Enrique Quique Gonzalez - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Enrique Quique Gonzalez

2017


Enrique Quique Gonzàlez



"Là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore!" (Mt 6,21)



4 agosto 1941  -  Argentina, 22 luglio 2017
Cadine, 2 agosto 2017
Carissimi e carissime,

sabato 22 luglio, dopo un lunga degenza in ospedale, è partito per la Mariapoli Celeste Enrique Jorge González (Quique), uno dei primi focolarini sposati dell’Argentina. Aveva in grande considerazione la chiamata al focolare, pur con in cuore la sensazione di non meritarla. L'umiltà, la fedeltà, l’esigenza di autenticità, il ricominciare sempre gli hanno permesso di vivere bene la sua vocazione con una grande passione per l'unità.

Nato nel 1941 a Buenos Aires, a 19 anni ha incontrato l’Ideale, proprio quando i focolarini arrivavano in quelle terre. Quique lavorava come tecnico in un’impresa di costruzioni e militava nella Legione di Maria, insieme alla fidanzata Reina Victoria (Pochi). “Ho conosciuto alcuni italiani che parlano del Vangelo, di Dio, li vuoi conoscere?” gli chiese un amico mentre stavano prendendo un caffè in un bar. Alcuni giorni dopo Quique si é incontrato con Dante Orlandi ed è rimasto affascinato dal carisma.
Essendo il rapporto tra Quique e Reina Victoria fortemente radicato in Dio, si sono domandati se la loro vocazione fosse al focolare o al matrimonio e per questo hanno deciso di fare una pausa al loro fidanzamento. Quando fu chiaro che erano chiamati a formare una famiglia, un anno dopo si sono sposati. Vittorio Sabbione, che aveva celebrato le loro nozze, in seguito invitò Quique ad un incontro di vari giorni. Lui tornò raggiante e parlando con la moglie per comunicarle che voleva essere un focolarino, le disse: “Ti ricordi che ci siamo promessi di essere santi?”. La loro è stata una famiglia aperta, con 6 figli e 12 nipoti, che ha trasmesso l’Ideale a tante altre famiglie. Durante la preparazione del Family-Fest del 1981, sapendo che una coppia non aveva tutto il denaro per viaggiare in Italia, Quique e Reina Victoria hanno subito messo in comune le loro fedi d’oro.

Nel 1984 fu diagnosticato a Quique un tumore al cervello. Tutta la comunità ha vissuto quei momenti all’unisono con la famiglia González. Nel Collegamento CH di quei giorni, prima del ricovero, Chiara l’ha potuto salutare dicendogli: “Vedrai che tutto andrà bene!”. Sono state quelle parole a dargli serenità, coraggio e una rinnovata fede in Dio Padre. In seguito all’operazione si sono manifestati problemi nell’uso della parola e nella mobilità. Per lui, sempre molto attivo, è stata una grande sofferenza ma ugualmente è riuscito a portare avanti la sua malattia in modo ammirevole.

Nel 1986 scrive a Chiara. “Si compie un anno dalla mia operazione. E’ stato un anno molto intenso, pieno di chiari e scuri, di luci e ombre. Ed è proprio questa combinazione di gioie e dolori che mi fa crescere nell’amore verso Dio e il prossimo. Il Venerdì Santo ho trascorso una giornata molto dura, ma ricordo che è stato bello perché ho avuto l’impressione che dall’ospedale, dal mio lettino, potevo celebrare la mia Messa”.

Invitato a partecipare alla commemorazione della “Notte dei Cristalli” nel 1995, ebbe modo di conoscere due rabbini. E’ stata la nascita della sua passione per il Dialogo interreligioso, che ha seguito come responsabile nella zona di Buenos Aires per parecchi anni. Quando un amico ebreo ricevette un ramo di ulivo dalla Terra Santa, Quique gli propose di piantarlo nella Mariapoli Lia. Da allora si sono susseguite le “Giornate della pace” a O’Higgins che hanno segnato la crescita della fraternità ebraico-cristiana del Movimento in Argentina.

Negli ultimi 15 anni di vita c’è stato un progressivo deterioramento delle sue condizioni di salute e Quique è andato perdendo poco a poco la sua autonomia. Tuttavia ha mantenuto sempre lucidità e attenzione verso gli altri, oltre a un grande amore per il focolare e per tutta l’Opera. I giorni dell’incontro e del ritiro erano sacri per lui e non mancava quasi mai all’appuntamento.
Il funerale è stato una testimonianza dell’affetto che la comunità ha sempre avuto verso di lui. La famiglia ha chiesto che la camera ardente fosse nel focolare per sottolineare che quella era la sua casa.

“Là dov’è il tuo tesoro, starà anche il tuo cuore!” (Mt 6,21) è la Parola di Vita che Chiara gli ha dato ed ora pensiamo che Quique ha raggiunto il suo tesoro. Con gratitudine per la sua vita, preghiamo per lui e affidiamo alla Madonna tutti i suoi cari.
Emmaus
Torna ai contenuti