Hans Muller - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Hans Muller





"Chi ama suo fratello dimora nella luce" (1Gv 2,10)






25 febbraio 2020
Rocca di Papa, 24 marzo 2020
Carissimi e carissime,

Hans Müller, focolarino sposato della Germania, ha concluso il suo Santo Viaggio il 26 febbraio scorso. Ecco alcune note della sua vita.

Nasce in una città della Baviera nel 1934, ultimo di cinque figli. Trascorre la sua infanzia nelle privazioni dovute alla guerra, ma sereno in una famiglia unita e cristiana. Frequenta gli Scout, acquisendo virtù che poi lo accompagneranno per sempre: lealtà, disponibilità e amore alla verità.  

A 14 anni inizia a lavorare in una fabbrica di porcellane, divenendo pittore, incisore e disegnatore. Dotato di talento, rimarrà responsabile del reparto modelli fino al termine della sua attività professionale.  

Nel 1960 si sposa con Gertraud e hanno tre figli. Conoscono insieme l'Ideale da un sacerdote focolarino e la scoperta di Dio-Amore è una rivoluzione per entrambi. Il Vangelo messo in pratica nel quotidiano affascina subito la giovane famiglia, dando una svolta decisiva alla loro vita.  

Hans è entusiasta del fatto che un laico, sia nel lavoro che in famiglia, sia chiamato alla santità e desidera dare a Dio il primo posto, senza compromessi. Nel ‘69 partecipa con Gertraud alla Scuola per focolarini sposati e insieme, con grande dedizione, si mettono al servizio di “Famiglie Nuove”, assumendone dal 1986 al ‘93 il compito di responsabili nella zona bavarese.  

La Parola di Vita "Chi ama suo fratello, dimora nella luce e non v'è in lui occasione di inciampo" (1Gv 2,10) e il nome nuovo “Wels – Chi ama vede”, ricevuti da Chiara nel ’75, sono un gran dono per Hans che subito ringrazia: “Ora provo più volte al giorno che basta mettermi ad amare e già sperimento Gesù. E’ bello constatare quanto Lui opera sul nostro nulla” (…) Grazie delle cose grandi che ci racconti sul Paradiso. Vorrei donarle a Gesù, affinché non mi attacchi alle belle conoscenze, ma servano per amare di più, perché il Paradiso possa iniziare in terra”.  

L’unità, ovunque e con il suo focolare, è per lui di fondamentale importanza. Nel 1982 scrive a Chiara: “Sono molto grato per il tema sull’unità. E’ per me una nuova conversione. E’ stata proprio l’unità che mi ha attirato, che mi ha portato nell’Opera e che voglio vivere sempre (…) Voglio ricominciare e ho dentro di me una grande gioia, come nel primo amore”.  

Spiccano in Hans una carità concreta e personale per ogni prossimo. E’ di poche parole, ma dotato di una grande capacità di ascolto. Si prodiga con semplicità per la famiglia, per parenti e amici, mettendo a frutto anche le sue abilità manuali. Per molti anni presta pure servizio nella chiesa locale, fungendo anche da guida nella basilica della sua città.

La sua anima è sempre più ancorata a Gesù Abbandonato, come traspare da una lettera a Chiara: “Sì, la mia strada è la santità. E per questa c’è una sola via: Gesù Abbandonato. (…) Vorrei assicurarti che voglio sceglierLo nuovamente con il desiderio di restarGli fedele fino alla fine”. E lo conferma ancora nel 2005: “Ci sono stati tanti fallimenti, ma sempre ho sentito e sperimentato che Gesù Abbandonato mi ha accompagnato, sorretto, mi ha fatto rialzare ogni volta appena L’ho riconosciuto e scelto. Lo sperimento sempre come l’amore più grande”.  

La diagnosi di una grave malattia arriva del tutto inaspettata, ma Hans dice il suo "Sì".  Conclude le cose in sospeso e si congeda dagli amici. Vive l’ultimo ritiro col focolare proprio a casa sua, provando una gioia speciale.  

Il Mercoledì delle ceneri, dopo una notte difficile, saluta teneramente la moglie. Ha gli occhi spalancati come se guardasse già nell'Aldilà e chi gli è accanto non può non pensare a quanto ha vissuto: “Chi ama, vede”.

Grati della sua coerenza e testimonianza ideale, preghiamo per Hans e chiediamo consolazione e serenità per la sua famiglia. Nel Patto,
Emmaus
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