Guglielmo Curti - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Guglielmo Curti

2018


Guglielmo Curti



"Andate, incendiate e infiammate tutti con l'Amore"
(S. Ignazio di Loyola)



17 febbraio 1934  -  Mariapoli Lia, 9 maggio 2018
Palermo, 15 maggio 2018
Carissimi e carissime,

Guglielmo Curti, focolarino della Mariapoli Lia, il 9 maggio ha raggiunto la Casa del Padre, alla vigilia della visita di Papa Francesco a Loppiano. Colpisce che per la sua ordinazione sacerdotale nel 1988 aveva ricevuto da Chiara questa intenzione: “Per l’Opera, per uno scoppio dell’Opera, per un anno fruttuosissimo”. Viene da pensare che Dio lo ha chiamato a Sé a coronamento del Suo disegno.

Nato nel 1934 a Reggio Emilia, è secondo di tre figli. Il papà per le sue idee socialiste viene perseguitato dal regime fascista, tanto da dover trasferirsi a Genova con tutta la famiglia. Ancora bambino, Guglielmo ha il suo primo incontro con il dolore: gli esplode in mano un ordigno trovato mentre giocava e gli restano compromesse le dita, riabilitate solo dopo varie operazioni.

Conosce l’Ideale dell’unità da un amico e la sua testimonianza conquista sua sorella Norma, che vuole a sua volta rispondere alla chiamata di Dio. Con il tempo anche Noemi, la sorella più grande, e la mamma aderiscono al Movimento. Il papà nel momento del suo passaggio al Cielo ha al suo fianco Guglielmo, che lo prepara all’incontro con Dio.

Intense sono le sue tappe di focolare in America Latina: dal ’67 in Brasile poi in Uruguay e in Argentina a Buenos Aires, a Rosario, fino a stabilirsi con Vittorio Sabbione nella Mariapoli permanente di O’Higgins. Come responsabile di focolare, per abito preso, vuole sempre verificare alla luce dell’unità le decisioni da prendere anche con i focolarini più giovani ed inesperti.

In consonanza con la Parola di Vita ricevuta da Chiara: “Andate, incendiate ed infiammate tutti con l’Amore” (tratta da una frase di S. Ignazio di Loyola a S. Francesco Saverio), molte sono le testimonianze che sottolineano la sua giovinezza spirituale con la quale attrae la confidenza di adulti e giovani. Viene in rilievo la sua trasparenza, umiltà, simpatia, amore per le persone e per la vita. Caratteristica è la sua sensibilità a cogliere le necessità altrui e l’impegno ad attivarsi silenziosamente per soddisfarle. Il suo ascolto faceva emergere le realtà più profonde che l’altro stava vivendo. Qualcosa del genere succedeva anche durante le confessioni.

Questo atteggiamento, acquistato con gli anni, richiama il suo rapporto con Maria. Scrive a Chiara nel ’91: “Ogni volta che recito il Rosario, al quarto mistero glorioso dico a Maria che in unità con te voglio fare della mia eventuale santità un piccolo regalo a lei, mia madre (…). Rinnovo il mio sì, perché porti a compimento l’opera iniziata quando tu mi hai donato l’Ideale, la nuova vita”.

Forte il suo amore a Gesù Abbandonato. Già nel ’59 racconta che aveva promesso di abbracciarLo in tutti i dolori. “Ma quando mi venne di pensare che in quei tutti c’era anche il martirio … il mio essere si rifiutava di finire martire…”. In seguito prosegue: “compresi che il dono più grande era finire martire per essere un poco simile a Gesù Abbandonato, con il quale desidero ardentemente incontrarmi in ogni attimo della giornata perché solo Lui, ho capito, costruisce l’Opera di Maria”. Fedele a Gesù lo troviamo anche di recente quando confida, mantenendo il suo sorriso: “Sono in un momento di oscurità … però che posso fare? Mi torna alla mente quello che Chiara ci suggeriva: mettersi ad amare il fratello. E faccio atti d’amore…”.

Ultimamente: “Sì, è vero, ho un tumore maligno. Però sto facendo un trattamento che sta dando buoni risultati. Io punto ai 100 anni, ma nello stesso tempo mi preparo!”. Già nel 1980 aveva scritto a Chiara: “L’idea che gli anni passano e che dobbiamo pensare all’altra vita (…) mi ha fatto scoprire in una dimensione nuova il vivere l’attimo presente “per Lui”, per portare questa vita nell’Al di là. E’ un’impennata più grande nell’Ideale, un vivere più concretamente nell’amore”.

Dio Padre gli ha concesso la grazia di passare dalla vita alla Vita in un solo istante.

Riconoscenti per il suo esempio, uniti preghiamo per lui,
Emmaus
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