Ivan Bregant - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Ivan Bregant

2015


Ivan Bregant


8 agosto 1938 - Mariapoli Faro, 17 maggio 2015

Non temere, piccolo gregge, perché è piaciuto

al Padre vostro darvi il suo regno (Lc,12,32)


Rocca di Papa, 19 maggio 2015

Carissimi e carissime,

Ivan Bregant, focolarino della Mariapoli Faro, nella notte tra sabato e domenica 17  maggio, come se si addormentasse, ha raggiunto il Cielo. Alcune ore prima, parlando con discrezione della sua malattia, comunicava al suo focolare che è possibile trovare il senso ad ogni dolore amando e rimanendo fedeli a Gesù.

Ivan nasce a Celje, una città della Slovenia, nel 1938, ma subito dopo la sua famiglia si trasferisce in Italia. Fin dalla prima giovinezza si pone molte domande sul senso della vita e arriva a perdere la fede perché la vita gli sembra un totale assurdo. Mentre si trova in questa crisi, viene ricoverato in ospedale per una forte anemia e, facendo un atto d'amore ad un focolarino anche lui degente, scopre una nuova luce. E' così che incontra l'Ideale di Chiara con la quale da allora rimane in contatto continuo, sia personale che epistolare.

Nel 1965 inizia a Loppiano la scuola dei focolarini. Al suo termine Chiara lo invia nell'allora Jugoslavia, dove continua gli studi a Lubiana e vi rimane fino al ‘94 quando si trasferisce nella nascente Cittadella Faro, fino ad oggi.

Così Ivan ricorda il lontano ‘66 quando Chiara lo inviava in queste terre: “Sono partito con le parole del vangelo che Chiara mi ha detto: «Non aver paura piccolo gregge, perché è piaciuto al Padre vostro di darvi il suo regno». Passata la frontiera, arrivando a Lubiana, ho trovato la città tutta addobbata per la festa nazionale, avevo l'impressione che la città festeggiasse la presenza di Gesù tra di noi perché si apriva il primo focolare. Erano anni quando tutto quello che profumava di fede era inviso da parte dello Stato e per questo dovevamo muoverci con molta precauzione. Spesso eravamo visitati dalla polizia e interrogati, ma questo non impediva lo svilupparsi del Movimento che si appoggiava solo sull'amore a Gesù Abbandonato. Lui ci dava la forza di andare avanti e le difficoltà da superare erano viste come necessarie affinché si diffondesse la vita”.

Con quest'anima Ivan ha costruito l'Opera con quanti nel frattempo abbracciavano l’Ideale di Chiara. Ogni anno visitava le comunità che nascevano nei vari Stati sostenendole nella loro crescita e diffondendo amore e pace. Nel ’75 scriveva a Chiara: “Ho sempre sentito che la vita di Gesù in mezzo sia la salvezza della Chiesa. Questo ancora di più negli ultimi tempi quando ho preso contatto con quei Paesi dove la vita è più dura. Ma mai come oggi ho visto la sua rinascita in quel Gesù in mezzo/Chiesa, presente tra due o tre, anche in queste terre. Mi sembrava che una luce nuova sgorgasse dalle tue parole: speranza e certezza di una rifioritura”.

Il Cardinal Kuharic di Zagabria una volta commentava: “Noi vescovi sappiamo che questa è Opera di Dio. Io sono riconoscente che siete entrati, così silenziosamente e con il cuore, nella nostra terra nei più difficili momenti della sua storia”.

Si potrebbero scrivere pagine sulle esperienze di Ivan e sulla sua fiducia nell'amore di Dio.

Chissà quale accoglienza e festa gli avranno fatto ora Chiara e i nostri della Mariapoli Celeste! Rimaniamo dunque in questa festa e con gioia offriamo a Dio questo pioniere dell'Opera di Maria che ha portato l’Ideale da Trieste fino al mar Nero.

Unitissimi a Mario, suo fratello anche lui focolarino, preghiamo per Ivan affidandogli in particolare i Paesi del Sud Est Europeo, che egli ha tanto amato.

Nel Patto,

Emmaus

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