Jacobo Kim - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Jacobo Kim










28 aprile 2020
Rocca di Papa, 5 maggio 2020
Carissimi e carissime,

il 28 aprile, Jacobo Kim Shin Hyeok, primo focolarino sposato della Corea del Sud, è partito per la Mariapoli Celeste dopo una lunga malattia. Venti anni fa era stato colpito da un ictus che gli aveva tolto l’uso della parola, costringendolo pure in una sedia a rotelle.  

Nato nel 1943, a 14 anni riceve il battesimo aprendo tutta la famiglia ad una conoscenza più diretta del cristianesimo. Infatti in seguito, per la sua testimonianza, anche i suoi decidono di farsi battezzare.

Conosce l’Ideale nel 1967 e nel ‘70 sposa Caritas. Hanno cinque figli, di cui Chiaretto ora in focolare, uno in Paradiso e gli altri tutti impegnati nell’Opera. Jacobo e Caritas fanno una radicale scelta di Dio e diventano la prima Famiglia-Focolare della Corea, formando negli anni molte persone alla Spiritualità dell’Unità.

In particolare si dedicano, con cura delicata e attenta, ai focolarini sposati e alle famiglie. In una lettera a Danilo Zanzucchi, Jacobo confida: “I popi sposati in Corea sono troppo pochi, ma non perderò il coraggio. Ogni tanto sento il dolore di non poterli aiutare, ma lo accetto e cerco di essere vuoto”. Ancora: “Ogni volta che accompagno situazioni difficili di famiglie, chiedo aiuto a Foco. Talvolta, quando sembra impossibile risolverle, mi viene da lasciare tutto, ma rivolgendomi a Gesù Abbandonato e facendo unità con Caritas, mi torna il coraggio di continuare” (1977).  

Vive con grande dolore la perdita prematura del secondogenito, ma lo ridona a Dio. “Ho capito – confida - che la morte di mio figlio era una chiamata di Dio. Non so come Dio mi userà: cerco di rimanere in Lui, vivendo bene ogni momento presente”.   

Dalla corrispondenza con Chiara traspare un rapporto filiale. Qualche stralcio:“Come Gesù è nato dopo essere cresciuto in Maria, così cercherò di far crescere Gesù in me in modo che il focolare maschile venga presto in Corea” (1973). “Ogni volta che sento i miei limiti mi fermo e non riesco ad andare avanti. Però se perdo me stesso, il mio ‘guscio’, come tu hai detto, e guardo solo a Gesù, allora questo mi dà di nuovo tanto coraggio. Vivendo in unità con te possiamo affrontare le cose negative senza perdere la speranza” (1978). “Avevo timore di fare le promesse perpetue, però durante la Messa ho capito che a Gesù è possibile consacrarmi perché sia trasformato in ‘popo’ e in ‘santo’, come il pane si trasforma in Lui stesso” (1985).  

Colto ed esperto in storia della Chiesa, Jacobo intuisce la novità e la profondità del carisma e con ‘la sua intelligente unità’ è un prezioso strumento per sostenere la vita dell’Ideale nel suo Paese. Molto stimato in ambito accademico, nel 1974 fonda un’Editrice specializzata nella pubblicazione di testi di filosofia. E’ consapevole che con questi libri non si guadagna molto, ma prosegue con scelte controcorrente senza mai scendere a compromessi. Anche per questo nel 2018 il Presidente della Repubblica premia la sua come migliore Casa Editrice.

Inoltre è il primo in Corea a mettere in pratica i principi dell’Economia di Comunione. Li accoglie come una chiara risposta al suo desiderio di dare agli altri e mantiene fede a questa linea di condivisione, anche nei momenti di crisi economica.

Durante la prolungata malattia fino all’ultimo, insieme a Caritas, dà una testimonianza eroica di amore a Gesù Abbandonato e a Maria Desolata.

Jacobo lascia una forte eredità e il suo esempio ha segnato profondamente chi lo ha conosciuto. Per questo - pur con le dovute precauzioni per le limitazioni imposte dal Covid-19 - molti sono venuti a dargli l’estremo saluto, tra cui due vescovi, sacerdoti, focolarini e membri del Movimento. Hanno desiderato accompagnarlo fino al cimitero, sentendolo un protettore dell’Opera di Maria, specialmente nel suo Paese.  

Con grande gratitudine in cuore, preghiamo per lui e per la sua bella famiglia.
Emmaus
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