Gianfranco Manganella - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Gianfranco Manganella


"Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accede" (Lc 12,35)




20 novembre 2020
Rocca di Papa, 28 dicembre 2020
Carissime e carissimi,

il 20 novembre Gianfranco Manganella ha raggiunto il Paradiso portando con sé una ricca vita e compiendo la Parola del Vangelo che aveva illuminato il suo cammino: “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lanterne accese, siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito” (Lc 12.35). Era pronto e quando qualcuno andava a trovarlo presso la Residenza per Anziani dove, da circa sei anni, si era stabilito con la moglie Stella, Gianfranco sempre concludeva : ”Questa mattina, mi son detto: un altro giorno in meno per arrivare in Paradiso”.  

Gianfranco nasce a Roma nel 1924. Per circostanze particolari, vive i suoi primi sei anni prima con una balia, poi con la nonna materna a Siena, lontano dai genitori. “Questa mancanza di amore materno - dirà poi - mi ha segnato per sempre come un vuoto mai colmato” con influenze negative come la perdita della fede a 18 anni a cui seguono “12 anni di triste ateismo” come scrive in una recente lettera a papa Francesco.       

A metà degli anni ’50 incontra Stella Aliquò, una ragazza impegnata nel mondo dell’arte, e per amore di lei*, accetta di incontrare membri dei Focolari: ”In questa comunità mi sentii subito accolto come se ci conoscessimo da sempre, con semplicità. E imparai ad ascoltare facendo tacere il mio io…, e sempre più comprendevo che soltanto amando, esistevo”. Attraverso Stella viene a contatto col mondo della Televisione dove viene apprezzato e avviato ad operare come regista, realizzando con intelligenza e passione innumerevoli servizi, interviste, reportage. Sposa Stella nel 1958 e forma una bella famiglia, arricchita dalla nascita di Chiara, Luca e Caterina. Sono tra le prime coppie di focolarini sposati di Roma e danno un prezioso contributo alla crescita della comunità. Un suo punto fisso: ”Dio ci ama immensamente e ogni giorno attende che rispondiamo nella stessa misura. Abbiamo il Paradiso a portata di mano”. Per molti anni i suoi articoli su Città Nuova ogni mese approfondiscono informando valori e criticità dei programmi televisivi e tanti sono i libri sui Padri della chiesa presentati in Televisione insieme anche ad alcuni servizi sulle varie Cittadelle del Movimento. “…mi sembra di essere stato tanto approssimativo e grossolano – scrive a Chiara nel 1990 - nel documentare le opere dell’Opera… l’Ideale vive ad una tale altezza spirituale che solo un grande artista, col tempo e mezzi assai più ampi, avrebbe potuto esprimere. Confido perciò nella misericordia tua e dell’Eterno Padre...”.

Concludiamo con alcune frasi tratte dalla sua corrispondenza con Chiara: ”…il bello del nostro Ideale è che ogni volta ti sembra di cominciare davvero ad amare Dio.…” (1959); “… da quando ho scoperto che Dio ci ama, tutti i miei problemi sono risolti per sempre … dopo esser scampato all’abisso dell’ateismo, tutto mi sembra luce, calore, carità, speranza…”(1966);  ”…Parole splendide, - riferendosi alla Parola di Vita ricevuta nel 1969 - che in pochi tratti adombrano tutta la figura del cristiano: pronto, vigilante, che ama sempre e attende il definitivo incontro…”;  “:..Gesù in mezzo che credevamo ormai di saper suscitare tra noi, ce lo mostri nuovo, più stagliato e nitido: più ‘chic’. Ancora una volta il nostro Ideale ci affascina, sempre nuovo e luminoso…; anche le prospettive sociali dell’Opera si dimostrano meravigliose con le ‘inondazioni’ in ogni campo della cultura umana…” (1990).

Lo sappiamo ora in Cielo a sostenerci nel cammino e chiediamo ci aiuti ad avere la sua semplicità e genialità nell’annunciare in tutti i modi l’amore del Padre.
Flavio
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