Fritz Peier - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Fritz Peier

2009

Fritz Peier

Svizzera

16 febbraio 1925 - 12 febbraio 2009

Io sono venuto non per abolire, ma per completare (Mt 5,17)



Baar,12 febbraio 2009


Il 12 febbraio il Pastore Fritz Peier, primo focolarino sposato riformato, è partito a 84 anni, serenamente, per la Mariapoli Celeste. Il suo nome nuovo è: “Docile = uno che ascolta sempre lo Spirito Santo per fare la volontà di Dio”.

Nel 1964 Fritz e sua moglie Anneli, anche lei focolarina, sentono parlare per la prima volta del Movimento dei Focolari e restano molto toccati dalla parola di Dio trasformata in vita. Nel 1968 ricevono l’invito a partecipare ad un incontro ecumenico a Rocca di Papa con cristiani luterani; è per loro una folgorazione che descrivono più tardi così: “Ci troviamo in sala dove ascoltiamo, direttamente da Chiara, l’avventura straordinaria degli inizi del Movimento. Quell’incontro rimarrà per sempre inciso nei nostri cuori. Alcuni pensieri non ci risultano nuovi e ci chiediamo se Chiara non avesse studiato teologia riformata. Quella notte non riusciamo a dormire. Rileggiamo nel Vangelo tutte le frasi di Gesù che (Chiara) aveva citato. Era come se una nuova luce illuminasse la nostra esistenza e ci sembrava che le nostre anime da sempre avessero atteso quel momento.”

Aderiscono all’Ideale senza riserve con tutta la famiglia: dei loro 6 figli, oggi Vroni (Janua) e Werner sono in focolare, Hannes è un volontario. Con una fedeltà “contagiosa” Fritz ha testimoniato l’Ideale soprattutto nella Chiesa riformata. Lui e sua moglie Anneli sono i pionieri dell’ecumenismo del Movimento in Svizzera.

Nel 1968 Fritz trova una sintonia ed un rapporto profondo con Igino Giordani (Foco, il primo focolarino sposato cattolico), nel quale vede il suo “maestro di vita”. Manteneva i rapporti con la massima cura. Ogni mese, fino alla fine, spediva più di 100 Parole di Vita, accompagnate da una letterina o da un bigliettino.

Fedele a Gesù Abbandonato, anche negli ultimi anni ha saputo accoglierLo ed amarLo nella malattia e in ogni difficoltà.

La sera del 9 febbraio quando i popi del suo focolare sono andati a visitarlo in ospedale ha detto: “Non smettete di essere una famiglia! L’incontro con ‘l’Amico’ deve essere comunitario.”.

Nella certezza del suo incontro ora con Chiara e tutti i nostri in Paradiso, preghiamo per lui e per tutta la sua famiglia.

Uniti nel Risorto,

                            Emmaus

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