Giancarlo Sina - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Giancarlo Sina

2018


Giancarlo Sina


"Voi siete il sale della terra"

(Mt 5,13)


23 marzo 1931  -  Trento, 5 febbraio 2018

Rocca di Papa, 8 febbraio 2018
Carissimi e carissime,

Giancarlo Sina, focolarino di 86 anni, il 5 febbraio è partito per la Mariapoli Celeste. Nato in un piccolo comune del nord/est d’Italia, era laureato in medicina, un vero uomo di scienza ed anche ottimo scrittore e appassionato giornalista.

Conosce l’Ideale dell’unità nel 1956. Tre anni dopo è già in focolare a Trento, poi a Catania e di anno in anno in varie altre città d’Italia, con alcuni mesi nell’allora Cecoslovacchia. Nel ‘73 parte per l’Africa e grande è il suo contributo di medico a Fontem: “Era molto preparato – ricorda Pino Trova - e ci aiutò tanto a smaltire la folla di pazienti, che venivano in ospedale più di duecento al giorno”. Collabora ad individuare rimedi efficaci per la malattia del sonno che allora mieteva tante vittime, pubblicando anche un articolo sul "Medical Journal" noto come “Protocollo Sina/Triolo” da tutti ritenuto importante nella cura di questo male.

Nel 1981 Chiara lo incarica di aprire il focolare maschile in Sud Africa. Era il tempo dell'apartheid e Giancarlo si trova al centro di questa piaga. Ne soffre molto, tanto che nel raccontare le esperienze di allora non riusciva a trattenere le lacrime. Di quel periodo Pino Fiorucci dice: “Conobbi la sua fede solida, che alimentava con rigorosa fedeltà alle pratiche di pietà. In occasione di una mia operazione, Giancarlo mi è stato vicino come padre e madre allo stesso tempo... Sono certo che l'unità che Dio ci ha donato, non finirà qui su questa terra”.

Tornato nel ‘96 a Trento, riparte per l’Africa nel 2004: destinazione la Cittadella Piero a Nairobi, per la formazione dei giovani che si preparavano ad entrare in focolare. Vi rimane 8 anni, prima del suo definitivo rientro in Italia. Ricorda Etienne Kenfack: “Andavo volentieri a chiedergli qualche consiglio… è stata per me una scuola di come fare le cose in unità e di come mettere l’altro al proprio posto”.

Ai suoi cinquant’anni di vita di focolare scriveva: “Sono entrato in focolare a Trento nel giugno del ‘59, pochi giorni prima dell’inizio dell’ultima Mariapoli di Fiera di Primiero, ed il 15 luglio successivo un gruppetto di cinque di noi siamo andati da Chiara che ha voluto conoscere le nostre storie, ci ha parlato in maniera stupenda di Gesù Abbandonato come essenza della vocazione del focolarino e ci ha riconosciuti come popi. In questi giorni si compiono 50 anni in focolare: una vita piena di errori, mancanze d’amore… che affido alla Misericordia di Dio. Ancora di più, però, mi vengono in mente le grazie, la luce, la gioia, la pienezza di vita che Dio attraverso Chiara mi ha fatto sperimentare assieme all’amore e all’unità di quanti mi sono stati vicini in questi anni”.

Una vita al servizio degli altri, illuminata dal suo sorriso e dalla sua sapienza, come dice la sua Parola di Vita: “Voi siete il sale della terra” (Mt 5,13). Confidava a Chiara in una delle sue prime lettere: “Desidero anch’io associarmi a quell’impegno di santità di cui parli nel diario. Ho chiesto a Gesù che tiri fuori dalla mia vita la maggior gloria possibile per Lui”. Un impegno di santità che è continuato.

Scrive ancora: “Non mi faccio illusioni di trovare altri che Gesù Abbandonato e a Lui mi sono riconsacrato”. Nel ’69 Giancarlo aggiunge: “A me sembra che se viviamo a mo’ dei rapporti trinitari, come tu dici, e siamo fedeli ai voti e alla Desolata… cresciamo più in fretta e più in fretta raggiungiamo personalmente e nei focolari quella maturità che ormai la Chiesa vuole da noi. Infatti mi sembra che l’avere sempre Gesù in mezzo ci farà sempre più soprannaturali, e che il donarci tutto continuamente l’un l’altro ci arricchirà e ci maturerà tantissimo”.

Significativo questo suo scritto: “Per quel poco che ho fatto, mi sembra di aver sperimentato con pienezza e profondità la gioia e la libertà che il vivere Gesù Abbandonato e Maria Desolata dà. E’ stata una sensazione grandissima il sentire che ho perso tutto e che tutto il mio Bene è qui nella Sua volontà, e poi in Paradiso”.
Pensandolo ora accolto dal Padre, con gratitudine preghiamo per Lui.
Emmaus
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