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Mariapoli Celeste - i focolarini
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Fredi Assouad


"Rivestitevi, dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza" (Col 3,12)




7 novembre 2020
Rocca di Papa, 16 novembre 2020
Carissime e carissimi,

il 6 novembre, all’età di 64 anni, è partito per il cielo Frédéric (Fredi) Assouad, focolarino sposato del focolare di Melbourne.

Quando aveva 17 anni incontra l’Ideale in Libano e comincia la sua avventura come gen, facendo forti esperienze, come racconta qualche anno dopo a Chiara parlandole di un incontro appena terminato: “É stato un momento molto forte: una nota di gioia, di armonia e di amore in un mondo di violenza, di odio e di disordine. Grazie Chiara con tutto il cuore. (…) Come sai, il Libano vive un momento critico ed io lo affido a Maria, Regina del Libano.  Sono tre anni che conosco il Movimento e sento che Gesù mi prende sempre di più. Alle volte ne ho paura ma non voglio e non posso tirarmi indietro perché Lui ha detto: Nel mondo avrete da soffrire, ma coraggio, io ho vinto il mondo”.  

Nel 1980 si sposa con Carol e, poco dopo, tutti e due sentono di essere chiamati ad entrare in focolare come focolarini sposati.  

Credendo che con Dio tutte le cose sono possibili, con i loro tre figli nel 1987 rispondono alla richiesta di migrare in Tasmania (Australia) per essere a servizio del Movimento: "Sto vivendo una bella esperienza di trasferimento – scrive a Chiara - Questa esperienza mi spinge a vivere molto più intensamente il momento presente e mi dà tanta libertà e più perseveranza in tutte le cose che faccio, comprese le mie preghiere quotidiane'. Risponde Chiara a lui e Carol: “Partite felici! É meraviglioso il compito che vi siete assunti!  Andate per amare solo Gesù Abbandonato in una terra sconosciuta… Portate il Risorto in voi e fra voi e donatelo a quanti dovrete servire”.

Nel 1993, con la stessa generosità ripetono il loro sì e si traferiscono nella Mariapoli Marilen, presso Melbourne dove danno per anni un grande contributo alla costruzione della nascente cittadella.  Pur dicendosi poco portato ad organizzare incontri o a parlare, Fredi non perde mai l'occasione di testimoniare la vita del Carisma e sono tante le coppie che lo ricordano con gratitudine.

Forte la sua testimonianza nel periodo difficile della sua malattia: “Attraverso il suo dolore – testimoniano i popi - Fredi ci ha uniti tutti. Alla nostra Messa via zoom segnalava sempre la sua adesione con il suo pollice in su”. Uno dei popi a vita comune ha potuto aiutare Carol ad assistere Fredi negli ultimi 7 mesi. Toccante la fedeltà a Gesù Abbandonato, sottolineata dal desiderio di Fredi che venisse appeso un crocifisso sul muro proprio davanti al letto in modo da poterlo vedere fin dal momento del risveglio. “Per tutto questo tempo – sottolineano ancora i popi - Fredi non ha mai smesso di trovare il modo per farci capire che stava offrendo e quindi trasformando tutte le sue sofferenze per ognuno di noi e per il bene che il Movimento poteva donare al mondo”.

Concludendo questa sintetica condivisione sul santo viaggio di Fredi, si può dire che ha certamente realizzato il significato legato al suo nome (che Chiara aveva indicato nella “freschezza dell’Ideale”) a che ha reso visibile la frase della Scrittura anche ricevuta da lei già nei primi anni del suo percorso: “Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza” (Col 3,12).

Con la certezza che Fredi continuerà ad aiutarci a costruire un mondo unito, preghiamo per lui e con lui ci impegniamo per l’ut omnes,
Flavio
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