Heinz Ludwig Barion - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Heinz Ludwing Barion



"Il Maestro è qui e ti chiama" (Gv 11,28)




29 settembre 2020
Rocca di Papa, 16 ottobre 2020
Carissime e carissimi,

in questo periodo di particolare vicinanza con il cielo vi invio quanto la zona mi ha fatto avere del nostro Heinz Barion, partito il 29 settembre, la cui Parola di Vita è: "Il Maestro è qui e ti chiama" (Gv 11,28).

Heinz era un vero cattolico renano che sapeva come combinare Dio e il mondo, il profano e il santo. Un uomo con una mente sobria e una fede elementare e semplice, che ha vissuto e amato la vita. Lo distingueva un grande amore per la libertà, un forte senso di giustizia, un'impavidità che si basava sulla fiducia incrollabile che sarebbe stato sempre amato in ogni circostanza (convinzione fortificata anche dallo stretto rapporto con le sue due sorelle maggiori).   

Durante il servizio militare, in una visita ad Ottmaring nel 1970, Heinz conosce il Movimento dei focolari. È subito affascinato da questo stile di vita, che combina gli opposti e permette di viverli come un reciproco arricchimento. In una prima lettera a Chiara del 1973, Heinz descrive i suoi primi "passi" in questa vita e la scoperta di Gesù nel mistero del suo abbandono a Dio. Il “perdere la faccia” moderando male e in modo involontariamente comico un grande incontro del Movimento, al di là della vergogna gli fa esclamare: "Ora finalmente ho incontrato il volto di Gesù Abbandonato!"

Seguirono anni di una vita dinamica e movimentata a Monaco, Berlino e Heidelberg tra lavoro e vita nell'Opera, tra la promettente carriera di matematico laureato alla Siemens e vari compiti di responsabilità nel Movimento. Heinz è nel suo elemento: "Quel Heinz che canta e ride", commenta un amico scherzando. È esigente con se stesso e con gli altri, incoraggiante, non risparmia alcuna sfida ma rimane sempre un amico e un fratello per tutti. Ha una spiccata attenzione per i "deboli": i bambini, i malati e i morenti. È a loro che si rivolge il suo speciale affetto, la sua solidarietà e la sua cura.  

Poi nel 2006 un infarto e l’insorgere di varie malattie: tutto va sottosopra e Heinz torna ad Ottmaring per iniziare un "viaggio verso l'interno". Così scrive a Chiara il 21.9.06: “Ora, quasi due settimane dopo il mio infarto cardiaco, mi preme di comunicarti la mia esperienza con Gesù Abbandonato. … Vivere vicino a Lui poi è diventato per me come una direttiva, sicché nel travaglio dell’infarto avevo immediatamente presente il Suo volto. E ciò mi ha dato una grande pace interiore e la sicurezza che tutto entrava nella Sua volontà amorosa".

Col suo amore per la libertà si trova improvvisamente confinato in stanze d'ospedale: "Sento che Dio mi ha tirato fuori da una vita attiva e autodeterminata e mi ha costretto all'inattività, all'impotenza qui in questa stanza d'ospedale. E questo per un tempo indefinito. È difficile. D'altra parte, in tutte le circostanze della routine quotidiana - le misure terapeutiche a volte spiacevoli, gli incontri con i medici e il personale infermieristico, nella solitudine della mia stanza - vivo della consapevolezza che è sempre Dio che viene da me, che vuole incontrarmi. E questo mi riempie sempre di fiducia". La sua stanza in focolare è anche la stanza delle sue paure e delle sue veglie notturne, momenti di cui non sappiamo molto.  Lo illustra un momento vissuto negli ultimi giorni: Heinz entra nella stanza di Nico, suo compagno di focolare. È stanco, esausto, si accomoda su una sedia e sembra addormentarsi. Nico, finito il suo lavoro alla scrivania, si alza e in silenzio fa per lasciare la stanza, ma Heinz gli afferra la mano e gli sussurra: "Per favore, resta con me per un po'! Non lasciarmi solo adesso!"

Negli ultimi mesi e settimane è spesso in ospedale e il suo stato di salute peggiora, ma Heinz non perde la fiducia. L'ultimo giorno prima di morire, alla dottoressa che gli chiede come stava, risponde con un gesto della mano che indica: "Bene! Perfetto!” Poi, accompagnato dai popi del suo focolare si addormenta pacificamente la sera del 29 settembre.

Grati ad Heinz per la sua testimonianza di amore autentico a Gesù Abbandonato, gli chiediamo di aiutarci ad amarLo così anche noi,
Flavio
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