Roma) nel '21 e ha conosciuto l'Ideale negli anni '50. Un po' più tardi nel '55 ha sentito la chiamata al focolare. Così scriveva a Chiaretto: "…più vado avanti e più sento forte la vocazione di entrare in focolare…Voglio fare una cosa, la Volontà di Dio che mi sarà espressa da te".

Ha vissuto in diversi focolari: in Italia (a Torino e a Roma), alla scuola di Grottaferrata, in Francia (a Grenoble), per poi partire per l'Argentina.

Noberto, il suo responsabile mi scriveva che il suo ultimo giorno lo ha vissuto come è stata tutta la sua vita, nella gioia e nella donazione ai fratelli. Al pomeriggio era andato in una scuola nido del paese - vicino alla Cittadella - insieme ad un focolarino (Angiolino) che faceva il "pagliaccio" ai bambini. Dante ha cantato alcune canzoni e alla fine ha dedicato alle maestre la canzone "Grazie mamma". Poi tornando è andato alla Santa Messa con un nostro vescovo amico e prima di cena non si è sentito bene. Mentre aspettava il medico (un popo) rideva, era molto sereno e di buon umore, come sempre. Al ritorno dal controllo al cuore, sembrava che stesse bene, ma in macchina, di fronte alla porta del focolare, chi era con lui si è accorto che era partito per il Cielo. Subito dopo, il migliore omaggio a lui è stata la sua stanza piena di giovani: i e le gen della scuola, che lo hanno visto sempre a Messa o sulla strada irradiando gioia luminosa e sopranaturale.

Durante tutta la sua vita ha seminato a piene mani l'Ideale, soprattutto tra i giovani che erano la sua passione. Già nell'agosto del '71 in una lettera diceva a Chiara: " Il Paradiso che Gis ci ha portato è sceso soavemente nel mio cuore e ha penetrato il mio essere. Ho visto i disegni di Dio con una luce nuova ai quali ho sempre creduto. Una cosa mi ha fatto contento che noi della prima generazione dobbiamo vivere per i gen. Ti confesso, Chiara, son già parecchi anni che sentivo dentro l'anima questa cosa. Adesso che chiaramente me l'hai confermata mi è sembrato come un sigillo. Se questa è la tua passione penso che un poco sia pure la mia. Grazie Chiara con tutta l'anima".

Chiediamo alla Madonna, a Chiara e a tutti i Mariapoliti che lo accolgano in Paradiso. Pensiamo che tra le sue braccia porta quel pezzo d'Opera che tanto ha amato e dove ha voluto rimanere per sempre. Sarà sepolto nel cimitero della Cittadella dove già aveva scelto il posto: accanto a Vittorio perché anche lui si sentiva - ed è così - un fondatore dell'Opera in Argentina.

In Maria, unitissima,

Emmaus

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