Egeo Marsilii - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Egeo Marsilii









11 novembre 2019
Rocca di Papa, 20 novembre 2019
Carissimi e carissime,

Egeo Marsilii, focolarino sposato di Pescara, ha raggiunto la Mariapoli Celeste l’11 novembre, all’età di 83 anni. Ha conosciuto l’Ideale insieme a suo fratello Gabriele, focolarino di Loppiano partito per il Cielo lo scorso luglio.

A metà degli anni ‘50, nell’officina di Egeo si presenta uno dei focolarini giunti da poco a Pescara. Prima di esporgli il lavoretto di cui aveva bisogno, gli chiede come stava. Egeo risponde: "Va male, qui ci vorrebbe una rivoluzione". Lo strano cliente di rimando: "Lo sai che si sta già facendo?". “Ma come, senza di me – esclama stupito - senza dirmi niente?”. "Chi sono questi? Li posso conoscere?" e esce immediatamente per andare a incontrare quei presunti sovversivi.

In focolare scopre la rivoluzione d’amore fondata sul Vangelo. Così scrive: “Avevo pensato a Fidel Castro e mi presentano Cristo, che era uno sconosciuto per me”. Poco dopo nella sua officina comincia a ritrovarsi un gruppetto di giovani per approfondire la Parola di Vita. Egeo è il primo a raccontare esperienze. Diversi di questi giovani seguiranno la vocazione al focolare ed ora sono sparsi in varie parti del mondo.

Tra i messaggi di alcuni di loro pervenuti in questi giorni, riportiamo il seguente: “Con il suo carattere deciso e i modi un po' bruschi, è stato capace di essere per tanti di noi, suoi figli spirituali, la carta vetrata che toglie le scorie dell'anima. Ci ritroveremo e scopriremo di non esserci … mai separati”.

Egeo scrive a Chiara nel 1963, mandandole le foto di suoi lavori in ferro: “Faccio il fabbro ed anche qualche lavoretto a carattere artistico… Finora non riuscivo a scriverti perché avevo troppe cose da dirti, ma ora penso che basti dirti: ‘mamma’. In questa parola c’è tutto, c’è il tuo Ideale che mi ha generato alla vita, poiché prima ero uno di quei morti che camminano di cui parla spesso Foco”.

Con Maria, sua moglie, forma una bella famiglia di 7 figli. Negli anni ‘70 avvia un’azienda di produzione nel settore metalmeccanico. Nonostante gli impegni di lavoro continua a donarsi e a diffondere l’Ideale soprattutto nella sua città, accompagnando giovani e famiglie da vero apostolo.

Era un uomo assetato di Dio, come risulta dai brevi commenti che annota dopo il passaparola di ogni giornata:  “Quanta strada da percorrere! Avrò il tempo necessario per farla? Voglio iniziare seriamente” - “Siamo dei poveracci e Chiara, che conosce bene l’umanità, ci ricorda che il Signore accetta quel poco o niente che possiamo dare con sincerità” “Dovremmo abituarci da subito, appena scoperto Dio, che noi siamo niente, sin dalla nascita” - “Cosa importa tutto ciò che la vita ci riserva in confronto di quello che Gesù ha pagato per averci con Lui?”.

In un momento di dolore confida a Chiara: “Mi sento vicinissimo a Gesù, abito con lui (dall’altra parte della croce), e da Lui mi separa solo un po’ di legno … Gesù abitò la Croce da solo, io ho in più la sua presenza dietro le mie spalle. In questo buio posso sperimentare la bellezza del dolore che patì Lui per tutti noi, ed anche per me solo”.

La scorsa estate Egeo subisce un intervento chirurgico; ha un lungo periodo di riabilitazione e, al subentrare di una complicazione, ci lascia improvvisamente. Durante la malattia non voleva perdere di ricevere ogni giorno la comunione. Anche in ospedale, quando per vari motivi il cappellano non poteva andare, Egeo pregava i focolarini di portargli l’Eucaristia. Così è stato anche l'ultimo giorno della sua vita. Ricevuto Gesù, è rimasto qualche momento in silenzio per un colloquio con Lui. Dopo poche ore, quando nessuno se lo aspettava e forse neanche Egeo, è andato a incontrarLo personalmente per non lasciarlo mai più.

Con riconoscenza per la fedeltà al carisma, offriamo suffragi per lui e chiediamo consolazione per la sua famiglia.  

In unità,
Emmaus
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