Gioacchino Turco - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Gioacchino Turco

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Gioacchino Turco


La roccia del mio cuore è Dio.


5 novembre 1998


A 17 anni, nell'estate del 1980, conosce l'Ideale in una mariapoli:

Desideroso com'ero di conoscere l'umanità dal di dentro, sentivo che mi veniva offerta una possibilità impensata di scrutare l'immensità di Dio che è dentro ogni uomo. Perché quella ricchezza che ognuno è, era messa in luce.
Da allora tutto cambia: "Qualunque cosa hai fatto al minimo hai fatto a me" diviene un chiodo fisso (…), durante il giorno anche le cose più banali diventano straordinarie e persino lavare i piatti o spazzare per terra sono cose importanti.

Dopo tre anni si interrompe il fidanzamento con la sua ragazza:

E' stato un taglio doloroso. Era come se fossi stato derubato della cosa più preziosa che possedevo. (…) Sento che il taglio provoca in me uno slancio ad amare di più. Tanti aspettano un po' d'amore.
Poi qualcosa di nuovo: La mia risposta all'amore di Dio non mi sembra sufficiente. Avverto la paura di non rispondere. Si fa strada una certezza: Dio mi ama immensamente e mi ha creato libero, questa libertà mi colpisce in maniera particolare nei focolarini che lasciano tutto per Dio. Pur desiderando ardentemente crearmi una famiglia, avverto che Dio spalanca tutta questa libertà davanti ai miei occhi. Decido di rischiare il tutto per tutto, per un unico motivo: amare Dio sopra ogni cosa e amare l'umanità dovunque Lui vorrà.

(25.9.1987 a Chiara) Tante volte mi sento tanto piccolo e ho tanta paura di entrare in focolare ma ciò che conta per me adesso, è essere Suo nell'attimo presente, se Lui vuole pian piano mi spiegherà come Amare. Immagino che è una strada molto dura ma la luce meravigliosa che tu mi hai dato, è lampada per i miei passi.
(…)   Mi sono reso conto …  che la presenza di Gesù in mezzo è sacra, che basta poco del mio uomo vecchio per sciupare tutto, per incrinare la Vita, mi sento tanto incapace ma avverto che è l'unica cosa al mondo che vale e per cui Dio ci ha creato…

Fa la scuola a Loppiano e Montet negli anni 1989 e 90. Dal gennaio 1992 va in focolare a Santiago del Cile, dove resterà per un anno.

(5.7.1991 a Chiara) I primi tre mesi sono stati un po' duri perché non capivo la nuova lingua e facevo tanta fatica ad abituarmi al nuovo ritmo di vita… La cosa che mi faceva soffrire di più era l'impressione di non fare tutta la mia parte per costruire l'unità in focolare e al contempo l'incapacità a reagire in qualche modo. (…)  Di colpo ho come ripensato a G.A. e nello stesso tempo con un grandissimo timore di averLo amato poco.
E' difficile spiegare, ma avevo l'impressione che l'anima prima era solo protesa verso di Lui, mentre dopo questa esperienza ho capito che Gesù Abbandonato vuole essere il padrone assoluto del mio cuore.

Dal gennaio 1992 va in focolare a Cuneo dove resterà per 6 anni.

(11.11.1993) Ho l'impressione di sentire tutti tremendamente distanti da me, da dove sono io. Mi pare in certi momenti che tu, G.A., vieni ad abbracciarmi. Sento in questi momenti tanta incertezza sul futuro. Ce la farò? No, non devo pensare così perché sarebbe una grave tentazione. L'importante per Dio è il momento presente. Sarebbe tutta una delusione la vita, una arlecchinata, senza di te, Gesù.

(9.7.1994) Che bella sei Maria, tutta pura. Fammi perdere in te, perso nel tuo amore di madre rischiarerò tutte le mie tenebre e fascerò tutte le ferite mie e degli altri (…) Che bello affidarsi solo a Lei, e sperimentare la trasparenza che non hai, solo perché è lei a regalartela. Diversamente la mia anima sarebbe una sozzura. Ho chiesto a Maria la grazia di resistere da oggi in avanti a qualsiasi tentazione con una sola parola: dimenticarsi.

(27.8.1994) Gesù, anche stasera non ho tenuto niente mangiando, ma questo non può che confermare nell'attimo presente che tu vieni a trovarmi e vuoi che ti faccia festa. (…) Oggi ho detto a F. che ho paura e poi ho pianto per mezz'ora con lui. Da ora in avanti qualunque cosa succede volglio amare solo Te, solo Te. Aiutami…

(23.9.1994)  Sai Gesù, ho un po' di strizza, ma sei Tu, vero? Cosa posso temere da Te che hai vinto la morte? Con F. c'è un'intesa profondissima e ieri ho cominciato ad aprirgli l'anima del momento che sto vivendo. Avevo l'impressione che per Gesù in mezzo anche il dolore e l'angoscia acquistassero senso.

Arriva la diagnosi inaspettata di un grave tumore.

(30.9.1994)  E' arrivato lo Sposo. Gesù sono qui e ti voglio amare.
(…) Sei arrivato G.A. e voglio farti festa. Insieme ai popi. Mi piace sottolineare questo "insieme", infatti per  noi - lo diciamo sovente - ciò che vale è stabilire la presenza di Gesù fra noi, per il mutuo amore. (…) Adesso è il momento di crederci veramente a ciò che andiamo dicendo, mi sono accorto che quel dare la vita l'uno per l'altro diventa una realtà tangibile.

(18.10.1994)  Continuo la Divina Commedia, ringraziando Dio per tutto. Se non fosse per Te, per quel Tuo grido, il mio dolore sarebbe follia, un perché senza risposta.

(8.11.1994)   Non so se sono stato proprio esempio del popo "su" in questi tre giorni di ritorno dall'ospedale. Il fisico non risponde bene, ma ciò non deve diventare una scusa per l'anima che con Te Abbandonato può scoppiare di gioia. Infatti che importa: amarTi importa. Dammi che diventi un chiodo fisso nell'anima.

(29.11.1994) Sai Gesù, in fondo la cosa che più mi costa adesso è l'attendere, perché spesso mi ritrovo a non trovare senso in niente. Mi trovo ad essere nulla e temo di non sfruttare bene il tempo che mi dai. In fondo non è una scusa per conoscerci meglio? (…) La vera tentazione rimane quella di sentirsi diverso dagli altri, fuori dalla norma, è questo il vero G.A. del momento presente. A questo ho da fare festa. Gesù, dammi di amare tutti ma soprattutto dammi di essere paradiso per ogni popo del focolare.

(15.1.1998) I giorni passati sono stati molto intensi, anche a causa del nuovo ricovero. Ho offerto tutto per Chiara, i popi che stanno male, le pope, i moribondi, i soli, gli emarginati, ovunque c'è il Tuo volto.

(24.2.1998) Oggi sono stato inondato da tante grazie! Intanto la cosa più bella è averTi riscelto Abbandonato per sempre: l'ho fatto formulando i voti perpetui e quindi tagliando definitivamente col mondo. Sì, perché in fondo di questo si tratta: "Ho un solo sposo sulla terra… Così prosciugherò l'acqua della tribolazione…".

(17.6.1998) Ieri sera mi è presa paura e anche angoscia per il futuro. Ho dovuto spesso rifare il passo di andare al di là della piaga (…) Domani andrò dal chirurgo e sinceramente sono un po' trepidante. Comunque una cosa è certa: tutto è Amore di Dio.

(8.8.1998) La settimana in ospedale mi ha fatto fuori fisicamente, però mi ha ricolmato e caricato in Dio. Mi sembrava in certi giorni di essere all'inferno e la certezza di non uscirne mi appariva evidente.
Poi è venuta Chiara, col suo immenso amore mi ha portato nel suo cielo, nel Tuo cielo. Lasciandomi mi ha dato una consegna da vivere con i popi: vedere tutto dall'occhio dell'Amore di Dio e non cadere nella visione umana delle cose.
Adesso sono a casa e cerco di stare a questa altezza, nonostante il fisico sia fortemente indebolito, ho però voglia di andare avanti e vivere insieme ai popi, ai miei e con Chiara il Santo Viaggio.

(16.8.1998) Avverto senza alcuna fatica la presenza dell'Amore di Dio sotto tutte le cose create. (…) Sarà la natura, sarà la spinta a scrivere, sarà qualche (speriamo) piccola ispirazione, sarà il rapporto nuovissimo e luminoso come mai con Chiara, io non lo so. So solo che mi continuo a sentire tra cielo e terra. Tra i mariapoliti celesti e quelli terrestri. Quasi quasi ho nostalgia di arrivare presto: ma importano le 6 S: "Sarò Santo Se Sono Santo Subito".

(19.8.1998) Stanotte "quella bestiaccia" voleva di nuovo molestarmi, ma non è riuscita nell'intento, perché svegliando il popo lui ha dovuto andare via, perché eri Tu in mezzo a noi. Che terribile anche per Lucifero la sua libertà: è solo costretto a fare il male e ad odiare, non ha più scelta e così quei poveretti che capitano o si fanno schiavi di lui. Pregare, solo questo ci hai comandato e la sublime preghiera è amarci fino all'Abbandono tuo. Solo così si tirano via le anime verso il Paradiso. Che strazio non poter più scegliere, che dolore!

(20.8.1998 a Chiara) Sono ripresi in forma assai bizzarra quei momenti di buio terribile per la mente e per l'anima e mi sembra, in quei frangenti, chiaro di andare a finire nel gelo della disunità e il senso di disperazione è angosciante: L'unica consolazione è pensare che Gesù non mi imbroglia. A questo si inseriscono come flash pezzi che riguardano la mia vita e vedo ovunque pasticci e grossi errori, e ieri ho pianto tanto, se avessi avuto un confessore non avrei saputo da dove cominciare.
Inoltre di notte "quell'altro" è venuto e sembrava arrabbiato con me perché nella sostanza ho la pretesa di pregare di più e di aiutare (io che sono un verme) gli altri popi che proprio, lui dice, non hanno bisogno affatto del mio ricordo quanto di essere lasciati in pace. Ora, giacchè le cose stavano così, ho preso su il telefono e ho chiamato G. e ho pianto al telefono un po' e poi gli ho detto che sentivo la libertà di dirgli "Teniamo Gesù in mezzo altrimenti affogo!"

(7.9.1998) L'amore a Gesù Abbandonato si è concretizzato nel dire tanti piccoli "sì" a tutti gli innumerevoli imprevisti che mi sono capitati, di tipo fisico e spirituale, che Dio mi ha preparato. Non ultimo dover andare in ospedale spesso di corsa, perché le condizioni fisiche peggioravano come in un lampo. Tra questi l'aria di pace e di gioia con tutto il personale dell'ospedale, grazie al grande Gesù in mezzo che c'era tra noi popi e con Chiara. (…) Un giorno ero in terapia intensiva e Dio ha voluto che Chiara venisse a visitarmi lasciandomi un biglietto: "Tradurre tutto ciò che succede umanamente nella visione che Dio ha delle cose e dir sempre di fronte ad ogni avvenimento: è amor di Dio".

(7.9.1998) Ho l'impressione che questi giorni servano a macerarsi in focolare con gli altri popi che, fra il resto, sono bravissimi. Spesso mi viene spontaneo questo pensiero: trascinare una scia di luce e portarci insieme verso la santità.

(5.10.1998) Ieri sera tardi stavo per addormentarmi con tanta fatica. Ho cominciato a sentire una violenta litigata dei nostri vicini e mi sono turbato. Mano a mano che li sentivo gridare dicevo dentro di me: tu gridi in quelle persone il tuo abbandono. Poi ho cominciato a dire le Ave Maria e sono corso in cappellina per affidarTi questa cosa. Ho messo Gesù in mezzo con A.

(16.10.1998) Ciao Gesù, buona giornata!
Anche ieri sera non hai mancato di visitarmi, infatti ho vomitato tutta la sera. C'era G. con me e, nonostante tutto, ero tanto  sostenuto anche dalla sua profonda unità.
Ieri sera ho raccontato ai popi come venendo a trovarti nel tabernacolo dove Tu mi attendevi, ho avuto chiara una idea: "Giò, sta sempre lieto, io sono sempre con te".

All'inizio di novembre la situazione peggiora e viene ricoverato in ospedale. Il pomeriggio del 5 c'è un crollo. Chiede: "E' l'ora? Ok! Per Te, Gesù".

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