Giulio Caccialanza - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Giulio Caccialanza

2017


Giulio Caccialanza



"Amatevi intensamente gli uni gli altri con cuore puro"

(1Pt 1,22)



15 marzo 1939  -  Mar. Romana, 1 settembre 2017
Rocca di Papa, 5 settembre 2017
Carissimi e carissime,

il 1° settembre, mentre passeggiava vicino al suo focolare, è partito per il Cielo Giulio Caccialanza, focolarino della Mariapoli Romana. Come le vergini sagge del Vangelo del giorno, era pronto e aveva con sé l’olio di quell’amore che ha illuminato i suoi 78 anni di vita. L’ultima frase scritta nel suo diario (il 25 luglio 2017): “Quello che conta è vivere il presente. Signore: io confido in te”.

Nato a Piacenza nel 1939, Giulio studia come ragioniere e ricorda con gratitudine i genitori: “Mi hanno dato tanti valori che mi porto dietro come un’eredità”. A 19 anni incontra il Movimento e con gioia vede possibile: “incarnare il Vangelo nel quotidiano”! Nel ’62 inizia a Grottaferrata la scuola di formazione e lì in dialogo con Chiara conferma che lo impressiona “la rivoluzione sociale che verrà dall’Ideale” e la possibilità di “essere contemplativi nel mondo”.

Dopo brevi periodi a Torino e a Barcellona, è per nove anni in focolare in Portogallo e poi ancora in Spagna per quasi vent’anni. Sempre forte il suo rapporto con Chiara: “Ogni mattina mi unisco a te e a tutti rinnovando il Patto con Gesù Eucaristia” le scrive nel ’74, chiedendo un nome nuovo e riceve: “Anim=Anima con l’augurio che esso ti aiuti a rimanere sempre in questa realtà”.
Nel ‘95 viene ordinato sacerdote da Mons. Acacio. Come prepararsi per poter essere un vero sacerdote di Maria? Chiara gli suggerisce: “Vivere l’Ideale”.

Tanti scrivono di aver sperimentato il suo amore, la capacità di accompagnare le persone con “sapienza, continuità, paternità, distacco, umiltà, gioia, discrezione”. Colpisce “la sua serenità, che infonde fiducia e l’incanto per l’Ideale”.

Nel ‘97 arriva in Texas dove cominciano alcune difficoltà di salute per cui rientra in Italia vivendo in vari focolari della Mariapoli Romana. Sono anni caratterizzati in particolare dalla Parola di Vita che è per Giulio lanterna ai suoi passi: “Amatevi intensamente gli uni gli altri con cuore puro” (1Pt 1,22). Annota nel diario: “Tutto in me deve essere frutto dell’Amore e nell’Amore… Essere Amore: è questo il mio programma” (1999). Più tardi: “Fare tutto il bene possibile…”- “Mi dici, Gesù mio, che l’amore se non soffre e non si sacrifica non è amore. Che insegnamento! … Fa che ti segua nel dolore…” (2017).

Un amore che Giulio vive innanzitutto con i focolarini, nelle piccole attenzioni che la vita comunitaria comporta: “Mi ripeto spesso che mi faccio santo se santifico il focolare…”. Un’attitudine che si manifesta anche nella sua instancabile disponibilità durante gli incontri al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo e negli impegni in Diocesi a Frascati.

In una lettera sottolinea il legame tra questo servizio e la sua vita di focolarino: “Nella misura in cui cerco di vivere con Gesù in mezzo nel mio focolare sento che ho la luce per poter ascoltare e consigliare bene le persone. Ho sempre presente quello che diceva Chiara per i colloqui: ascoltare con amore fino in fondo senza preparare la risposta. Poi alla fine viene con sorpresa l’illuminazione dello Spirito Santo. E ogni volta constato che è vero”. Così mi ha scritto nel 2008.

La sua è stata una presenza mariana, una vita in donazione semplice e nascosta, resa dinamica da un continuo ricominciare. Mi scriveva di recente: “Che bello sarebbe ogni tanto ri-settare l’Ideale (come si fa con il computer) e tornare ai primi giorni in cui l’ho conosciuto quando il fratello era veramente Gesù da amare e il dolore era sempre Gesù Abbandonato da abbracciare e offrire. Ho sperimentato una vitalità spirituale nuova ... La gioia che provo mi conferma che devo continuare su questa strada”. Lo pensiamo ora arrivato alla meta.

Si susseguono echi di gratitudine da tante parti del mondo e testimonianze di chi l’ha conosciuto in Diocesi e si è sentito toccato dalla misericordia di Dio. Il vescovo, mons. Raffaello Martinelli, ha desiderato celebrare domani la messa del suo funerale nella cattedrale di Frascati.

Grati per il suo esempio, restiamo uniti in preghiera insieme ai suoi familiari.
Emmaus
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