Jan Vanlathem - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Jan Vanlathem

2011

Jan Vanlathem

Belgio

3 luglio 1941 - 16 maggio 2011

Io sono la luce del mondo. Chi segue me
non camminerà mai nella tenebre (Gv 18,12)



Mosca, 17 maggio 2011


Carissimi e carissime,

ieri, Jan Vanlathem, focolarino sposato del Belgio, ha raggiunto il Paradiso. Avrebbe compiuto presto 70 anni.

Ha conosciuto l'Ideale nel 1967 durante una Giornata e nello stesso anno ha partecipato alla Mariapoli. Nel 1968 ha sposato Martine, anche lei focolarina, e hanno avuto 6 figli e 14 nipoti.

Laureato in ingegneria, ha lavorato per lungo tempo nelle ferrovie belghe. Era un appassionato videoamatore e con la sua camera ha fissato vari momenti di vita dell'Opera in zona, contribuendo a creare un prezioso archivio storico. Per lui l'amore era una cosa concreta, di pochissime parole e di tanti fatti. Di grande senso pratico, riusciva a trovare soluzioni a vari problemi ed era sempre pronto a dare un aiuto sia in casa che fuori.

Jan e Martine sono stati per diversi anni perni della comunità dei Focolari ad Hasselt e poi ad Anversa, dove si erano trasferiti per il Movimento. E insieme seguivano con interesse e dedizione anche l'aspetto dell'ecumenismo. Nel 1999 hanno partecipato ad una Scuola internazionale di Famiglie-focolare. E' stata un'esperienza profonda e in quella occasione scrivevano: "Chiara, ti siamo enormemente riconoscenti per l'opportunità che ci dai di vivere intensamente… con la luce di Gesù in mezzo. Abbiamo riscoperto e sperimentato di nuovo che ogni momento può essere essenziale. Vogliamo dire: solo Dio importa. Sentiamo che la nostra vita ha senso solo … con il carisma dell'unità".

Esperienze di dolore e di gioia si sono susseguite nella vita di Jan. Lasciamo parlare lui stesso con qualche stralcio dei suoi scritti, dai quali traspare il lavoro di Dio nella sua anima. "Ho imparato che il passato non esiste più… . Anche se ho attraversato periodi negativi, è stato incoraggiante ascoltare Chiara parlare, nei collegamenti, di aspetti della vita che avevo l'impressione di aver vissuto con lei, pur distante"(1986).  "Sempre nella mia vita ci sono stati tanti periodi di buio e di luce. Ora sono di nuovo immerso in una grande luce, dopo tante esperienze con Gesù Abbandonato che mi hanno fatto maturare" (1997).

Nel settembre scorso, l'annuncio di un cancro molto aggressivo. Da allora ha dovuto sottomettersi a tante cure che gli toglievano le forze e lo facevano stare male. Ma nella sua anima è entrata una pace che è rimasta fino alla fine e Jan diveniva ogni giorno di più specchio della sua Parola di Vita: "Sono la luce del mondo. Chi segue me, non camminerà mai nelle tenebre"(Gv. 18,12). Anche il tema di quest'anno, la volontà di Dio, gli era di grande aiuto nel ripetere un "si" sempre rinnovato.

Una settimana fa ha voluto avere un ultimo colloquio con un sacerdote e ricevere il sacramento degli infermi alla presenza di Martine, dei figli, di altri famigliari e dei focolarini. Un momento di gioia intima che egli ha proposto di festeggiare con un gelato.

Quando ho saputo che Jan era grave e viveva i suoi ultimi giorni con serenità, offrendo tutto anche per il mio viaggio in Russia, gli ho scritto ringraziandolo da parte mia e dell'Opera.

Preghiamo per lui che ha compiuto il suo disegno nella fedeltà al carisma di Chiara, e affidiamo insieme Martine e la sua numerosa famiglia alla Madonna.

In Lei, unitissima,

Emmaus


 


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