Guido Brini - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Guido Brini

2013


Guido Brini

20 maggio 1926 - Mariapoli Romana, 12 marzo 2013

Non amiamo a parole, nè con la lingua,
ma con le opere e in verità. (1 Gv 3,18)

Rocca di Papa, 13 marzo 2013


Carissimi e carissime,

ieri pomeriggio il nostro
Guido Brini, uno dei primi focolarini di Torino, ha raggiunto la casa del Padre dopo aver trascorso gli ultimi anni della sua vita alla Mariapoli Romana nel focolare di Villa Achille, per una grave malattia che lo ha
sempre più debilitato.

Era nato in provincia di Modena il 20 maggio 1926 e ben presto si era trasferito con la sua famiglia a Torino dove nel 1950 aveva conosciuto l’Ideale quasi contemporaneamente a suo fratello Mario, anche lui focolarino.

Guido stesso racconta: “
Fin da piccolo avevo un temperamento chiuso e cerebrale e concepivo la realtà come un insieme di cose sia spirituali che materiali da assoggettare a me. Mi sentivo sicuro della mia intelligenza e dominavo senza carità le persone e le situazioni.
A 24 anni il Signore mi fece incontrare i focolarini. Appena capii lo spirito che li animava, sentii che dovevo convertirmi radicalmente e iniziare una vita incentrata non più su di me, ma su Gesù. Per due anni fu una continua lotta tra l’uomo vecchio e l’uomo nuovo: avevo mille attaccamenti dei sensi, della ragione…Quando finalmente cominciai a vivere anziché a giudicare, allora vi fu in me la vera conversione. Sentii la chiamata a vivere integralmente per Dio, per la Chiesa e a 27 anni entrai in focolare”. Nel 1966 Guido è stato ordinato sacerdote.

Come dire in poche parole tutta la ricchezza e la fecondità della sua vita? Ha portato l’Ideale in tante parti del mondo, comunicando a fatti la vita del Vangelo, in sintonia con la Parola di vita che Chiara gli aveva dato: “
Non amiamo a parole né con la lingua, ma con le opere e in verità” (1 Gv 3, 18).

Ricordiamo Guido in particolare come delegato di zona: in Inghilterra negli anni sessanta con Dori Zamboni; dal ‘70 a Beirut, dove insieme ad Aletta Salizzoni ha visto nascere e fiorire l’Opera in Medio Oriente e Magreb. Durante la guerra del Libano ha sostenuto tutti con grande coraggio e grande fede in Dio. Nel 1986 si è trasferito in Messico per seguire la zona con Fiore Ungaro. Agli inizi del ’99 è arrivato alla Mariapoli Romana.

Era “guidato”, come si può dedurre da una lettera a Chiara dopo il tema sullo Spirito Santo: “
… è venuto a riempire, a soddisfare una profonda esigenza di mente e di cuore che sentivo, un bisogno di Luce su di Lui e di ardore per Lui”.

Nel gennaio del ’99 le diceva: “
Sono anni che non ti scrivo una lettera personale, per non darti lavoro in più oltre a quello che già ti dà lo Spirito Santo. E tuttavia non ho conosciuto giorno senza di te, senza la tua luce, il tuo amore (sono di Dio), e anche la mia povera gratitudine”.

Chiara apprezzava oltre alla sua sapienza, la sua arguzia e la sua vena umoristica. E Guido era sempre pronto ad improvvisare, a mettersi in gioco con le sue battute che ricreavano e generavano in tutti un clima di famiglia e di gioia.

Molti, saputa la sua partenza, hanno voluto esprimere il dono che lui è stato per loro:

“Sapeva farsi uno con tutti, adulti e giovani, ricchi e poveri, persone colte e persone semplici, aiutando ognuno a tirar fuori i propri talenti e a farli fruttificare”.

“Era molto serio e profondo ma con un humour eccezionale. Era un piacere stare con lui e chiedergli il suo pensiero su varie realtà politiche e sociali”.

“Le Messe che celebrava erano essenziali, si aveva spesso l’impressione che uno squarcio di cielo si aprisse, inondandoci di divino”.

Affidando Guido a Maria perché l’accolga subito in Cielo, offriamo suffragi per lui grati a Dio per averci dato un tale fratello.


Emmaus

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