Hans Lubsczyk - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Hans Lubsczyk

2008

Hans Lubsczyk

Lipsia

30 maggio 1911 - 29 febbraio 2008

Io sono la via, la verità e la vita (Gv 14,6)


Dalla rivista "Mariapoli" n° 3
marzo 2008


Il 29 febbraio il nostro p. Hans ha raggiunto la Mariapoli celeste; aveva 96 anni. Con grande gioia aveva ricevuto la lettera di Chiara del 1° febbraio, con la quale gli assicurava le sue preghiere a Maria per poter compiere pienamente il "disegno di Dio". Ci sembra che questa preghiera sia stata esaudita.

Nato a Lipsia, nella ex DDR, p. Hans è stato ordinato sacerdote nel 1938. Con coraggio ha portato insieme alla Chiesa la croce della persecuzione nel periodo del nazismo e poi del comunismo.

Nel '56, durante un soggiorno a Roma conosce il Movimento e presto si convince che questa spiritualità è proprio ciò di cui la "Chiesa del silenzio" ha bisogno, per la vita di "due o tre radunati nel Suo nome" e formanti cellule vive, senza la necessità di grandi strutture. L'unica struttura necessaria è l'amore vicendevole. Con grande determinazione p. Hans s'impegna, finché "l'impossibile diventa possibile". Ecco l'apertura, dal '61 in poi, di alcuni focolari, composti dapprima da focolarini medici italiani a Lipsia, Berlino ed Erfurt, che diventano punti di riferimento per la DDR. La luce dell'Ideale si diffonde così in tutti i paesi socialisti. P. Hans è stato la "stradetta" per questa apertura. La sua Parola di vita: "Io sono la via, la verità e la vita" (Gv 14,6) lo esprime.

Nonostante i suoi molteplici impegno come professore presso la facoltà teologica di Erfurt, trova il tempo di "lavorare" per il nascente Movimento. Attraverso colloqui o la confessione, dona a moltissime persone un rapporto nuovo con Dio e con i fratelli, nella via dell'Ideale.

Dopo la pensione, p. Hans ha insegnato ancora per 15 anni a Montet alla Scuola di formazione. Tornato in Germania, trascorre gli ultimi due anni nella nascente Cittadella di Zwochau, nei pressi di Lipsia. La sua premura di "predicare il Vangelo", un tempo così feconda, diventa negi ultimi anni sempre più una "croce". Senza riguardo alla salute egli scrive ancora i commenti per la liturgia del giorno e molte lettere a varie personalità.

A poco a poco poi ha dovuto perdere anche questa sua missione di predicare il Vangelo. Dopo aver passato molte prove spirituali, negli ultimi tempi lo si è visto sempre più nella pace. Impressionava per la gioia che emanava e per il suo saper accettare la volontà di Dio, talvolta anche dolorosa. Fino all'ultimo, in piena coscienza, ripeteva "Amen": era forse la pregheira con cui ridonava a Dio la sua vita.

Una limpida giornata di primavera ha fatto da cornice alle sue esequie. Alcune centinaia di persone, provenienti da tutta la Germania, dalla Polonia, dalla Cechia, Slovacchia, Austria e Italia, l'hanno accompagnato testimoniando così come egli abbia lasciato una scia di luce, che risplendeva anche oltre l'Opera di Maria.


Manfried Kogler

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