Francesco Mercati - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Francesco Mercati

2016


Francesco Mercati


"Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto" (Gv 15,5)



15 novembre 1926  -  Bologna, 17 maggio 2016
Mariapoli Piero, 20 maggio 2016
Carissimi e carissime,

il 17 maggio scorso, dopo una lunga malattia, Francesco Mercati, focolarino sposato di Forlimpopoli (Italia), è partito per il Cielo. E’ stato una colonna, una presenza mariana e luminosa per tutta l’Opera in Emilia Romagna.

Dal Kenya, dove mi trovo attualmente, vi invio il profilo che è stato letto al suo funerale, preparato dai focolarini di Bologna.

Offriamo suffragi per Francesco e chiediamo conforto per i suoi familiari.

Con la certezza che i nostri Mariapoliti Celesti ci seguono da Lassù e ci aiutano a vivere e a lavorare per l’Ut Omnes, vi sono unita nel Patto.
Emmaus

Francesco Mercati nasce a Sansepolcro (Arezzo) nel 1926. Suo padre muore quando lui ha un anno e mezzo. Rimasto solo con la mamma Maddalena, donna di fede viva, a 10 anni va in un collegio dove può continuare a studiare.
La guerra lo colpisce duramente: vede tanti amici morire e vive nei disagi, compresa la fame. In quegli anni va in crisi di fede e si allontana dalla Chiesa; la ritiene quasi estranea ai drammi che la società sta vivendo. Si professa ateo e viene conquistato dal comunismo, nel quale trova un ideale di vita che lo coinvolge e vi si impegna con radicalità.
Si laurea in veterinaria e con la mamma si trasferisce in Romagna, dove inizia a lavorare ed è molto apprezzato e stimato nella sua professione.
La sua vita è intensa, piena di impegni e di gratificazioni, ma nello stesso momento in lui si fa sempre più presente un vuoto interiore.
Conosce Mercedes, una giovane dell’Azione Cattolica, sensibile e intelligente. Francesco la invita a Mosca per il convegno mondiale dei giovani comunisti, ma lei rifiuta. E un giorno, pur sapendo che Francesco si professa ateo, Mercedes gli regala un libro di meditazioni di Thomas Merton. Francesco lo legge e scopre un cristianesimo che non conosceva. E’ un momento di crisi; crollano gli ideali per cui ha vissuto. Nel dolore, tra le lacrime, nasce una invocazione: “Dio, se ci sei aiutami!”. Ritrova la fede e la pace interiore, ritornando alla preghiera, alla Chiesa e ai sacramenti.
Francesco e Mercedes si sposano nel 1959 e nasce Annamaria. Insieme decidono di accogliere nella loro famiglia dei ragazzi in difficoltà: adottano Fabio e prendono in affidamento altri quattro minori. Uno di questi proveniva da una situazione molto difficile, da cui è venuto fuori ed oggi dirige una struttura che assiste persone in difficoltà.
Nel 1966 Francesco conosce un focolarino che girava la Romagna come rappresentante della Casa Editrice Città Nuova. Ne rimane colpito perché vede realizzato in lui quello che cercava: la radicale donazione a Dio, insieme alla normalità di una vita semplice.
Partecipa in seguito alla Mariapoli di Roma e lì trova la comunità cristiana che sognava e, insieme a Mercedes, inizia il nuovo cammino Ideale.
Nel ’97 scrive a Chiara: “Quando nel 1945, ebbri di verità e conquista, marciando con i partigiani cantavo la canzone dell’Armata Rossa che inneggiava alla riscossa dell’umanità, nello stesso tempo Dio suscitava con lo stesso fine un gruppetto di vergini. Quando ho incontrato l’Ideale queste due esperienze si sono unite: un sogno svanito e una realtà viva si sono incontrate. E’ stata un’immensa sorpresa: la prova che Dio c’è”.
Con Mercedes vanno a Loppiano per un periodo nel 1977 e, non potendo realizzare il desiderio di trasferirsi lì per mettersi al servizio del Movimento, si impegnano a vivere da testimoni del Vangelo in Romagna.
Francesco è particolarmente sensibile al dialogo con persone di convinzioni non religiose; diverse volte si reca a Mosca, dove vive in focolare e impara il russo. Nel 1984 scrive: “Parto con Gesù Abbandonato per amarLo in tutti quelli che sono già nel Suo cuore”.
Nello sguardo limpido di Francesco si coglie la profondità della sua anima. E’ il bambino evangelico che quasi non vede le difficoltà e sa sempre ricominciare.
Non mancano però i momenti di prova che lo accompagnano nel suo cammino. Scrive: “Ora tutti i fallimenti, tutta la mia miseria, non mi spaventano: è Gesù Abbandonato! … il nulla solo mi dà certezza, è il punto di appoggio che cercavo. Partirò dal mio nulla, che è piedistallo adeguato da offrire al Tutto che vuole vivere in me”.
Una sua caratteristica è l’umiltà: non lo si è mai sentito esprimere un giudizio negativo su qualcuno.
La Parola di Vita che Chiara gli ha dato è: “Chi rimane in me e io in lui, questi porta molto frutto” (Gv.15,5).
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