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Gianni Caso

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Gianni Caso

Chiunque tra voi vorrà essere primo

sarà servo di tutti

16 marzo 2017

Riflessioni sul potere di guarigione di Gesù


I Vangeli dicono che Gesù "guariva tutte le infermità". Nei Vangeli, infatti, sono riportate tante guarigioni operate da Gesù per le malattie più diverse. In alcune "rivelazioni private" (vedi i volumi di Maria Valtorta) tali guarigioni sono descritte con dovizia di particolari. Alcune caratteristiche risaltano.


Nelle città e nei villaggi dove Gesù entrava, la prima cosa che egli faceva era guarire gli infermi (dicono i Vangeli che gli portavnao tutti i malati). Gesù, infatti, "coepit facere et docere", ossia "cominciò a fare e poi a insegnare". Che cosa operava? Erano le guarigioni. Infatti, Gesù, normalmente, prima di entrare in una città o in un villaggio, incaricava gli apostoli di distribuire ai poveri ciò che egli riceveva dalle offerte. Quindi, egli entrava nel villaggio o città e guariva.


Dai Vangeli (e le "rivelazioni private" lo confermano) risulta che le guarigioni operate da Gesù erano istantanee e consistevano nel restituire la sanità ai corpi. Gesù, infatti, non curava le malattie, ma sanava i corpi. Allora, possiamo domandarci: in cosa consisteva il potere di guarigione di Gesù? Se Gesù restituiva ai corpi la loro sanità originaria, dobbiamo ritenere che il suo potere di guarigione era un potere "creante". Gesù, nel restituire i corpi alla loro sanità originaria, esercitava il suo potere creante.


Gesù, infatti, è il Verbo di Dio incarnato; è la Parola incarnata. Sappiamo dal Vangelo di Giovanni che "Tutto è stato creato per mezzo di Lui". Ho trovato una conferma di questa intuizione nella "rivelazione privata" fatta alla mistica pugliese Luisa Piccarretta, dove Gesù afferma: "La mia Parola è creativa". Ed infatti nei Vangeli, alla richiesta del malto di essere guarito, Gesù pronuncia la parola: "Lo voglio. Sii guarito".


Si comprende meglio, alla luce di queste considerazioni, che Gesù è veramente il Salvatore; ma, non solo delle anime (come comunemente sempre si è ritenuto), ma anche dei corpi. Si dice, infatti, nel Vangelo di Giovanni: "E il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". E nella consacrazione si dice: "Questo è il mio corpo offerto per voi, prendete e mangiatene tutti". La carne di Gesù  offerta per dare la vita a tutti. Mi hanno colpito le letture del tempo di Avvento, in cui si afferma continuamente per bocca dei profeti che tutto Israele attendeva la venuta del Salvatore, colui che avrebbe salvato Israele: una salvezza, quindi, che avrebbe operato in questo mondo. Nelle letture del tempo di Pasqua si prega Cristo così: "Tu che sei il medico dei corpi e delle anime, salvaci con la forza del tuo amore".


Perché oggi non si ricorre più a Gesù per ottenere la guarigione? Per la verità, ho fatto una ricerca in Internet e ho trovato con mia gioia che anche oggi ci sono quelli che si rivolgono direttamente a Gesù per ottenere la guarigione. L'unica cosa che si richiede è la fede (d'altra parte, nei Vangeli è scritto che Gesù per potere operare la guarigione chiedeva la fede in Lui: "Credi tu che io possa guarirti?". Quindi, non una fede generica, ma la fede nel suo potere di guarire.


Perché, dunque, non si ricorre comunemente a Gesù? Ho rifleutto chenel mandato dato da Gesù agli apostoli (e quindi trasmesso alla Cheisa) c'è anche quello di "guarire gli infermi". Mi sono chiesto: perché oggi non è usato nella Chiesa? Forse perché non si crede che oggi Gesù può ancora guarire oppure perché si ha timore di alimentare un interessato fideismo? Penso che rivolgersi a Gesù e chiedergli la guarigione da una determinata ifnermità, e ottenerla per mezzo della fede nel suo potere di guarire, ci impegna verso di Lui, ci lega a Lui. Forse si ha paura di ciò? Io ripeto come quell'uomo del Vangelo: "Signore, aumenta la mia poca fede!"

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