Giuseppe Garagnani - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Giuseppe Garagnani



"Vieni servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore" (Mt 25,21)



15 dicembre 2020
Rocca di Papa, 21 dicembre 2020
 
Carissime e carissimi,

Giuseppe Garagnani ha spiccato il suo volo martedì 15 dicembre a Loppiano, dove aveva iniziato la sua avventura focolarina nel 1964 e dove era tornato quattro anni fa umilmente, silenziosamente, come il servo che ha trafficato bene i suoi tanti talenti e al quale certamente Gesù avrà detto “Vieni servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore” ( Mt 25,21).  

Nato nel 1934 a Sassuolo (MO), primo di due figli, da una famiglia agiata e molto religiosa, si laurea in Architettura, iniziando subito l’attività professionale in uno studio di Bologna. Il fratello Luigi diventa sacerdote, mentre Giuseppe incontra il Movimento dei focolari.

 “Nel 1959 – racconta Michele Zanzucchi - andò alla Mariapoli di Fiera di Primiero e gli chiesero di accompagnare una signora (mia madre Anna Maria) con due bambine che doveva cercare delle case in affitto nella valle. Lui, che aveva una delle poche macchine disponibili, si prestò e mentre la signora usciva, nel sedile posteriore le due bambine che avevano 5 e 3 anni, lo sorpresero perché parlavano di paradiso e lui si disse: se persino le bambine parlano di paradiso vuol dire che qui c’è qualcosa di vero”. Oreste Paliotti  ricorda ciò che Giuseppe stesso ha raccontato (nel 2006): “Dalla Mariapoli di Fiera di Primiero tornai nella mia città con la certezza di avere incontrato la Chiesa viva...ma intorno a me non trovavo risposte. Mi soccorse però un giornale che mi raggiunse a casa… era Città Nuova“.

Nei primi anni ‘60 matura la decisione di entrare in focolare, portando con sé anche una notevole dote economica sia per Loppiano sia per il nascente Centro Mariapoli di Rocca di Papa.  Giannino Dadda lo ricorda: “tra i pionieri della nascente cittadella di Loppiano” e poi a Roma dal ‘65 in poi “per dedicarsi a Città Nuova, ove come capo redattore, affianca Guglielmo Boselli, Direttore, impegno che lui stesso svolge  dalla fine del 2001 alla morte improvvisa di Guglielmo”. “Era una persona integra e umile – testimonia  Aurora Nicosìa- in prima fila ma dietro le quinte, mai interessato a dimostrare quanto valeva…. abituato a mettersi al servizio... Non si aspettava niente da nessuno”.  

Giuseppe per un periodo fu in focolare con don Foresi, con uno speciale rapporto con Foco e sempre in contatto con Chiara non solo per il suo delicato ruolo, ma come figlio del Carisma come si evidenzia negli tralci di alcune lettere scritte a lei: “…Voglio tradurre in vita, anche con il tuo aiuto Chiara, quell’impegno di fedeltà alla Desolata che anch’io ho sottoscritto, per averla con me, la Mamma mia, sempre, come Giovanni, e possa essere la chiave (questo impegno) di quella santità che tu hai chiesto per noi….” (1969); “…nel tuo paradiso c’è l’arte nuova, e anche per questo aspetto si arriverà al ‘Come in cielo così in terra’…  Quel tuo ‘Ho un solo Sposo sulla terra’ è stato sempre, ed oggi più che mai per me somma espressione di arte e insieme culmine di ogni teoria sull’arte…” (1974); “…Quante volte ho rinnovato propositi, o preso determinazioni solenni, e ancora oggi mi trovo come Pietro al canto del gallo. Eppure è proprio questa coscienza che mi fa più ardito a ripetere: ‘Tu lo sai, Gesù, che ti amo’ … Quanto mi resterà da vivere, vorrei proprio fosse solo per l’unità.(1981); “…Troppo alto il disegno, verrebbe da gridare, troppo modesta la nostra umanità per adeguarsi. E sarebbe vero se non distogliessi lo sguardo da me, per rilanciarmi nella divina avventura che allora ci proponesti e ancora ci proponi di vivere nell’unità. Ma in fondo al mio abisso c’è Lui. E come quella prima volta lo scelgo per ricominciare…” (1994).

Giuseppe, da ”servo buono e fedele” a GA, gode ora della gioia del Signore.
Flavio
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