Egidio Clementi - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Egidio Clementi

2013


Egidio Clementi

18 maggio 1926 - Trieste, 28 giugno 2013

Unità e Fuoco (da Chiara)

3 luglio 2013


Carissimi e carissime,

venerdì 28 giugno,
Egidio Clementi, focolarino sposato di Trieste, è partito per la Mariapoli Celeste. Aveva accanto a sé i
popi sposati della sua città e Giorgio, che da ragazzo era stato accolto con tanto amore in affido nella sua famiglia. Ha lasciato il ricordo di una vita intessuta dall’Ideale, percorrendo tutte le tappe della
Via Mariae fino alla Desolata e al “tutto è compiuto” finale.

Era nato nel 1926 e, dopo aver studiato medicina a Firenze, si era trasferito a Trieste dove viveva con sua moglie Romana. Proprio lì ha conosciuto l’Ideale nel 1956 da Ginetta Calliari e Piero Pasolini.
“L’Ideale mi ha cambiato anche fisicamente, oltre che nell’anima”, scriveva a Chiara. Da quel momento il focolare con Gesù in mezzo diventerà la perla preziosa per la quale sarà disposto a vendere ogni cosa. Dovendo partecipare a concorsi pubblici per la sua professione, sceglieva le città d’Italia dove c’era un focolare per poter stare con i focolarini.

Nel 1965 ha chiesto una Parola di Vita:
“per correre spedito, senza pensare a tante cose … come un bambino segue sicuro sua mamma che gli ha dato la vita” e Chiara di suo pugno gli risponde: “Ti piace il binomio, datoci dal Santo Padre come una consegna, ‘Unità e Fuoco’?”. E nel 1985 Eli gli scrive:“Chiara è proprio contenta di darti come nome nuovo ‘Focherello’ e ti affida particolarmente a Foco, perché ti aiuti ad essere un ‘focherello’ sempre acceso, che diffonde luce e calore!”. Così ha fatto Egidio: innumerevoli le persone che hanno trovato o ritrovato Dio grazie alla sua testimonianza e alla sua parola. Infatti lui sapeva ascoltare, ma anche parlare al momento opportuno. Era un ottimo comunicatore: arguto, gioviale, dotato di un sano humor tutto toscano, sapeva trarre dalle sue innumerevoli esperienze proprio quelle perle capaci di toccare il cuore di ogni tipo di persone, sia in ambito religioso che in quello laico. Ha dato l’Ideale a tanti, seguendoli poi con un amore costante e contribuendo alla nascita delle comunità di Trieste e delle città vicine.

Un capitolo speciale della sua vita è il prezioso servizio per l’Opera e per la Chiesa nella Ex-Jugoslavia ai tempi del comunismo quando Egidio, insieme alla moglie, si prestava a mantenere i rapporti e a portare da una parte all’altra del confine testi e documenti, anche con grave rischio personale.

Medico pediatra affermato, si è messo al servizio con amore, intelligenza e dedizione dei bambini che aveva in cura e delle loro famiglie, portandoli a credere all’amore di Dio anche nei casi più disperati.

Non sono mancati momenti difficili che lo hanno affinato, facendogli cogliere più profondamente il lavoro di Dio in lui. Scriveva a Chiara dopo un raduno al Centro: “
Alla comunione, rinnovando il Patto con te, vorrei chiedere la grazia di essere capace ogni giorno di più di raccogliere nel mio cuore quel grido immenso di Gesù Abbandonato. Chiedilo per me anche tu, Chiara. Che io non senta altra voce, che io non abbia altro desiderio, che io non ascolti altra musica, che io non ami nessun altro. Solo Lui Abbandonato, l’Unico che può saziare il mio desiderio d’amore”.

Dopo la morte del papà, che lui ha assistito fino alla fine in una continua offerta di questo dolore, nel 1999 è partita per il Paradiso anche sua moglie Romana, con la quale aveva condiviso il nascere di Famiglie Nuove già nel ’67. Negli anni successivi la salute di Egidio è andata peggiorando: è stato il momento dell’inverno per il suo albero così ricco di frutti, anni vissuti con grande dignità ma più nel silenzio. L’amore delle famiglie focolare e della Comunità ha creato pian piano attorno a lui una costante presenza di Gesù in mezzo, che lo ha aiutato a rinascere spiritualmente e gli ha fatto ritornare il tanto amore seminato. Ha ritrovato così la serenità e il sorriso. In questa atmosfera è poi partito per il Cielo.

Preghiamo per Egidio e per tutti quelli che egli ha amato.

Nel Risorto, unitissima,

Emmaus

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