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Georges Mani

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Georges Mani (Primizia)


Non voi avete scelto me,
ma io ho scelto voi.


4 dicembre 2001


Una zia capo tribù, non avendo figli, pensava che lui avrebbe preso il suo posto e per questo all'età di 20 anni lo mandò in Francia per studiare.

Arrivato in Francia le cose non furono come credevo, lo studio andava bene ma quando gli amici scoprirono che io andavo a Messa, cominciarono a prendermi in giro, dicendomi che la religione non è per i giovani, la religione è per i vecchi, che Dio non esiste, che era un'invenzione dei preti. Mi regalarono un libro dal titolo: Dio non esiste, Dio è morto.
Per me fu molto doloroso perché quello che fino allora avevo fatto era basato su di Lui. Mi si apriva il vuoto sotto i piedi. Che senso aveva studiare? Che senso avevano i sacrifici? Ero nel buio totale. Che senso aveva la vita stessa?
Fu durante quel periodo che un sacerdote che mi conosceva, mi invitò ad una cena a casa sua. Lì ho incontrato dei giovani che irradiavano gioia, avevano uno sguardo limpido e sereno…

(3.10.1966 a Chiara) Quando ho fatto la mia prima comunione ho domandato a Cristo di prendermi al suo servizio. (…) In Mariapoli ho scoperto il Movimento in tutta la sua bellezza ed ho scoperto la mia vocazione. E' sempre davanti a me la frase "La messe è molta ma gli operai sono pochi". Chiedo alla Santa Vergine le grazie necessarie per perseverare con fedeltà in questa vita d'unità.

A Loppiano nel 1967 Chiara, conoscendolo, gli conferma la vocazione e gli dà il nome "Primizia", come la primizia a Dio della terra d'Africa nell'Opera di Maria.

(28.11.1968 a Chiara) Sono andato in cappellina per ringraziare Gesù e la Madonna di questo dono grande che è l'Ideale e spontaneamente mi è venuta questa richiesta alla Madonna,  di avere:
un cuore puro e trasparente come una fonte,
un cuore contento di dare,
tenero alla compassione,
un cuore fedele e generoso che non dimentica nessun bene e non tiene conto di nessun male,
un cuore dolce e umile che ama senza chiedere nulla,
un cuore che arde e brucia
e sia ferito dall'amore di Cristo
e che questa piaga sia guarita solo in cielo.

(5.2.1969 a Chiara) Conoscevo l'Africa ma  con gli occhi miei… Tu mi hai fatto vedere il Camerun come lo vede Dio. (…) Grazie di avermi dato un Camerun nuovo, grazie di aver trovato il disegno di Dio del Camerun per l'Africa e per tutta l'Opera. Cercherò di essere la realizzazione viva di quello che ci hai detto degli Africani, per dare gloria a te che ci hai dato l'Ideale e per dare gloria a Dio per questa sua predilezione sull'Africa.

(15.3.1971) Da quasi due mesi sono in focolare a Firenze. (…) Credo che solo adesso dopo 4 anni di Loppiano comincio a capire che la Madonna mi ha veramente chiamato per questa via. Grazie Gesù di avermi amato, grazie Maria di avermi aiutato nonostante le mie infedeltà, la mia incorrispondenza alla grazia. Una cosa mi aiuta: che Dio dimentica il passato e così ho sempre la forza di ricominciare.

Dal 1971 al 1984 torna in Africa.


(19.2.1972)
Gesù dammi la grazia di morire momento per momento, attimo per attimo per essere solo volontà tua, è molto difficile però c'è la Madonna che è una grande maestra e Lei mi darà la mano per non essere mai superbo. Lei che ha saputo nascondersi, Lei che non ha mai parlato, però nessuno è più santo, nessuno ha mai avuto l'unione con Dio quanto Lei. E' questo che chiedevo alla Messa stasera.

(28.11.1976 a Chiara) Voglio raccontarti la mia esperienza dopo l'aggiornamento che Marilen e Lucio ci hanno fatto al loro ritorno da Roma. Qualche settimana prima del loro arrivo avevo l'impressione di avere sbagliato tutto, che fino allora non avevo mai fatto niente di bello, e non capivo perché tu mi avevi dato il nome Primizia, non riuscivo più a donare l'Ideale ai gen.
Ed è stato a questo punto che i temi sull'eucaristia sono arrivati. Avvenne in me una vera e propria conversione, scoprivo l'Ideale per la prima volta in tutta la sua bellezza. Capii che il mio corpo era sacro, che dovevo curarlo bene perché Cristo mi stava trasformando in Lui. Fu per me una gioia immensa. Sparirono tutti i problemi, tutto intorno a me si trasformava: la natura, i canti degli uccelli. Fu veramente un paradiso. Mi ricordo che guardando Marilen e Lucio che parlavano, non riuscivo a vedere loro, invece c'eri tu, Chiara con noi.

(30.9.1985 a Fede Giorgio Marchetti)   Voglio ringraziare il centro dell'opportunità che mi è stata data di stare a Loppiano per un anno. E' stata una esperienza bella che tra l'altro mi ha aiutato a dare una risposta ad alcune domande che mi ponevo. Anche se è vero che non ho nessun dubbio per la mia vocazione, sentivo che il Signore mi chiedeva di fare un passo e per me era difficile accettarlo.
Infatti a Loppiano ho capito che Gesù Abbandonato doveva essere il tutto della mia vita. Quando si era presentato in vari modi nel periodo in cui ero in zona, certe volte ho detto  di sì e certe volte mi sembrava che era troppo, e così non vedevo più chiaro. Anche il fisico ne aveva risentito un po' ed è per questo che avevo chiesto di venire a Loppiano. E veramente è stato come tuffarmi in questo clima soprannaturale che mi ha tolto ogni dubbio e mi ha confermato nella mia scelta.

(2.9.1988 a Fede Giorgio Marchetti) Arrivando qui a Nairobi mi sono proposto di mettermi veramente all'ultimo posto e di fare tutto quello che i popi mi avrebbero chiesto di fare (…) Ma per me l'esperienza più bella è il nuovo rapporto che è nato con Gesù Abbandonato, perché è anche vero che in questi anni ho cercato di amarLo, di vivere con Lui e abbracciarlo quando si presentava, ma in quest'ultimo periodo ho dovuto riscoprirlo, direi sceglierlo di nuovo come unico sposo della mia anima, il risultato è sorprendente perché tutto quello che avevo di paura, pensieri che mi venivano in mente giorno e notte e che certe volte perdevo il sonno, senso di fallimento di uno che ha rovinato tutto e così via, insomma ad un certo punto ho detto: sì è vero tutto questo, però tutto questo ha un nome, è Gesù Abbandonato che devo amare. Mi sono buttato a vivere guardando anche la realtà in faccia, e poco a poco mi trovo bene. (…)
Mi tornava in mente il collegamento di giugno dove dicevo ogni giorno alla Madonna: "Sono tutto tuo, anche col mio fallimento, aiutami tu ad amare sempre un po' di più ogni giorno". Così poco a poco mi sono ritrovato come al di là "della piaga", di quella sofferenza che poteva bloccarmi.
Di colpo mi è rinata dentro la gioia di vivere l'Ideale, uno slancio nuovo, una forza tutta nuova a portare l'Ideale a tutti con la mia vita.

Dal 1993 al 1996 è a Montet.

(3.1.1993 a Fede)  Solo adesso mi rendo conto di quello che è successo a Roma. Veramente è stato per me vedere Chiara che mi ha preso per mano e mi ha fatto camminare in un mondo dove ad ogni punto mi diceva "Guarda Primizia, questo è quello che devi essere, hai sbagliato, adesso ricomincia!" (…) Posso veramente dire che sono rinato, rigenerato completamente.

Nel 1996 va a Rocca di Papa, al Focolare Cristoforo, ci resta per 6 anni, accogliendo i popi di passaggio.

(13.5.1998 a Fede Giorgio Marchetti) Mi ha molto colpito quello che ha detto Chiara in Brasile, che siamo noi adesso a dover portare l'Opera avanti.  Chiedendomi come fare, ho capito che devo solo amare di più i popi che sono di passaggio, come Chiara lo farebbe se fosse al mio posto.

L'estate del 1991 torna in Camerun per i funerali del fratello ed è colpito dalla malaria. Tornato a Roma la malattia si complica ed è ricoverato in ospedale.
Ad Hans che va a trovarlo parla della sua vita, anche delle difficoltà e dei fallimenti e con un sorriso conclude:
GESU' ABBANDONATO HA VINTO TUTTO!

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