Franco Tarantino - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Franco Tarantino

2019

Franco Tarantino





"Il Signore fa meraviglie per chi gli è fedele" (Sal 4,4)






11 marzo 1961 -  Italia, 20 giugno 2019
1 luglio 2019
Carissimi e carissime,

Franco Tarantino, focolarino italiano, ha raggiunto la Mariapoli Celeste il 20 giugno colpito da infarto.

Nasce a Genova nel 1961, tanto desiderato e atteso da papà Sabino e mamma Lina. Alcuni problemi di salute lo portano a trascorrere dei periodi in ospedale, impedendogli di frequentare i ragazzi della sua età. In seguito la positiva esperienza scolastica all’Istituto Emiliani di Nervi gli apre nuovi orizzonti. Il professore di lettere lo invita ad un grande incontro di giovani del Movimento dei Focolari. Franco lascia il suo indirizzo e un giorno del 1980 uno di questi giovani, Alberto Michelotti, oggi servo di Dio, suona alla sua porta e gli parla di Dio Amore e dell’Ideale dell’unità. L’amicizia con i gen continua e diventa parte di un’avventura che lo libera da paure ed incertezze e lo lancia a vivere e a testimoniare attorno a sé la vita del Vangelo.  
Col tempo Franco approfondisce la sua scelta di Gesù abbandonato e nel 1984 scrive a Chiara: “Gesù abbandonato: mi sento suo, totalmente suo, sento che sono pronto a tutto, voglio essere una fiamma che arde nel mondo per Lui”.

Nel 1985 parte per Loppiano con il desiderio di donare la sua vita a Dio. Confida al responsabile della Scuola: “Mi accorgo che l’esperienza che sto vivendo ha un’incidenza profonda in me. Una consapevolezza maggiore che tutto ciò che mi accade e mi sta attorno è amore, amore di Dio. E tutto quello che faccio assume un altro valore, nulla mi è insignificante se è fatto per amore. Sono più consapevole che tutto concorre alla costruzione del Regno di Dio”.

Riceve da Chiara la Parola di Vita: “Il Signore fa meraviglie per chi gli è fedele” (Sal 4,4) e il nome nuovo “Delmo=fedelissimo”.

Terminata la formazione è in focolare a Catania e poi a Genova. Il “ricominciare” diventa il suo stile di vita dando un vero contributo a Gesù in mezzo. E’ di quel periodo una sua lettera a Chiara: “Ho avvertito una responsabilità tutta nuova della mia vocazione, vocazione all’unità. Nel riconsacrarmi a Maria le ho chiesto di usare la mia vita come moneta nel costruire la Sua Opera”.

Nel 2004 accoglie con gioia il trasferimento in Argentina, ad O’Higgins, nella Cittadella Lia. Poco dopo scrive al responsabile dei focolarini: “Partendo dall'Italia, nell'affidarmi a Maria, mi ero riproposto (…) di fare un’esperienza di unità e di famiglia. Mi sono reso conto che nell'aprirmi (…) senza aspettarmi nulla, ero io per primo a costruire la famiglia e l'unità. Questo mi ha fatto sentire da subito parte integrante e costruttore dell'Opera nella Mariapoli Lia, dandomi una libertà nuova nel fare cose che solo pochi mesi prima credevo irrealizzabili”.

Sono anni belli, di intenso lavoro nella contabilità della Cittadella e di apostolato fecondo con i giovani, caratterizzati da vivacità, nuovi contatti e rapporti solidi, che dicono quanto Franco sa donare la luce dell’Ideale attorno a sé. Rientra in Italia nel 2007 nel focolare di Torino e ritorna poi a Genova nel 2012.

Qui lavora come ragioniere e più recentemente nel magazzino dell’Associazione Città Fraterna. Da grande organizzatore e tessitore di rapporti quale è, si impegna nella distribuzione di pacchi viveri a un centinaio di famiglie di disoccupati della città. Si prodiga a procurare i generi alimentari e con gli altri volontari va a caricare il camion delle scorte. Sempre schietto, trasparente e generoso, sa spogliarsi del suo per sovvenire ai bisogni degli altri. In focolare è sempre pronto a svolgere servizi e commissioni, oltre che a partecipare a tutte le attività della comunità.

Preghiamo per Franco, pensandolo accolto dalla Madonna come moneta preziosa nella costruzione dell’Opera.

In  unità,
Emmaus
Torna ai contenuti