Jacques Huys - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Jacques Huys

2012

Jacquy Huys

Bruxelles

21 ottobre 1946 - 1 giugno 2012

Andate e predicate a tutte le genti (Mt 28,19)

Rocca di Papa, 4 giugno 2012


Carissimi e carissime,

venerdì scorso è partito per il Paradiso Jacquy Huys, focolarino di Bruxelles (Belgio), dopo una grave malattia.

Nato nel 1946 ad Anversa, negli anni ’50 si era trasferito con la sua famiglia in Africa; poi nel ’65 era tornato da solo in Belgio per concludere gli studi. Un rientro provvidenziale, poiché proprio a scuola era venuto in contatto con delle persone del nostro Movimento che vivevano con radicalità il Vangelo. Pochi mesi dopo era già in viaggio per Loppiano per partecipare alla scuola di formazione per focolarini.

Nel ’76 partiva per la cittadella di Fontem, in Africa; lì ha lavorato prima come insegnante e poi come direttore del collegio “Seat of Wisdom”. Col suo carattere forte e deciso si era dedicato all’educazione degli allievi con grande impegno, meritando l’affetto e la stima di tanti.

Ha sempre cercato di mantenersi “legato” il più possibile a Chiara. Dopo un incontro al Centro nell’’80, le scriveva: “Mi è rimasto inciso forte nel cuore quello che mi hai detto dalla macchina, davanti a casa tua, a proposito della santità: ‘Farci santi … gli uni per gli altri’. Ho cercato di metterlo in pratica…”. E da Fontem nell’83: “Poter avere la grazia del Collegamento ogni 15 giorni è un tale tesoro che ci permette subito di essere in sintonia con la tua anima,
anche se siamo in fondo alla nostra foresta. Ormai ci è diventato connaturale come il respiro… Il modo migliore per ringraziare Dio e te è di continuare a dare la vita”.

Nel ’92, dopo alcuni anni in Belgio, riparte per l’Africa e in quell’occasione scriveva: “Cambiare di focolare fa un gran bene all’anima. Ci sono tante cose da spostare e da purificare perché ti rendi conto di come in pochi anni si accumulano cose che in fondo sono del tutto secondarie. Ti dà una nuova giovinezza all’anima … e la consapevolezza che stai facendo un santo viaggio e che alla fine della corsa incontrerai il Signore con l’uomo nuovo che hai costruito dentro, punto e basta”.

Rientrato nuovamente in Belgio nel 2005, ha potuto mettere a frutto la sua grande esperienza maturata a contatto con tante culture diverse. Ha lavorato come animatore di ritiri per giovani, formandoli ad affrontare le sfide della vita. Quando qualcuno di loro gli domandava se credesse in Dio, con semplicità raccontava: “In mezzo alle tante avventure della mia vita, devo ammettere che l’amore personale e concreto di Gesù mi ha sempre molto sorpreso. Ho potuto
contare su questo amico inseparabile, al di là di tutte le difficoltà”.

Da qualche mese in pensione e ancora pieno di energia, Jacquy aveva tanti progetti. Ma la volontà di Dio su di lui era un'altra. Ad aprile, infatti, gli è stato diagnosticato un tumore al fegato molto aggressivo. Nonostante la sofferenza era sempre proiettato fuori di sé; riconoscente per ogni piccolo gesto, aveva sulle labbra la parola “grazie”. Accoglieva con amore e con un sorriso chi veniva a fargli visita. Le numerose mail e lettere, le molte persone arrivate per salutarlo testimoniano quanto ha vissuto la sua Parola di Vita: “Andate e predicate a tutte le genti” (Mt 28,19).

Ha potuto ricevere da Giancarlo, di passaggio da Bruxelles, l’unzione degli infermi. Anch’io gli ho assicurato la mia unità perché avesse la forza di vivere con pienezza il momento presente.

Qualche giorno fa Jacquy ha confidato ai focolarini: “Sono nella pace. Sono pronto e sono felice”. Ha aggiunto: “Ho dato tutto a Dio: le cose belle ed anche quelle difficili”. Ha chiesto poi alla Madonna, che amava tanto, che gli fosse vicina per aiutarlo a vivere bene nella volontà di Dio, fino alla fine. Pensiamo che sia stato così.

Offriamo suffragi per Jacquy, certi che continuerà a sostenere tutta l’Opera in cammino verso l’ut omnes, e preghiamo per la sua famiglia.

Nel Risorto,

Emmaus

Torna ai contenuti