Italo Prosperi - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Italo Prosperi

2008

Italo Prosperi

Torino

13 novembre 1924 - 9 gennaio 2008

A chi ha, sarà dato (Mt 25,29)



Rocca di Papa, 12 gennaio 2008


Carissimi e carissime,

mercoledì 9 gennaio alle ore 20.00, dopo circa due giorni di ricovero presso l’ospedale di Ivrea, a causa di una grave insufficienza respiratoria, all’età di 83 anni, ha raggiunto la Mariapoli Celeste Italo Prosperi, primo focolarino sposato di Torino, di cui ho avuto sempre un ricordo vivissimo.

Da qualche anno, per un’insufficienza renale, era sottoposto quotidianamente a dialisi, che poteva eseguire in casa. Vivevano con Giacomina, sua moglie - pure lei focolarina sposata - attorniati dall’amore delle cinque figlie e dei due figli, come una vera famiglia focolare, che è stata la radice vitale della splendida Comunità locale di Ivrea.

Italo conobbe l’Ideale nel lontano 1955 e nel ’56 partecipò, con Giacomina, alla Mariapoli di Fiera di Primiero dove, per la prima volta, sentì parlare di Gesù Abbandonato. Scriveva allora: “Fu una luce fortissima, una conferma, ecco, era proprio ciò che andavo cercando! In quel mistero d’amore, intuivo, vi era anche la soluzione di ogni problema umano. Sarei potuto partire dalla Mariapoli anche subito, perché ormai avevo trovato l’Ideale della mia vita”.

Più tardi commentava: “A Ivrea, intanto, questa vita di amore scambievole si diffondeva attorno e la comunità si allargava. Con Giacomina sentivamo che ormai questo Ideale ci legava profondamente, molto più di prima. Gli stessi figli sono cresciuti in questo clima, sono stati della prima generazione gen, anche se allora non erano chiamati così”. Letizia, una delle figlie, è focolarina in Olanda.

Italo, divenuto focolarino sposato, ha servito l’Opera in diversi modi. Per parecchi anni è stato incaricato di zona dei focolarini sposati; poi del dialogo ecumenico, che portò avanti con grande amore e dedizione, specie con i fratelli Valdesi. Spesso mi esprimeva la sua immensa gratitudine per la sua vocazione, di cui sentiva tutta la grandezza.

In questi ultimi anni, a causa delle difficoltà di salute proprie e di Giacomina, Italo ha condotto una vita più ritirata, che descriveva così: “... non ci sentiamo fuori dalla vita; siamo ugualmente presenti nella comunità locale qui ad Ivrea. Anzi, quest’apparente impossibilità, sentiamo che di fronte a Dio è un momento prezioso. Se è venuta a mancare un’attività che in fondo mi gratificava, ora questa gratificazione non c’è più, c’è solo la volontà di Dio e basta. Prima mettevo nelle cose che facevo tanto di me; godevo dei frutti che l’apostolato diretto mi dava. Ora questi frutti non mi sembra di vederli; appare più il dolore, la rinuncia… ma si affina la carità. Se Dio per me vuole questo, sono contento di stare al Suo gioco, è la cosa migliore che posso fare. Ma nessuna nostalgia, non mi manca niente”.

Tutti i suoi figli testimoniano: “Soprattutto in quest’ultimo periodo abbiamo sperimentato da parte di papà, verso ognuno di noi, un amore sempre più personale e concreto”.

Un focolarino splendido si è aggiunto alla corona di perle che incorona Maria, realizzando la sua parola di vita: “A chi ha, sarà dato” (Mt 25, 29).

Uniti nel Risorto, offriamo suffragi per il nostro amato Italo.

Chiara

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