Giulio Sarrugerio - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Giulio Sarrugerio

2014


Giulio Sarrugerio

3 dicembre 1925 - Mar. Ginetta, 12 novembre 2014

Estote parati   -   State pronti (cf. Mt 24,44)

Rocca di Papa, 17 novembre 2014

Carissimi e carissime,

Giulio Sarrugerio
, focolarino della Mariapoli Ginetta, è tornato alla Casa del Padre il 12 novembre scorso, accompagnato dall’amore dei focolarini.

Era nato a Melzo (Milano) nel 1925, ultimo di otto fratelli di una bella famiglia cristiana. Agli inizi della Seconda Guerra Mondiale viene convocato alle armi. Pochi mesi più tardi riesce a scappare perché era contrario alla pazzia della guerra. In questa circostanza capisce che deve spendere la vita per la pace fra gli uomini, donandosi a Dio in qualche modo. Finita la guerra, si impegna come sindacalista e partecipa attivamente in parrocchia. Era però insoddisfatto.

Nel ‘53 conosce il Movimento ed è affascinato dalla possibilità di vivere sempre il Vangelo. L’anno dopo nella Mariapoli di Vigo di Fassa trova la sua strada: consacrarsi a Dio come focolarino. Nel’63 partecipa alla Scuola di Formazione a Grottaferrata e nel ‘64 arriva nel focolare di Torino.

Due anni dopo parte per Recife e inizia la sua lunga avventura in Brasile. Impara una nuova lingua, si adatta a nuovi costumi e conosce un nuovo popolo. In contatto con l’estrema povertà di certe “periferie”, Giulio vede quanto il Vangelo contiene la vera rivoluzione. E per rispondere alla richiesta di un vescovo accetta di andare con un altro focolarino all’Isola di Marajó, nella foce del Rio delle Amazzoni, a sostenere un’opera sociale, vivendo in mezzo a gente semplice e ad una natura esuberante. Nel ‘70 Dio lo chiama a trasferirsi nella “foresta di grattacieli” di San Paolo e da lì porta l’Ideale anche negli Stati di Minas Gerais, Paraná, Santa Catarina e Rio Grande del Sud.

In quegli anni Chiara gli dà una Parola di Vita: “Estote parati
” (“Siati pronti” - cf. Mt 24,44). Giulio le scriverà anni dopo: “Meditando sul collegamento in cui ci sproni alla Santità per amore, ho capito che l’’Estote parati’ mi fissa nella volontà di Dio e se la vivo bene in ogni attimo, la santità per amore è una logica conseguenza”. Chiara gli risponde dandogli un nome nuovo: Giulio Maria, per essere “ ‘tutto Suo’, strumento vivissimo per la realizzazione del Suo Magnificat”.

Nel ‘74 torna a Recife. Dopo aver superato un periodo difficile scrive a Chiara: “Quello che mi stupisce è la dimensione nuova con cui vivo l’Ideale… Prima Gesù Abbandonato in tutte le sue mille sfumature era molto spesso duro da accettare (e tante volte lo fuggivo)… ed ancor più duro era fargli festa; ora… è normale, naturale direi. Un’altra realtà splendida è l’aver scoperto in modo nuovo la bellezza e l’efficacia della vita trinitaria, della vita di unità
”.

Nove anni dopo lo troviamo alla Mariapoli Ginetta, dove ha vissuto per ben 31 anni, contribuendo con diverse mansioni al suo sviluppo. E’ artefice e testimone di conversioni, cambiamenti di vita, miracoli avvenuti nella storia di questa Cittadella. Tanti lo ricordano soprattutto come uno dei pilastri dell’Editrice “Cidade Nova”. Sono famose le sue poesie, testi impregnati di perspicacia e di sapienza, con uno spiccato humour, di cui spesso faceva dono in occasione di qualche compleanno. Dotato di talenti artistici, ha preparato tanti Mariapolital.

Con gli anni la salute gli viene meno. Scrive a Chiara nel ‘99: “Ho qualcosa di prezioso da offrire per l’Opera, sia per il Brasile che per il mondo intero
”. Anche quando i suoi limiti non gli permettevano di fare molto, la sua presenza in focolare era sempre una nota gioiosa.

Grati a Giulio del suo esempio di vita, tutta per l’ut omnes
, offriamo suffragi per lui.

In Gesù Eucaristia, che unisce Cielo e terra,

Emmaus

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