Giacomino Demartis - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Giacomino Demartis


"Venga il tuo regno" (Lc 11,2)



28 novembre 2019
Rocca di Papa, 10 dicembre 2019
Carissimi e carissime,

il 28 novembre Giacomino Demartis, focolarino sposato della Sardegna, è partito per il Cielo. Il 18 aprile 2018 aveva ricevuto la diagnosi di un grave linfoma.

Il suo focolare lo definisce “un maestro di vita”. Ripercorriamo alcuni tratti della sua storia. Nato nel 1960, a 16 anni è in Mariapoli e così racconta: “L'amore schietto, l'aria di famiglia, faceva avvertire la presenza di Gesù e Lui mi chiedeva qualcosa. Dissi il mio Sì. Da quel momento la mia vita intraprese una strada meravigliosa, verso cose più grandi di quelle che io stesso potevo desiderare”.  

Inizia la vita Gen donando tutto di sé, talenti e comunione dei beni, impegno per Gen 3 e per Gen 4. Chiara gli dà la Parola di Vita: “Venga il tuo Regno” (Lc 11,2) e come nome nuovo “Regno”.

Nel 1988 sposa Laura (anche lei focolarina), hanno due figli ed insieme cominciano a seguire famiglie giovani della loro città. Giacomino avverte sempre più l’attrattiva a una vita totalitaria, a Gesù in mezzo presente nel focolare: “Nell’unità capisco che Gesù Abbandonato mi chiede di diventare Suo... È Lui al primo posto”. E ancora: “Ho rivisto tutta la mia vita a ritroso; ho sentito che tutto ciò che è successo… soprattutto i fallimenti sono stati da Lui riscattati, redenti. Tutto è chiaro: Dio mi ha amato da sempre” (1992).

E’ limpido e tenace. La sua vitalità, accompagnata dal costante ed eloquente sorriso, nasce dall’amore a Gesù Abbandonato. Ha un profondo rapporto con Chiara. Le scrive nel ‘92: “Sono felice, mi sembra di essere entrato in un’altra dimensione; di aver scelto in maniera così radicale Gesù come non mai nella mia vita. Sento di volergli bene, di un amore grandissimo. Lui mi ha scelto e questo mi fa sussultare di gioia e traboccare il cuore d’amore”. Nel 2000: “Sento accanto a me Foco, che mi sostiene nella vita spirituale, desidero ricambiare, essere fedele il più possibile a questa vocazione, a questa strada di santità”. E nel 2002: “Oggi mi sono consacrato a Dio con le ‘promesse per sempre’. Lui mi ha preso, ha riempito gli angoli della mia anima…. Non ho mai provato tanta felicità”.

Una caratteristica colta da tanti è la capacità di mettersi al servizio, di annullarsi per far spazio all’altro generando la comunione con tutti. Insieme a Laura danno vita ad una bellissima famiglia focolare. Fanno crescere la vita dell’Opera a Sassari e in tutta la Sardegna, aiutando concretamente, accogliendo e facendo casa a tanti, specialmente alle nuove generazioni. Con la comunità del Movimento Giacomino è un instancabile promotore di iniziative sociali, come il Comitato di Riconversione dell’industria delle armi, l’animazione dell’Associazione Igino Giordani e lo Slot Mob contro il gioco d’azzardo.

Numerose sono le testimonianze di persone toccate dal suo amore. Lo descrivono come un uomo ricco di umanità, di fantasia e creatività, attratto dalla sapienza e dalla bellezza della vita. E’ molto stimato dai colleghi nel suo lavoro di informatore scientifico presso una casa farmaceutica. Colpisce il suo fare gentile capace di “suscitare la fede” e il modo di trattare il personale, non “strumentalmente” ma “come persone”. Il responsabile del reparto di diabetologia afferma: “Dal lato professionale era inappuntabile...”.  

In ambito ecclesiale ricopre per anni l’incarico di Segretario della Consulta delle Aggregazioni laicali. Mons. Paolo Atzei, già Arcivescovo di Sassari, testimonia: “Mi ha sempre impressionato la sua trasparenza, la dirittura morale, il suo stile calmo, rispettoso, per molti aspetti un cristiano genuino, laborioso, nell'Ideale di Chiara Lubich che viveva con grande coerenza. Lo penso in Dio”.  

Al manifestarsi della malattia, l’amore per Gesù Abbandonato si affina, lo rende fonte di luce e di speranza per tanti e un grande dono per il suo focolare. Soffrendo molto, tra alti e bassi, fa una profonda esperienza. Dopo aver meditato lo scritto di Chiara: “Perché avessimo la Luce, ti facesti buio…”, capisce di colpo: “...Ma questo sei Tu, mio Dio!” - “Questo vuoto, questo inferno … si riempie di amore, si riempie di Dio; e lì capisci che Dio non vuole da te tante cose, ma vuole il tuo cuore! E allora mi sono detto: …eccolo! E’ pronto…, non aspetto altro. E questo mi ha dato tanta pace, … veramente mi si è cambiata la vita”.

Nel ‘97 confidava a Chiara: “La luce è entrata in me, sul nulla di me… Chiedo a Dio la grazia di poter volare nei cieli da Lui pensati”. Molti ora dicono ed anche i Gen: “Giacomino è un focolarino realizzato”.

Grati per la sua preziosa eredità, preghiamo per lui, per Laura, Emanuele e Giovanni e gli affidiamo in modo speciale i giovani e l’Opera in Sardegna.

Emmaus
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