Giulio Falla - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Giulio Falla

2015


Giulio Falla


 4 ottobre 1929 - Roma, 27 agosto 2015


Sali sopra un alto monte tu che annunci

liete notizie a Sion (Is 40,9)


Rocca Di Papa, 4 settembre 2015

Carissimi e carissime,

Giulio Falla, focolarino sposato di Roma, il 27 agosto è partito per la Mariapoli Celeste all’età di 86 anni.

Nato a Siracusa, ha una vita intensa. Generoso ed idealista, fin dalla giovinezza si impegna per gli ultimi. Diventa comunista e partecipa a corsi di formazione fino a diventare dirigente del partito nella sua città, convinto che l’ideologia marxista porterà alla giustizia ed alla fraternità. Per anni abbandona la pratica religiosa.

All’inizio degli anni cinquanta, tre focolarine vengono ad abitare vicino a casa sua. Non le conosce, ma prova nei loro riguardi un’istintiva avversione, quasi una minaccia alla sua certezza ideologica. Poi incontra alcuni focolarini e inizia un confronto serrato tra la sua visione marxista del mondo e quella cristiana da loro proposta. Si sente amato. Anche loro aspirano a costruire un ‘mondo nuovo’, solo che la loro tecnica rivoluzionaria era diversa: non la ‘lotta di classe’ ma l’amore scambievole. Seguono lotte interiori.

Un giorno sente il bisogno di andare in una chiesa. Giulio lo ricorda come un momento di conversione: “La prima volta che entrai in chiesa quei dieci scalini sembravano una catena insormontabile di montagne. Mi guardavo davanti e dietro pensando alla figuraccia che avrei fatto se un compagno di partito mi avesse visto. Finalmente entro. Un silenzio profondo, il silenzio di Dio. Invece il mio silenzio era dovuto non soltanto alle preghiere che non ricordavo più, nemmeno l’Ave Maria che è fra tutte la più semplice e bella, ma perché non sapevo cosa dire, né che ci facevo lì. Per più di un’ora ci siamo guardati in silenzio, LUI ed io. Poi, all’improvviso, sento due lacrime scivolare lentamente. Era LUI che mi rivolgeva la parola...”.

Giulio entra nel Movimento e diviene focolarino sposato. Si trasferisce per il lavoro a Roma con la moglie Dina, da cui ha avuto due figli: Marco ed Enzo. Scrive a Chiara nel 1964: “L’Ideale ha riempito tutti i miei dubbi. Mi ha ridato sapore alla vita. Mi ha dato Dio. Mi ha fatto vedere tutta la pazienza e l’amore che il Signore ha avuto ed ha verso di me”. E ancora nel 1969: “Debbo dirti che la vocazione dei popi sposati è bellissima perché costellata di Gesù Abbandonato. La Desolata con la sua presenza rende la nostra vocazione sempre più bella”.

Colpito dall’esperienza di Chiara del “cuore per Cuore”, le confida: “Che cosa meravigliosa… Quindi questo cuore soffriva, palpitava per me anche quando ero lontano e lottavo contro di Lui! Mi amava infinitamente”. E continuando il suo cammino di focolarino, dopo le promesse perpetue nel 1982, le comunica : “Certo è necessario salire sul treno della Santità… La Madonna ci aiuti a salire su questo treno e a non scendervi se non in Paradiso”.

Chiara gli dà come nome nuovo: “Michele = chi come Dio?”. E come Parola di Vita: “Sali sopra un alto monte tu che annunci liete notizie a Sion” (Is 40,9).

Gli anni temprano la sua fedeltà all’Ideale attraverso incalzanti prove: prima fra tutte la perdita del figlio Marco, poi le malattie sue e dei familiari. Negli ultimi anni Giulio si aggrava e deve lasciare progressivamente anche il lavoro. Chi lo va a trovare rimane edificato: non fa pesare i suoi dolori continui e lancinanti. E’ di una umiltà sconcertante e gode per ogni notizia sulla comunità, la Chiesa , il Papa e le nuove generazioni. La sofferenza gli dilata il cuore, rendendolo capace di far propria quella degli altri. Sembra che Giulio viva una vera purificazione che l’avvicina all’abbandono di Gesù sulla croce. Prova solo addolcita dall’amore forte e filiale per la Madonna.

Vogliamo pensare che proprio Lei e Chiara l’abbiano accolto in Paradiso e lo chiediamo con fede, sicuri dell’amore di Dio per lui e per i suoi cari, Dina ed Enzo, a cui Giulio non farà mancare dal Cielo il suo aiuto.

Unitissima nel Risorto,
Emmaus
Torna ai contenuti