Enrico Cestra - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Enrico Cestra

2013


Enrico Cestra

28 maggio 1949 - Mar. Romana, 26 dicembre 2013

Egli ci ha prescelti in Lui
prima della creazione del mondo (Ef 1,4)


Rocca di Papa, 26 dicembre 2013

Carissimi e carissime,

Enrico Cestra
, focolarino della Mariapoli Romana è partito per il Paradiso questa mattina a 64 anni per una grave malattia scoperta nel settembre scorso.

Enrico ha trascorso gli anni dell’adolescenza in collegio. Ed essendo orfano di padre, sentiva molto la responsabilità della famiglia composta, oltre alla mamma, da un fratello e due sorelle più piccole di lui.

Conosciuto il Movimento nell’agosto 1968 nella Mariapoli di Grottaferrata, inizia a vivere l’Ideale con altri giovani di Frosinone. Ben presto sente la vocazione al focolare, ma vede l’andata a Loppiano difficile per la situazione familiare che resta precaria. Ne fa cenno a Chiara che gli risponde: “… non vedere difficoltà nel fatto che non puoi andare subito a Loppiano. Quando sarà l’ora, Gesù rimuoverà gli ostacoli, ma intanto Lui stesso ti forma alla sua scuola, chiedendoti di vivere bene la sua volontà nell’attimo presente. La Parola di Vita pensata per te è questa: “Egli ci ha prescelti in Lui, prima della fondazione del mondo
” (Ef 1,4).

E l’ora infatti arriva. Loppiano, Palermo, Torino, Cuneo, Santiago del Cile, Bari, e ultimamente la Mariapoli Romana: sono state le tappe che hanno segnato i suoi 40 anni di focolare, vissuti con la generosità di chi è pronto a seguire Gesù dovunque. Scrive ad Hans: “Se ti trovi in difficoltà e non sai chi mandare in un determinato posto, sai che io ci sono sempre. La lingua dell’amore penso di conoscerla, le altre si imparano…”.

Nella Pasqua 1974 scrive a Chiara: “... sento molto forte di consacrarmi a Dio per tutta la vita, dare a Lui tutto me stesso e che sia Gesù Abbandonato l’unico sposo della mia anima
”. E nel ’75 da Loppiano: “Dopo quello che ci hai detto, sento un desiderio rinnovato di mettere Gesù in mezzo con ognuno per costruire ‘piccole chiese vive’”.

In partenza per il Cile conferma al Centro dei focolarini: “Sono felice di partire...farò di tutto perché in focolare ci sia sempre Gesù in mezzo. Parto con questo nel cuore”.

Il suo rapporto con Dio è sempre profondo.

Nel dicembre ’81 confida a Chiara: “… Sento tanto di donarti qualche cosa di bello, ma non ho nulla. Prendi come dono questo mio nulla. Ti prometto di esserti fedele fino alla fine”. E ancora il 15 agosto ‘99: “...cercherò di amare con sempre più intensità Gesù Abbandonato per essere, come tu ci hai detto, padre e madre di anime
”.

In un’altra lettera leggiamo:“Provo un grande amore per Maria, le chiedo tante cose, le dico di darmi un po’ dei suoi dolori perché sento di voler portare con Lei i dolori dell’umanità
”.

Nel settembre scorso, presagendo l’aggravarsi della malattia, mi scrive: “Parlando con Gesù gli dicevo: se vuoi che venga in paradiso con te, ne sono felice, basta che mi fai santo, e questo mi ha dato tanta serenità; gli ho detto che il mio funerale deve essere un giorno di festa perché vado dallo sposo dell’anima mia
…”. Così ho potuto assicurargli che il suo era davvero un Santo Viaggio e che lo si vedeva dai frutti.

Le ultime settimane sono state una vera “impennata”, dicono i focolarini. Viveva con grande serenità, con l’anima libera e aperta ai doni di Dio, cercando di dare gioia a chi gli si avvicinava. Prima di perdere coscienza, ripeteva spesso: “L’amore dei fratelli e Gesù Abbandonato…sono la mia forza
”.

Grati per il dono d’amore che Enrico è stato con la sua vita, preghiamo per lui e per i suoi familiari. E restiamo uniti, nella gioia della sua nascita al Cielo.


Emmaus

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